Vieni, c’è una strada nel bosco, il suo nome conosco, vuoi conoscerlo tu?
Sempre in tema di buoni propositi, giusto per dimostrare di aver capito l’antifona, oggi vi parlerò, anche attraverso qualche foto, di un posto veramente bello, a pochi chilometri da Genova, e a guardare le immagini non si direbbe davvero.
Questa gita, alla Badia di Tiglieto, risale a qualche settimana fa, in quello spazio temporale fantastico ch’è dato dall’estate finita e da un inverno non ancora arrivato, anzi ne approfitto per buttare giù qualche riga che potrebbe essere utile a chi volesse affrontare il nostro stesso percorso. Per orientarci in zona abbiamo sfruttato integralmente le chiarissime indicazioni di Stefano e Silvia, riproducendo l’Anello della Badia, una delle più belle camminate della mia vita, molto più rilassante di quelle nel Parco delle 5 terre che sono n’anticchia più impegnative coi saliscendi.

Indubbiamente il panorama mi ha colpito, ci devo tornare a giorni e mi piacerà confrontare le sfumature marroni che avranno preso il posto di tutti i verdi che ho visto. Non voglio né esagerare né enfatizzare ma è stata davvero una splendida giornata, sicuramente parte del merito era dovuto alla compagnia ma la parte più importante era dovuta al luogo. Uno scenario tra il rustico e l’organizzato, bello da guardare, da fotografare, da respirare a pieni polmoni.
Ci sono diversi modi per arrivare alla Badia di Tiglieto, difatti ci si può arrivare sia percorrendo la strada provinciale che da Rossiglione sale verso il Monte Calvo, e ridiscende a Tiglieto; sia da Voltri, l’estremo lato di ponente genovese, risalendo la strada del passo del Faiallo, per ridiscendere poi verso Acquabianca, Martina d’Olba e Tiglieto.
Oppure molto più velocemente percorrendo l’autostrada fino a Masone e proseguendo fino a Tiglieto, attraverso Campo Ligure. Badia si trova proprio sotto il paese, sulla sponda opposta del torrente Orba, al centro della vasta piana che è attraversata dalla strada provinciale di Olbicella.

L’Abbazia di Santa Maria della Croce, nota anche come “Badia” di Tiglieto, è uno dei monumenti più suggestivi e più antichi della Liguria. La Badia è il più antico insediamento cistercense in Italia. Si trova a 50 km. da Genova, a 140 da Torino, a 130 da Milano, si presta a essere meta di una (consigliatissima!) escursione domenicale.
Questo importante monumento, restaurato dalla provincia di Genova e dalla Banca Carige nel 2004, è di proprietà della Marchesa Camilla Salvago Raggi, che vi abita durante l’estate ma un recente atto, firmato presso la Provincia di Genova, ha concesso in comodato una parte del complesso (chiesa, chiostro, e sala capitolare) al Comune di Tiglieto, che assieme alla Provincia e alla Comunità Montana si è impegnato a provvedere al restauro di queste parti del monumento.
Il complesso monumentale, davvero straordinario, è stato fondato nel 1120 dalla comunità monastica dei cistercensi, che insediò qui la sua prima filiazione fuori dalla Francia. La questione mi ha incuriosito così tanto che mi sono precipitata a leggere tutto quello che ho trovato, ed ho scoperto una bibliografia molto ricca, il medioevo è una fase storica assai affascinante non solo per me, evidentemente.
Ho scoperto che le comunità cistercensi non si limitavano a costruire luoghi di preghiera, come succede coi comuni monasteri, ma attraverso il lavoro agricolo e l’applicazione delle tecniche, allora più innovative, realizzavano veri e propri centri di sviluppo economico del territorio. Ancora oggi si possono notare dal turista attento i segni di queste trasformazioni cistercensi: la piana, oggi prato, dominata al centro dall’Abazia, era allora intensamente coltivata; ai margini del coltivo, le aree destinate a pascolo, e a causa dell’avanzare del cespugliato tendono ormai a confondersi col bosco circostante. Il bosco, oggi in gran parte abbandonato, forniva il legno necessario alle attività agricole. Anche il complesso abaziale, benché sia rimasto integro nei suoi elementi essenziali – chiesa, convento, chiostro, refettorio, edifici agricoli – rivela profonde stratificazioni di interventi, succeduti nei secoli e ha sofferto, nel tempo, di uno stato profondo di degrado, dovuto agli insostenibili costi di manutenzione di un complesso di quella importanza e dimensioni.
Chiesa, convento e refettorio racchiudono i tre lati del chiostro, nel 14° secolo il monastero perse l’autonomia, diventando “commenda”. Solo nel XVI° secolo, con l’avvento della famiglia Raggi, l’Abazia risorse economicamente, e cominciarono, negli edifici, le trasformazioni visibili ancora oggi, cioè il corpo del convento fu trasformato in abitazione, sopraelevandolo di un piano; fu costruito l’attuale campanile; la chiesa venne profondamente modificata, invertendone l’orientamento (la facciata originaria divenne abside, e viceversa, con la distruzione delle cappelle absidali); la copertura originaria, a capriate lignee, della navata centrale venne sostituita da una volta a botte, mentre le navate laterali vennero coperte con volte a crociera; nei secoli successivi il chiostro subì un progressivo degrado, con la completa sparizione delle tre gallerie, sostenute da colonnine, ed addossate alla chiesa, al convento, ed al refettorio; la navata laterale destra della chiesa venne sopraelevata; quella sinistra parzialmente demolita, e sostituita con un edificio che ospitava il Comune di Tiglieto.
Paradossalmente, nel dopoguerra, attorno agli anni 50, alcuni danni alla chiesa furono procurati dalla Soprintendenza proprio dai lavori di restauro intrapresi, nella ricerca della struttura originaria dell’edificio. Danni immensi, difatti furono distrutte le volte laterali, sostituite da un tetto con travi a vista; la pesante volta centrale iniziò un processo di disgregazione che fa temere per la stabilità dell’intero edificio; tutti gli intonaci interni, fatta eccezione per la parte absidale, furono asportati, alla ricerca dei mattoni e delle pietre dell’edificio cistercense. L’interno della chiesa appare oggi in forme seicentesche, fortemente compromesse dalla ricerca delle pretese murature “a vista” dell’originaria costruzione; sono stati addirittura ricostruiti i volumi del transetto con la conseguenza che quest’ultimo verrà a trovarsi nella parte anteriore della chiesa, vicino alla facciata.
Marò l’ho fatta lunga, scusate ma l’insieme del complesso è davvero emozionante per il concentrato di storia che si può intravedere sui muri.
Ogni tanto nel percorso s’incrociava qualche casa sparsa, perfettamente funzionante ed abitata, e la cosa mi ha fatto un immenso piacere. per noi occasionali camminatori, ma sopratutto per loro, perchè sicuramente non è da tutti potersi permettere di vivere in quella specie di paradiso, beati!
Assì i cani sono stati felici (fe-li-ci!) tutto il giorno, però in stagione di caccia (come appunto quella in cui siamo andati) conviene non perderli di vista, specialmente se hanno il manto chiaro della cucciola Lola, è facile che da lontano vengano scambiati per qualche pezzo di selvaggina e rischino una schioppetata. Stateci attenti.
ahem, si vabbè, dai, non ho resistito e dovevo immortalarlo a tutti i costi, ci abbiamo riso tanto che a momenti facevo un capitombolo da passare alla storia :-)
Qua potete approfondire la storia ufficiale della Badia, messa a disposizione dal comune di Tiglieto. e qua si può leggere l’intervista al primo priore della rinata Badia.
Che la Liguria sia una regione stretta tra mari e monti e’ una cosa risaputa, ma in pochi altri posti lo si nota come attraversando i boschi attorno a Tiglieto, qua si possono godere di tutte le meraviglie frutto della natura, è ricca di molti prodotti quali i pregiatissimi mieli, gli sciroppi, i formaggi ed ho pure scoperto una fattoria per l’equitazione in cui ci si può fermare a pranzo ed anche portarsi via qualche prodotto come souvenir.
Ahem si è capito che io lì ci tornerò presto?
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