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mercoledì 16 dicembre

Tra le pagine chiare e le pagine scure

treccine_del_ringraziamento

Qualche tempo fa ho visto da (gli immensi) scribacchini, altrimenti detti cuochi di carta, un meme troppo carino, da fare all’istante, tentando di usare l’istinto e il cuore, più che la memoria. Poi tra una cosa e l’altra, lo stress e la frenesia non sono riuscita a farne niente. Anche perchè l’impresa epica di riuscire a selezionare delle ricette mi aveva un po’ spaventato. Poi piano piano, leggendo pure l’interpretazione che di questo meme avevano fatto gli altri mi sono tranquillizzata. Quindi eccomi qui, con una mia chiave di lettura personale, che estende, magari l’idea iniziale del post.
I cuochi hanno invitato noi blogger a selezionare delle ricette, nostre o prese da altri blog, per verificare quante di queste hanno un posto reale nel nostro quotidiano.

E già qua mi sarei inceppata, perchè a me non piace rifare la stessa ricetta enne volte, direi che sono occasioni più uniche che rare, se escludessi il pesto, che più che una ricetta è un dogma, direi che tutto il resto va all’estro del momento e di ciò che la mia mente ha visto (nei libri o nei blog) riuscendo a catturarlo, con opportuna miscelazione.

Da qui potete ben immaginare la perplessità di riuscire a fare questo post che cominciava a sembrarmi più complicato del previsto. Ed allora mi è venuto in soccorso il mio animo da saltimbanco suggerendomi un escamotage, fermo restando che il mio quotidiano è privo di qualunque programmazione preconfezionata, ma al limite inserirò le note a margine al mio solito.

Dalla copertina si intuisce che voglio buttarla giù dura, dall’inizio della lista – ah a proposito, sarà il mio amore per Eco ma sta cosa delle liste mi fa letteralmente impazzire, grazie cuochi! -  dicevo voglio partire già da subito per bene. La foto è di una ricetta di Antonella del blog Croce e Delizia, fatta quasi per caso, quegli scatti che si fanno per non essere usati, solo per provare la luce. La ricetta l’ho letta un piovosissimo sabato mattina ed amata all’istante per l’immediatezza e la spensieratezza della realizzazione. Nel tempo è diventata una specie di scacciapensieri, tipo un cult, una presenza più o meno costante, con mille e mille varianti da parte mia, chissà perchè non l’ho mai pubblicata, mah. Sarà stato il tempo tiranno, immagino, però la mancata pubblicazione mi ha negato la possibilità di ringraziare Antonella, lo faccio oggi, suggerendole un paio di trucchi e varianti, chessò all’impasto aggiungere scorza d’arancia e aromatizzando anche il burro con liquore al mandarino e succo (facendo restringere il tutto). Poi ci sono le varianti golose: ai 2 cioccolati; alle nocciole; alle mandorle; all’uvetta e anice. Insomma come avrete capito è una ricetta costante ma che cambia sfumature ed aroma ogni volta che mi accingo a farla. giuro che non ci colpo! In genere sono gesti dettati da impulso e voglia, senza alcuna premeditazione e non sto nemmeno attenta a prendere appunti, e questo spiega anche com’è che ho piegato la mia indole incostante ad un diario di bordo :-)) Che dite possiamo inserirla nel cassetto de le ricette reinterpretate all’infinito? Magari ci abbino anche un bel piatto di pasta che a casa mia va per la maggiore col motto “variano i pesci ma il piatto non cambia“.

Nel cassetto de le ricette che sono diventate affetti costanti (ed aggiungo irrinunciabili) ci starebbe benone il favoloso, (e lo ripeto: favoloso!) cake di Adrenalina, ecco questo per esempio lo lascio identico, magari vario sempre un po’ i tempi o le temperature a seconda della stagione. É un dolce che fa brillare gli occhi a mio figlio, quindi è intoccabile o, come direbbe il buon Liga, finché ce n’è e, sempre stando nei dolci, perchè non metterci anche la caprese di De Riso? Però siccome non si vive di soli dolci e siccome questa ricetta ha un posto d’onore nella mia cucina e nel mio cuore, ci aggiungo anche lei. Farò male?

Sono entrata quasi subito in crisi con le ricette che fanno parte del bagaglio familiare o della tradizione locale.
-Mioddio- mi sono detta- cosa mi toccherà, fare l’indice del blog?-
Bè abbiamo detto e dichiarato che il pesto non si tocca, e quindi già che ci siamo mettiamoci dentro pure la fainà, la focaccia con le sue varianti golose, la pasqualina e il cappon magro (etc.), che tra l’altro farò a breve, in piena tradizione natalizia. Perciò attingerò a tutt’altra memoria, nello specifico quella della tradizione di famiglia della mia infanzia, una tradizione con cui sono diventata grande. Ricette che amo immensamente, al di là del loro valore gastronomico e che mi emoziona sempre molto vedere in tavola. Del resto come non amare il risotto del mistero di mia madre? Ogni boccone mi pare di vedermela spuntare dalla porta, oppure la pasta della festa preferita di mio padre, era il nostro cestino del picnic, in pieno e, a pensarci bene, godurioso, stile meridionale. L’adoro, la amo, la rifarei e la rifaccio, ogni volta che la loro assenza diventa insostenibile e mi piace infinitamente l’idea che il cibo sfami, molto prima che il corpo, l’anima, riuscendo magicamente a placare entrambi.

Per le ricette amate alla follia è che si avrà il coraggio di rifare la scelta è facile, sono appuntamenti annuali praticamente fissi, come la memorabile torta di ciliege di Annalisa Barbagli, uno dei motivi più convincenti per farmi desiderare l’eterna primavera. Per associazione d’idee mi viene in mente che pure il baccalà ha un suo ciclo perenne nella mia cucina, buffo vero?

uh mamma se ripenso a le ricette che mai (e sottolineo il mai) avrò il coraggio di rifare non può non venirmi in mente l’avventura di quella sera (terribile, dall’inizio alla fine!). Io amo i dolci, intendiamoci, potrei morire a furia di dolci, ma vi assicuro che quel tiramisù me lo ricordo come un qualcosa di troppo dolce. Un’esagerazione insomma.

Per le mie ricette frutto di momentanee curiosità o necessità ci piazzo subito dentro queste ovette portafortuna di cui mi sono innamorata al primo sguardo o la curiosità di questa carne inventata lì per lì.

Tra le ricette che ho amato alla follia e che avrò il coraggio di rifare mille e più volte ci stanno bene le pappardelle che faccio per golosità ogni volta che posso, anche se variando sempre un po’ le cose. Eppoi giocoforza (ed anche perchè gli amici me le chiedono all’infinito) devo citare anche le mie palline di riso golosissime e fantastiche in qualunque versione. Ma non è finita, in questo cassetto ci devo aggiungere a forza anche la Torta di Rose, è una questione d’amore e basta, ogni volta che la faccio mi viene in mente Miriam, la meglio persona che esista.

Ed emulando FrancescaV, anche a voi chiedo, che ricetta di questo blog vi ha colpito o avete amato di più?

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