Las Trece Rosas Rojas
Tiro fuori questo post dimenticato e anche un po’ pieno di polvere, perchè mi pare proprio il giorno giusto per parlarne, più o meno un appuntamento fisso.
Il film, ovviamente, non credo sia ancora in circolazione, in Italia è uscito ad Agosto, però credo sia noleggiatile e vale davvero la pena spenderci un paio d’ore. La storia è a una distanza siderale e proietta a ben 70 anni fa, nella Spagna neofranchista, quando le strategie del potere dittatoriale erano agli esordi repressivi. Fu allora, proprio quando il regime appena insediato esigeva, appunto, la massima fiducia che scoppiò quello che la storia ci riporta come il caso delle “13 rose”. Le 13 rose erano 13 ragazze, tra cui anche minorenni, uccise ingiustamente dal regime e la cui vicenda ci è stata riportata dall’unica superstite. É un film per non dimenticare, uno dei tanti. al di là delle evidenti pecche della prima parte del film, in cui si fatica ad orientarsi, questo film ha avuto un paio di pregi degni di nota. Il primo è la figura della donna “colpevole” in quanto moglie, compagna o fidanzata, e se ci si fa caso è un vizio che la storia ha sempre avuto, e lo conserva tuttora, anche se siamo nel terzo millennio.
La seconda nota riguarda i diversi metodi d’interrogatorio subiti dai carcerati: ai maschi erano destinate solo lesioni fisiche, anche gravi; per le femmine, invece, si puntava anche all’annientamento psicologico, ai ricatti, alla mortificazione e allo schiaffo morale della nudità , ci avevate mai fatto caso? É una cosa che si nota in moltissimi film, questo già dovrebbe dirla lunga sopratutto applicando la questione ai tempi di pace apparente dei giorni nostri. Un’ultimissima nota è la fatica con cui la storia ci ha riportato storie in cui le donne erano (anche) eroine, portatrici, esse stesse, di valori, non solo vittime a rimorchio di qualcuno. Non è una sottigliezza o un’inutile pignoleria (che poi chissenefrega ci sarebbe da rattristarsi per l’abuso in se, no?) è solo il dispiacere di notare che persino da morte ammazzate, da vittime, appunto, le donne sono cittadine di serie B.
Sicuramente (sopratutto nella resistenza), le donne, in percentuale erano numericamente inferiori, siamo d’accordo, ma anche volendo analizzare la lotta al nazi-fascismo, si fa davvero fatica a trovare figure di donne a cui è stata dedicata una piazza (o una medaglia) al valore, un riconoscimento o un ruolo ben definito. Come se fossero state (e fossero) delle eterne attrici non protagoniste. E questo, forse, non è completamente vero, nonostante tutto. Se vi dovesse capitare tra le mani, guardate questo film, superate la prima parte non completamente all’altezza e godete della seconda, che è molto bella ed intensa, ed ha il pregio di far emergere uno spicchio di storia rimasto sepolto per decenni, qua e qua potete leggere un po’ di robe e vedere il trailer
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TVB
Miriam
Albicocca sei una gioia per il cuore, corro a vedere :-))))
Molto interessante, cercherò di vederlo, spero davvero di riuscirci!
Grazie della segnalazione. ;-)
Vera massì dai, in genere i film che per motivi vari mi perdo al cinema, poi li noleggio e me li guardo a casa, a volte persino quando stiro, mò ho pigliato il vizio di accendere il fero ogni tot settimane, con la montagnona, quindi un bel filmazzo ci sta tutto
sicuramente lo vedrò, molto interessante. su questo tema, forse lo saprai già , a Torino c’è stata una bellissima mostra sui Nobel “rubati” alle donne…
Giorgia ne ho sentito parlare solo vagamente e (mia pecca) non ho approfondito, dove potrei trovare info? Ma grazie, sono questi i messaggi che mi piacciono da morire! :-)
[...] quello su cui nessuno avrebbe voglia di scrivere, né tantomeno leggere, esattamente come ho già fatto in [...]