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Nei giorni scorsi sono andata al (quasi) nuovo ristorante giapponese in centro, a mezza via tra la Fiera di Genova e la stazione Brignole, in pratica una vera manna.
Lo hanno inaugurato qualche settimana fa ma non avevo ancora avuto il tempo di andare a verificare di persona le opinioni favorevoli delle mie amiche, quindi ho approfittato dell’arrivo di un amico e sono andata a testarlo, armata di macchinetta. Ah ecco, a proposito, ringrazio la squisita cortesia del proprietario che mi ha permesso di andare a fare qualche scatto qua e là.
Genova, tra le grandi città, è stata tra le ultime a cedere ai ristoranti etnici, ricordo ancora il primo ch’è sbarcato in città con la pelle d’oca, aveva dei prezzi da capogiro, non scherzo. La primissima volta, dopo aver ricevuto il conto, ho pure rischiato un coccolone. Adesso le cose sono molto cambiate, lentamente, com’è nello stile del genovese, ma sono cambiate parecchio assai. A quel primo ristorante se ne sono affiancati molti altri, qualcuno di qualità e la concorrenza ha fatto si che i prezzi si abbassassero (enormemente), certo non siamo ancora ai livelli degli altri paesi ma è già un grosso passo avanti.
La formula di Pingusto è simile a quella del ristorante giapponese Sen presso il centro commerciale/divertimenti Fiumara, comodissimo se si va all’Uci cinema.
Una pecca abbastanza vistosa del kaiten sushi Sen della Fiumara è che si mangia tantissimo, ma a volte la qualità lascia a desiderare e la cosa che più mi ha indispettito, in passato, era che alla fin fine ci si ritrovava a mangiare poco sushi e tanto cibo che con Giappone non ciazzeccava granché (era più cinese che giapponese).
Invece qua al Pingusto ho dovuto ricredermi praticamente su tutto, l’ambiente è giovane, frizzante, frequentatissimo sia a pranzo che a cena, la formula è accattivante: tutto a volontà a prezzo fisso (8 euro a pranzo e 18 a cena, escluse le bevande), i miei amici ci sono sballati, la differenza sta nel fatto che a cena c’è l’aggiunta del banco per la cottura alla piastra.
Ma, per prima cosa, è d’obbligo spiegare ai profani cos’è un kaiten sushi bar, praticamente trattasi di un ristorante/bar dove le portate scorrono su un nastro trasportatore; gli avventori, seduti su sgabelli (singoli) o a tavoli da 4/5 persone, si servono da soli scegliendo quello che passa sotto ai loro occhi.
Però Pingusto ha fatto addirittura un passo avanti rispetto alla vecchia formula, trasformando il vecchio Kaiten sushi bar in un vero e proprio ristorante fai da te, in stile self-service per capirci e, in questo momento che qualcuno vorrebbe toglierci (anche) l’intervallo mensa, mi pare giusto (invece) evidenziare un bel posto che armonizza qualità e prezzo.
L’evoluzione di Pingusto consiste, sostanzialmente, ad unire alla formula gà collaudata del tapirulàn, dei banchi suddivisi per le varie portate (primi, secondi, verdure, dessert) e il banco con gli ingredienti da far grigliare al momento.
Insomma Pingusto è stata una piacevolissima sorpresa. Come ho detto, ci sono andata abbastanza prevenuta e invece ne sono rimasta entusiasta, persino chi nel gruppo non è assolutamente favorevole al sushi (o cibi crudi in genere) ha accolto con immenso piacere i banchi in cui ci si può riempire il piatto del pesce, carne, verdure (crudi) da far passare alla piastra (i gamberoni sono stati indimenticabili!).
Il locale è molto bello, ben curato, senza i classici cattivi odori, nonostante la piastra a vista, è su due piani e tutto sommato nonostante il fracasso da comitive da fine settimana non è risultato manco troppo rumoroso, il personale è giovane (under 25), molto attento e pronto ad accorrere in soccorso in caso di difficoltà.
Il menu è abbastanza vario con l’innesto anche di piatti Thai, ma proprio in virtù del fatto che viene frequentato da abitué (sopratutto a pranzo) cambia quasi ogni giorno (sia a mezzogiorno che a cena), se avete fortuna potreste incappare nel piatto che porta il nome del locale: il maki Pingusto che sarebbe un maki servito caldo, con rucola, tempura di branzino e formaggio, oppure i classici maki di avocado.
Per quello che ho visto, mi pare che la novità sia stata accolta più che favorevolmente dai miei concittadini, il locale era pienissimo e credo che finalmente si sia trovata una valida alternativa ai vari Burgy o centri commerciali (tristissimi!).
Un’ultima avvertenza state attenti al sushi dessert, da (parecchia) dipendenza e se, nel corso della cena, sarete riusciti a resistere ai vari bis-tris, che la gola tentatrice reclamava, con questo dolce non c’è proprio storia.
Il nome sushi dessert è dovuto alla somiglianza nella forma e nel colore con il sushi, ma in pratica è un semifreddo alla meringa ai frutti di bosco, con sopra una specie di gelatina alla frutta con limone, frutti di bosco, lampone, passion fruit (o mango).
Per sorridere un po’ ma voi, mi raccomando, non imitatelo! Il wasabi è piccantino assai.
Ristorante PIN GUSTO Sushi – Wok
Corso Torino 28r, Genova
Tel. 010.86.09.763
Sono aperti tutti i giorni, a pranzo e a cena.
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Tag: ristoranti et affini
Scritto da fiordisale lunedì, 30 novembre, 2009
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8 grani di sale to “Wasabi a colazione”

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12 Marzo 2010 (1)
A mani nude: una meno di cento
molto forte ma incredibilmente meno vicino
The Scarlet Brothers
alzati che si sta alzando la canzone popolare se c’è qualcosa da capire ancora…
piccolo strazio pubblicità
l’indignazione
dipingerei di colori tutti i muri e stelle sul soffitto ti direi le cose che non ho mai detto che pericolo la quotidianità e






Technorati
IceRocket
del.icio.us 












lunedì, 30 novembre, 2009 alle 12:14
ok sto per svenire, tu non puoi postare questo ben di dio sperando che io ne esca incolume. Venerdì ho provato anche io un nuovo sushiaro…che delizia!!!
Grazie anche per il video, ho adorato quel film
Un bacione
fra
lunedì, 30 novembre, 2009 alle 13:29
ma è ora di pranzo!
lunedì, 30 novembre, 2009 alle 15:20
ahahah… non avevo mai visto quella scena, ma il mio incontro col wasabi è stato molto simile. non credevo potesse essere così esageratamente piccante e ne ho mangiato la punta di un cucchiaino su un pezzo di pane: ho avuto la sensazione che lo “sfiato” dal naso mi avesse ustionato le narici!:D
ora ho imparato a dosarlo e lo adoro!!!!!!
lunedì, 30 novembre, 2009 alle 17:18
@nn@ se ti dicessi che io un amico così ce l’ho davvero? Mi sento male solo a guardarlo mangiare wasabi direttamente dalle bacchette, senza neanche metterlo sugli alimenti. Delle volte mi sono chiesta se sono io ad essere anormale così sensibile e con gli occhi lacrimevoli quando esagero o lui… ‘mbo
lunedì, 30 novembre, 2009 alle 17:19
Giorgia, era appunto un’idea per pranzo ;-)
lunedì, 30 novembre, 2009 alle 17:22
fra, è da stamattina che ci penso, non vedo l’ora di riandarci, che sarebbe pure normale. Il fatto è che quando ci sono andata a momenti mi sono sentita male per quanto ho mangiato. Ma tant’è ci devo tornare al più presto, non sono riuscita ad assaggiare un po’ di robe, incluso il gelato. Insomma costa quanto una pizza ma mi ha divertito di più
domenica, 6 dicembre, 2009 alle 13:18
non sono ancora riuscita ad andarci, ma il tuo post conferma l’intento e aumenta la voglia. (meringa con frutti di bosco??! è aperto a merenda, che io inizierei da lì?)
lunedì, 7 dicembre, 2009 alle 11:49
babaco benvenuta! Allora se posso permettermi tenta di non andarci di sabato, è parecchio pieno, o comunque tieni sottomano il numero, nei we è meglio prenotare. É uno dei pochi posti in cui sono riuscita a vedere il pienone persino a pranzo!