Ciak in cucina a tempo di Soul (prima puntata)
Nei giorni scorsi ho avuto il privilegio di essere contattata da un’agenzia che si occupa di comunicazione. Alphabetcity ha selezionato un numero limitato di blog per un progetto speciale che unirà cucina & cinema. Sapendo quanto mi piacciano i film ambientati nelle cucine, è facile immaginare che non sono riuscita ad avere la benché minima riserva sulla mia partecipazione. Pure il titolo, Soul Kitchen, mi fa immaginare una cucina a tempo di soul, come avrei potuto resistere?
La cosa intrigante è il film in questione, di cui è prevista l’uscita l’8 gennaio. Ho tentato di non leggere assolutamente niente di Soul Kitchen, perchè non sopporto leggere libri o vedere film con un preludio di chiacchiera, vi dirò (o linkerò) le 4 cose indispensabili (però sappiate che non ho letto attentamente il contenuto dei link, non voglio rovinarmi la sorpresa di gennaio). La gentile Valeria, della redazione di Alphabetcity, mi ha scritto (e riporto) «Soul Kitchen, il film che ha vinto la menzione speciale al Festival di Venezia e che rivoluzionerà completamente l’idea della cucina così come il grande schermo è solito presentarcela! La pellicola, infatti, tramite la storia del greco-tedesco Zinos, proprietario del locale Soul Kitchen, racconta come può un ristorante essere ben più di un posto in cui sfamarsi e di come una ricetta possa parlare al cuore e trasformare semplici ingredienti in un trionfo di gusto!»
Vi chiederete cosa ciazzeccano le foto e come si può sposare questo film con questo blog. Ecco il fatto è che questo è un film di cucina, come ho detto, e per la sua promozione ci si è inventati di proporre le ricette originali del film in esclusiva, per 5 settimane di seguito, partendo da questa, cioè fino all’uscita del film. É stata una proposta che mi ha immediatamente entusiasmato, sia per la curiosità ma anche per il fatto che c’è un meccanismo per cui, a noi blog coinvolti, le ricette vengono fornite solo 48 ore prima della pubblicazione, prevista ogni lunedì fino all’inizio di gennaio. In questo caso è stato un we un po’ particolare, visto che sabato ero a Roma al ritorno mi sono fermata in Toscana da amici, però ci si è riusciti lo stesso, gli ingredienti si trovano abbastanza facilmente. Devo aggiungere che questa ricetta ha fatto la gioia dei miei amici, tanto è buona.
Come postilla, proprio parlando della ricetta, dovrei dire che non impazzisco per il tofu e ho (avevo) una cordiale antipatia verso le barbabietole, perciò immaginate la mia faccia stranita quando ho letto gli ingredienti. Certo ero ben felice di essere in compagnia, perlomeno potevo contare su altre bocche. Poi, tant’è, e per fortuna, la curiosità la vince sempre sul pregiudizio ed ho assaggiato questa zuppa. É veramente difficile descrivere il mio stupore nel constatare ch’è una ricetta fa-vo-lo-sa. Veramente buona. Mi sono detta, tra me e me, se niente niente il film sarà bello solo la metà di quanto è buona sta ricetta sbancherà il botteghino. E (finalmente) ho capito anche il progetto di promozione attraverso le ricette. Perciò godiamoci assieme questo breve intervallo di tempo che ci separa dalla visione del film, assaporando il preludio gustoso.
Zuppa del Maestro dell’agopuntura
( Minestra di rape rosse con gnocchetti di tofu)
Per la minestra:
90 70gr di burro
30gr di scalogno
250gr di rape rosse (barbabietole rosse)
6dl di brodo chiarificato di pollo o vegetale
1dl di panna
Il succo di mezzo limone
Sale, pepe, noce moscata, zucchero
Per gli gnocchetti:
130gr di tofu
35gr di burro
45gr di pane bianco grattugiato
3 rossi d’uovo
Sale, pepe, limone
Erba cipollina fresca per “agopunturizzare” gli gnocchetti
Si comincia col preparare l’impasto per gli gnocchetti. Grattugiare il tofu e nel mentre mescolate il burro ed il rosso d’uovo fino ad ottenere una spuma, io ho usato il mixer, ma si può fare pure a mano o col frullatore. Aggiungere il pane grattugiato e amalgamare il tofu. Condire con sale, pepe e il succo di mezzo limone. Quando l’impasto sarà omogeneo coprirlo con la pellicola e metterlo in freddo.
Per la zuppa tritare finemente lo scalogno e lessate le rape rosse pelate, oppure pigliare direttamente quelle confezionate sottovuoto che sono già cotte a vapore. Tagliarle in piccoli pezzi.
Scaldare in una pentola, preferibilmente in rame o in piral, 50gr di burro e far soffriggere dolcemente lo scalogno. Aggiungere le rape rosse, e continuare a soffriggere brevemente, infine stemperare aggiungendo il brodo poco alla volta. Lasciare cuocere per qualche minuto (facciamo meno di 5, dipende molto dal tipo di pentola: se di rame o di coccio vanno bene 5). Frullare la zuppa, aggiungere la panna e lasciare riposare al caldo, anche vicino al fornello.
Con le mani impastare dei piccoli gnocchetti di tofu che farete cuocere per 5 minuti, nell’acqua, precedentemente portata ad ebollizione. Tagliare l’erba cipollina uniformemente, in “aghi d’agopuntura” delle dimensioni di un fiammifero.
Una volta che gli gnocchetti sono cotti “agopunturizzateli” con gli steli d’erba cipollina. Riportare ad ebollizione la zuppa e, aggiungendo il burro rimasto, rendetela spumosa mescolando.
Servire in un piatto tenuto caldo, adagiando con attenzione nella zuppa gli gnocchetti “agopunturizzati”.
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