C’é past@ per te!
Tento di mettermi a pari coi vari contest in giro, abbiate pazienza, mannaggia al tempo.
Comincio dal più facile (per me), non foss’altro per il fatto che la pasta, o meglio la past@ come scrivono Giovanna e Lydia, la mangio abbastanza spesso, specialmente negli ultimi tempi e ogni volta è un’avventura interessante giocando via via sui tempi sempre più stretti o sull’abbinamento dei diversi ingredienti.
Quindi partecipate al contest è davvero carino, basta poco, la pastasciutta del lunedì o quella della domenica saranno perfette. Leggete attentamente il regolamento, se conosco le tipe saranno fiscalissime :-PPP
Pregherei le organizzatrici di prendere la mia ricetta fuori concorso, solo per il piacere di partecipare, mettiamola così. A suo tempo ho già avuto l’enorme fortuna di assaggiare i prodotti Garofalo, un’esperienza e un piacere indimenticabili, e mi parrebbe giusto dare questa possibilità a qualcun altro.
Temo di ripetermi, e nel caso scusate, ma io con la pasta ho proprio un buon rapporto, un amore viscerale, anzi per l’esattezza pasta&riso, che in pratica sono state le uniche cose che ho mangiato per anni, senza far disperare mia madre e come me pure mio figlio (per la serie la storia si ripete :-)). Anzi questa la racconto perchè è troppo ridicola. L’altro giorno scapicollandomi tra un impegno e l’altro sono corsa a casa per fare quello che io pensavo il piatto preferito di mio figlio, cioè le troffie al pesto. Ce l’ho fatta, a fatica ma ce l’ho fatta, stavo quasi autocompiacendomi per il tourdeforce positivo, tanto ero contenta dell’esito, quando mio figlio, più o meno alla terza forchettata, dichiara a suo cugino che gli piacevano di più le trenette col pesto, che delle troffie proprio non gli fregava niente. -Ma come niente? ma se da quando hai 3 anni me le chiedi ed è sempre stata la merce di scambio per farti mettere in ordine la cameretta?- Ecco, per dire le auto convinzioni che uno si porta appresso, eh?!
Su questo piatto di paccheri non c’è molto da dire, quasi nulla da inventare, basta veramente pochissimo sia in soldi che in tempo. I paccheri, come ho già scritto, è obbligatorio prenderli di buona qualità, di Gragnano li trovo semplicemente perfetti.
É una ricetta facilissima e velocissima, fatela e non ve ne pentirete, è un sugo da festa anche per i giorni feriali.
Paccheri al sugo sprint al tris di pesci
Ingredienti per 2-3 (dosi orientative)
un pezzetto di rana pescatrice (conosciuta anche come coda di rospo) di circa 200g. (anche ritagli)
6 acciughe
6 sardine
2 spicchi d’aglio
un vasetto di pelati
¼ di bicchiere di passito (non avevo vino bianco :-()
una generosa presa di prezzemolo
olio extravergine d’oliva
sale affumicato
pepe nero
80-100 g. di paccheri a persona
Mettere un tegame, con l’olio, sul fuoco (in rame sarebbe meglio) e spremerci l’aglio nettato dell’eventuale anima. Appena comincia a soffriggere aggiungere la rana pescatrice tagliata o spezzettata con le mani in pezzi abbastanza piccoli. Far soffriggere per uno-due minuti ed aggiungere il passito. Non appena il vino sarà evaporato unire i pelati, il sale e il pepe. Cuocere per una decina di minuti a fuoco vivace e pentola coperta. Aggiungere le acciughe e le sardine, si può scegliere se prive di lisca o meno (io ho fatto mezzo e mezzo) e spegnere dopo qualche minuto (per regolarvi, comunque sia, meno di 5).
Cuocere i paccheri e condirli col sugo di pesce, spolverizzarli col prezzemolo e con un altro po’ di pepe.
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