Città vuota [ovvero com'è bella la città]
Vabbè, devo farlo e lo faccio. Non mi si venga a dire che sono razzista o altro, che magari in questo caso potrebbe pure essere vero, ma non è questo il punto. In tutta onestà non mi ci sento, semplicemente non reggo più un piccolo e limitato spicchio d’Italia. Bella la vecchia locandina di “Miracolo a Milano” vero? Secondo me è proprio il punto giusto per cacciare fuori il rospo che mi rode, perché è appunto di un (altro) miracolo ciò di cui avremmo tutti quanti bisogno, non solo i milanesi.
Non si risentano i lumbard (in genere) per le mie opinioni, ma mai come negli ultimi anni ho provato sincera gioia di essere nata e cresciuta in un altrove, lontano da lì. Il disagio è vecchio e non necessariamente riferito alle ultime ignobili imprese della signora sindaco e del suo staff. Anche quando tento di non aggiornarmi sulle loro gesta ci pensa report a r-e-portarmi alla realtà.
Milano un tempo era l’orgoglio d’Italia, era il nostro biglietto da visita più credibile verso i paesi confinanti e non solo. Se non ricordo male era l’unico spicchio d’Italia che poteva vantare un certo credito nei paesi del nord Europa, persino i tedeschi la guardavano con stima e rispetto, anche ai tempi in cui emarginavano i nostri meridionali, intendo. É che purtroppo qua in Italia c’è il vizio della memoria corta, disgraziati noi. Milano era espressione di classe, equilibrio, solidarietà, ricchezza. Era il sogno e la meta dei giovani meridionali (ma non solo) in cerca di fortuna, era la culla degli extra comunitari, era accoglienza e dialogo. Era il palcoscenico a cui ambivano i giovani artisti del resto d’Italia. Era cultura e innovazione. Era il futuro che verrà. Milano era.
Forse avrei dovuto titolare La felicità di essere nati altrove [ovvero Milano brucia] questo sprazzo d’amarezza verso una città (e/o una regione) che non smettono di farmi vergognare di avere (mio malgrado) qualcosa in comune con loro. Forse dovrei smettere questa spirale chiedendo asilo politico in qualche altro paese, forse dovrei rinnegare la mia cittadinanza per stroncare le cose che a loro mi accomunano. Forse. Ma anche no.
Probabilmente neanche questo servirebbe a farmi stare meglio.
Mi sorprendo a notare che non c’è giorno, in cui questa città (e/o questa regione) fa qualcosa di cui non essere fieri. Immagino anche il disagio delle persone perbene che hanno avuto l’avventura di nascerci, assisto impotente alle crociate degli altri.
Eppure Milano è stata sul serio il turbo culturale di un’intera nazione, molto più di qualunque altra città. Ci si potrebbe riempire un’enciclopedia solo con le canzoni che le sue guglie hanno ispirato. Com’è potuto succedere che si scendesse così in basso? Quello di cui parlerò non è l’episodio più rappresentativo del disagio che (mi) provoca questa città, purtroppo aggiungo, è solo quello che ancora deve succedere, ma è già lì sulla soglia.
Tra qualche giorno, in occasione di S. Ambrogio, saranno consegnati come ogni anno gli Ambrogini d’oro, e come tradizione degli ultimi anni le polemiche stanno riempiendo le pagine dei giornali e del web. L’Ambrogino è l’onorificenza più importante e rappresentativa della città di Milano, è conferita dall’Ufficio di presidenza del consiglio comunale di Milano e per la quale il sindaco ha diritto di veto.
Quest’anno la Commissione per la concessione delle Civiche Benemerenze è riuscita a fare peggio dello scorso anno, quando formalmente onorava Enzo Biagi ma nella sostanza il PDL pose il veto sulla candidatura del giornalista, negandogli di fatto l’onorificenza. Qualche settimana fa la commissione, presieduta dal sindaco, ha deciso i nomi che saranno insigniti del riconoscimento nella solenne cerimonia di Sant’Ambrogio di lunedì prossimo, 7 dicembre. Occorre precisare che le decisioni non sono state frutto di unanimità, anzi nel corso della seduta parecchi consiglieri si sono visti costretti a protestare abbandonando la sala.
Ma eccole elencate, le medaglie d’oro di quest’anno, in tutto il loro fulgido splendore, mi soffermerò solo sulle più, come dire, curiose? Si può dire curiose?
Ada Burrone, fondatrice e presidente dell’associazione Attivecomeprima per donne mastectomizzate;
Alberto Pilotti, grafico fondatore della Tecno Digit S.r.l;
Andre’e Ruth Shammah, regista teatrale, fondatrice del Franco Parenti;
Camillo De Milato, comandante regionale esercito Lombardia, ha proposto la squadra della polizia locale alla caccia di extracomunitari irregolari sui mezzi pubblici con le grate, candidatura appoggiata dalla Lega Nord. Una domanda, che lustro ha dato alla città un essere del genere?
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food; concordo anche se non ho chiaro che ci azzecca con Milano.
Davide Rampello, presidente della triennale;
Dolce e Gabbana, stilisti;
Enrica Bona Orlando Borromeo, presidente Airc Lombardia;
Enrico Molinari, presidente dell’ordine degli psicologi della Lombardia;
Fabrizio Villani, medico chirurgo;
Giovanni Puglisi, rettore dello Iulm;
Giuseppe Bergomi, calciatore;
Ilaria Guaraldi Vinassa de Regny, presidente dell’associazione didattica museale;
Italo Brambilla, primario all’Ospedale Niguarda;
Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. E daje e daje qualcuno di decente lo hanno trovato;
Luigi Pestalozza, critico musicale;
Mahmoud Asfa, Imam di via Padova, scelto per compensare il comandante dei vigili? che pagliacciata;
Maria Berrini, architetto;
Marina Berlusconi, siamo in attesa di scoprire quali altri meriti, oltre ad essere figlia di papi e pupilla di sindaco, abbia questa signora;
Mario Calabresi, direttore del quotidiano La Stampa;
Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero. Quindi in sostanza Biagi, che era stimato e rispettato dai capi di stato di mezzo mondo (che tra l’altro ambivano ad essere intervistati da lui), non era degno di questa onorificenza e invece questo sgrammaticato si? Complimenti;
Monsignor Franco Buzzi, prefetto della veneranda biblioteca ambrosiana;
Natalina Invernizzi Campi, gestore dell’omonima Cascina;
Nico Colonna, direttore di Smemoranda;
Paolo Giuggioli, presidente dell’ordine degli avvocati;
Paolo Maldini, calciatore;
Peter Bayuku Konteh, progetto Microcammino 2000;
Stefano Boeri, urbanista (è una compensazione alla dimenticanza, con conseguenti polemiche, dello scorso anno);
Stefano Dambruoso, magistrato esperto di terrorismo islamico e forse prossimo candidato Pdl (maddai, ma che malizia!);
Stella Vecchio, politica e sindacalista;
La Moratti dopo le aspre critiche del vice presidente del consiglio comunale Davide Corritore (Pd), che abbandonò la seduta in segno di protesta, è corsa a riparare al danno, assegnando un Ambrogino extra a Massimo Capuano per i 200 anni di Borsa Italiana. La decisione è stata presa in extremis e fuori tempo massimo, e comunicata allo stesso amministratore delegato di Piazza Affari, che verrà premiato in occasione di una cerimonia ad hoc che si terrà, secondo fonti informate, entro la fine di dicembre. Un Ambrogino senza S. Ambrogio, insomma.
La notte in cui sono stati assegnati i riconoscimenti simboleggia perfettamente un metodo vecchio, trito e ritrito, da manuale Cencelli, di spartizioni politiche, che andrebbe rivisto. La critica è secca e precisa: la logica di spartizione politica delle benemerenze ha portato lontanissimo dallo spirito primario del premio.
Niente Ambrogino d’oro per gli operai della Innse, la storica azienda metalmeccanica della Lambretta, i cui lavoratori la scorsa estate, dopo una drammatica protesta, sono riusciti a vincere la battaglia per il salvataggio dell’azienda. In sede di voto per l’assegnazione della benemerenza alla Innse, proposta dalla sinistra, ci fu un aspro confronto con la destra che non aveva gradito e fu caratterizzata da pugni sul tavolo, proclami, tensione, schiamazzi e parecchi fuori onda, fino a paralizzare i lavori della commissione. Riuscì a sbloccare la situazione, senza via d’uscita, solo una telefonata degli stessi lavoratori che avvisarono che in caso di assegnazione avrebbero rifiutato l’onorificenza. In fondo come dargli torto? Il comune certamente non si schierò al loro fianco durante le concitate ore di lotta. Qualcuno (oltre Fo e altri) ogni tanto riesce ad essere coerente, grazieaddio. E poi basta vedere la fine che hanno fatto gli altri, prima di loro.
Niente Ambrogino per Roberto Saviano, la cui candidatura fu già stroncata dalla destra lo scorso anno. Però su Saviano si tenta di fare un lavoro di markeing mica da ridere, in fondo il giovanotto pubblica con Mondadori ed è (anche) grazie al suo Gomorra che la Pupilla del sindaco ha potuto confezionare la sua bella fidejussione. Fossi in Roberto, prima di esporsi, ci farei su una piccola riflessione, a conti fatti, meglio Scampia, molto meglio essere cittadini onorari di luoghi per i quali si ha l’onore di essere cittadini.
Delle volte mi chiedo cosa direbbe oggi il Signor G. Cosa direbbe il Cerruti Gino? Forse nulla, perchè niente c’è da aggiungere a quello che ci raccontava già 15 anni fa. Del resto lui era lungimirante, guardava oltre, più lontano degli altri e già non si sentiva italiano molto prima dei bambini rom cacciati dai campi nomadi, prima delle ronde, prima degli autobus cacciatori di teste, prima di questo limbo di ignoranza in cui è sprofondata la città, prima del White Christmas. In un’era precedente, prima di tutto questo, lui aveva già visto tutto quanto. Noi altri avevamo ancora l’illusione di poter porre rimedio all’ineluttabile, pensavamo di poter riuscire ad arrestare la parabola di squallore in cui Milano è sprofondata e sta trascinando anche il resto del paese e lui s’arrischiò ad avvisarci. Il testamento di Gaber è caratterizzato dall’apodittico “la mia generazione ha perso”, all’epoca lo trovai un po’ forte e inappellabile ma oggi devo ammettere che aveva ragione ma non è solo una questione generazionale. Penso che hanno perso i milanesi, di fatto o d’adozione, che non sono andati oltre alle luci a S. Siro. Nessuna città poteva vantare una presenza così massiccia della migliore intellighenzia italica e quindi mi venne il sospetto che sta classe intelligens tanto intelligente non fosse oppure semplicemente lorsignori hanno orientato tutti gli sforzi per propri fini personali, scordandosi che l’arte e la cultura sono la benzina per l’evoluzione dei popoli e non metadone individuale per digerire tutti i Grandi Fratelli che una mente perversa ha opportunamente preparato.
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e di che ti lamenti, pensa se la moratti si fosse assegnata da sola l’ambrogino:)
scherzi a parte… è proprio triste… ma noi abbiamo chiamparino, siamo un po’ più fortunati…
Giorgia in realtà pensavo premiassero la coppia d’oro Feltri & Belpietro. Facessero cioè la scelta come coi calciatori, uno del Milan e l’altro dell’Inter.
Si credo che tu abbia moltissimo ragione, Chiamparino mi pare proprio una bella persona, ancor prima che un valido politico e francamente con l’aria che tira (anche a sinistra) non è un dato scontato.
Che a me il tuo blog piace tantissimo, ormai è dato assodato.
Con questo post hai però posato anche la pietra quadra su cui costruire un’altra colonna di piacere.
Perchè a me piace come scrivi, piace come cucini, ma soprattuto piace come fai muovere il mio cervello.
Grazie
nasinasi sempliciotti
miciapallina mmm a me non sempre piaccio, però mi piace la forza che metto dentro alla caparbia di tentare di migliorarmi. Anche tu, vedi, hai fatto muovere il mio cervello, grazie a te
Non sai quantop vorrei non essere cittadina nè di Milano nè dell’Italia ultimamente…
Saretta ci credi che ho pensato a te una riga si e una no mentre scrivevo? Sai, il rischio di certe manifestazioni è di urtare la sensibilità di chi non c’entra assolutamente niente e che subisce una condizione a dir poco spregevole solo per la sfiga di non essere nato altrove. Ho molti amici a Milano, quelle che definirei persone perbene, non necessariamente allineate sulle mie ide politiche ma sicuramente lontanissimi da quello che questa città sta esprimendo, e ho pensato molto al rischio di turbarli, poi ho lanciato la monetina e ho completato una bozza ch’era li da un po’.
luigi pestalozza! ma dai era il mio professore di storia della musica! è ancora vivo ma dai :-) ma lo sanno che è comunista? no perchè lui è proprio comunista comunista eh, amico intimo di berlinguer, era nel direttivo nazionale del pci, è stato uno dei fondatori di rifondazione comunista… mah comunque anche allora era nel consiglio della scala nonostante il colbacco e la lada, forse ci sono le quote anche per gli ambrogini :-)
e pensare che ci sembrava brutta la milano anni 80… mi sembra che questa sia peggio, a volte mi chiedo cosa abbiamo nel dna noi lombardi, ma ci metterei pure i veneti, insomma tutte le zone della lega, mi vergogno soprattutto per la xenofobia, il fatto di avere mezzo sangue romagnolo non mi consola per niente, poi magari prima o poi passerà anche questo grigiore…
ti ho pensato l’altra sera, ho visto un film ambientato a genova, molto bello, quello di soldini con albanese e la buy…
scusa per la piazzata che ti ho fatto in facebook, ognuno ha il diritto di fare e dire quello che gli pare, è solo che pensavo fossimo una squadra…
stelladisale Ecco l’altra a cui pensavo mentre stavo a scrivere :-)
Mah chissà sarà stato una merce di scambio per Belpietro o per il De Milato? Chissà. Sai non è la politica (l’arroganza, l’ignoranza, la stupidità) della lega che mi perplimono (e deprimono) è il silenzio da parte della cittadinanza. A volte complice, a volte indifferente, a volte annichilita, altre volte succube.
Se i cittadini (al di la dell’idea politica), come i parroci e le massime cariche (politiche e non) manifestassero il loro dissenso verso questi comportamenti incivili, forse queste pratiche andrebbero a morire (o scemare). Invece se ci fai caso siamo noialtri dalle regioni esterne che proviamo imbarazzo, vergogna e ci esponiamo con opinioni pubbliche. Io sono convinta che se i milanesi si fossero presentati (in massa) davanti al municipio per chiedere conto del doppio stipendio di Stanca (anzichè della sentenza della corte dei conti) la Moratti si sarebbe data una regolata, magari andando alle sedute di giunta, compito per il quale, tra l’altro è pagata profumatamente. Credo che i milanesi (molti tra loro) siano così stupiti da ciò che li attornia da non avere ancora realizzato che c’è bisogno di una loro reazione. Ma del resto bisogna anche essere realisti ed ammettere che una larga fascia della popolazione ha sempre ragionato in termini di guadagno personale.
Pensa che quel film devo ancora vederlo! Sul resto magari un giorno ne parleremo (ma anche no, a che serve?)
si, un giorno ne parliamo scolandoci una bella bottiglia di vino rosso eh? certo che serve! :-) in fondo l’argomento è sempre lo stesso, quanto siamo disposti a mettere di noi e a perdere di noi per qualcosa di comune…
vino rosso e Gaber… grazie a te per far muovere anche il mio di neurone….
Aggy grazie a te e benvenuto
[...] pena di ringraziarmi per aver aderito all'appello di Roberto Saviano "Presidente… »Città vuota [ovvero com'è bella la città] Vabbè, devo farlo e lo faccio. Non mi si venga a dire che sono razzista o altro, che magari in [...]
ti adoro proprio cara
te l’avevo gia’ detto, mi sa.
Benedetta sei tu ad essere adorabile mia cara