« Io domani glielo dico che non l’amo più, gli confesso… | Home | Ciak in cucina a tempo di Soul (prima puntata) »
Questo post è dedicato a tutti quelli che mi hanno riempito la casella di posta offesi dalla mia critica a Milano. La considerino, associata al post incriminato, una risposta esaustiva. La foto è estratta da questo illuminante articolo di cui prego di pigliare visione.
I signori del ristorante invece, ahinoi, non avranno mai il privilegio di avermi loro ospite.
saluti&baci
Post simili
Stampa questo articolo
Tag: fuori dai denti, politica
Scritto da fiordisale venerdì, 4 dicembre, 2009
Se questo post ti è piaciuto, non perderti i prossimi aggiornamenti: iscriviti al feed RSS
10 grani di sale to “Fatti, non pugnette”

Vuoi aggiungere un grano di sale?
Subscribe to fiordisale by Email

tremate, tremate…
kriminalblog
Fai un salto, fanne un altro. Fai una giravolta, falla un’altra volta e se non hai la luna storta…
a malincuore
«Une vue imprenable sur l’ampleur du désastre»
nel blu dipinto di blu
trenta giugno in rivolta
la scelta del cavolo








Technorati
IceRocket
del.icio.us 






venerdì, 4 dicembre, 2009 alle 10:42
Eviteremo di cenare in questo ristorante anche noi! Preso nota, grazie! Ricordo ancora (ahimé l’età me lo permette) cartelli simili in giro anche per la mia città, quaranta e più anni fa: Affitto no meridionali. Cercasi impiegata solo settentrionale.
Non impariamo mai nulla dai nostri errori! Ed è un grave problema, per un Paese. Se non si impara daglierrori commessi, si è inevitabilmente costretti a regredire e ripiegarsi su se stessi: fallire insomma!
venerdì, 4 dicembre, 2009 alle 10:56
Pensate che in Svizzera sia diverso? Una volta eravamo noi Italiani ad essere guardati in malo modo e ad essere chiamati “tschingg”. Dopo ci sono stati i turchi e adesso è il turno degli albanesi… Nel frattempo gli italiani li hanno quasi messi su un piedistallo, amano la nostra moda, il nostro cibo e la nostra cultura. Tutto il mondo è paese!
venerdì, 4 dicembre, 2009 alle 14:56
grazie un esempio vale più di mille parole
venerdì, 4 dicembre, 2009 alle 15:04
ma un po di sana pubblicità? Facciamo un gruppo facebook
“RISTORANTI RAZZISTI solo per RAZZISTI”
e facciamo una lista
domenica, 6 dicembre, 2009 alle 19:26
Io a Milano ci sono cresciuta, ma non la considero, e non l’ho mai considerata, la mia citta’. Quando cercavo casa a Milano, non avendo i soldi per un’agenzia, era davvero da ridere. Mi facevano vedere delle topaie,e mi dicevano ‘Spero proprio che la casa le piaccia. Sa signorina almeno lei e’ italiana.. ‘. Almeno cosa?!? Da italiana all’estero, non ho mai avuto una reazione anche solo vagamente razzista cercando casa o lavoro. Saro’ stata fortunata io?
lunedì, 7 dicembre, 2009 alle 11:46
caffettiera sembra di essere tornati ai tempi in cui si emarginavano i meridionali e i loro figli, con la differenza che, se prima si aveva il buon gusto (o la vergogna) di farlo sobriamente e di nascosto, adesso invece ci si sente legittimati a farlo in forma eclatante, alla luce del sole.
lunedì, 7 dicembre, 2009 alle 11:52
giagina ho cercato il gruppo su fb ma non l’ho trovato! Francamente ritengo sia un preciso dovere dei milanesi (cosidetti) perbene farlo (o esporsi) mi pare che ci marcino fin troppo che le castagne dal fuoco gliele tolga qualcun altro. Per quello che mi riguarda io segnalerò nel mio blog i ristoranti nei quali non metterò mai piede, al di là della eventuale qualità della loro cucina (ma se tanto mi da tanto, da un ristorante razzista non credo che escano cose mirabolanti)
lunedì, 7 dicembre, 2009 alle 11:54
gunther hai proprio ragione, parlando con degli amici quest’ultimo we, erano scettici ed increduli, ho dovuto collegarmi e mostargli questa foto, perchè rivedessero le loro convinzioni.
lunedì, 7 dicembre, 2009 alle 12:02
Tina non credo, non so. Però mi piace pensare che non è ovunque così. A Parigi ad esempio non mi pare di aver percepito razzismi. Vabbè tu mi dirai, lì col fatto delle colonie hanno una tradizione d’integrazione molto più antica della nostra. E comunque, anche se fosse vero che tutto il mondo è paese non mi sentirei per nulla in diritto di astenermi dal denunciare questi atteggiamenti incivili.
lunedì, 7 dicembre, 2009 alle 12:05
Patrizia è tristemente vero, non impariamo mai dai errori. Anzi la cosa che fa rabbrividire è che i maggiori razzisti (oggi) sono tra le file di quelli che a suo tempo subirono lo stesso trattamento