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Parrebbe una padellata di fatti miei (bé quasi dai)

Posted By fiordisale On mercoledì 13 gennaio 2010 @ 01:55 In pranzo,primi,riso | 18 Comments

Stavolta prometto un post in formato telegrafico, sto troppo di fretta e la cosa, anche se per vie traverse, riguarda pure voi, ma al momento non posso svelarvi niente, al limite chiedete al Sisde, quelli a quanto pare sanno sempre tutto di tutti :-P Diciamo che mi sono imposta di finire un tot delle immense cose che ho in sospeso e in qualcuna di queste, bene o male, ci state dentro pure voi. Il che mi ha dato un sacco di rinnovata energia e una bella iniezione di nuovo entusiasmo, tutte robe che ultimamente stavano con la lancetta rasente lo zero, ve ne sarete pure accorti, no?  Si è vero devo pure parlare di sto risotto ch’è la fine del mondo e mi sono pure ripromessa di farla breve, apposta sto scrivendo velocissima (con gli inevitabili incidenti refusaioli del caso ;-)  ma un paio di cose mi va di dirle, giusto come mio promemoria.

Il blog l’ho interpretato in prima battuta come un mero esercizietto scacciapensieri, una specie di pungball per capirci; mal curato, mal fatto e troppo spesso dimenticato (sto parlando della preistoria, manco si chiamava così) poi col tempo, un pezzetto alla volta, cambiando mille volte piattaforma e identità (di blog, non mia) sono finalmente approdata a WordPress, che continuo a non conoscere, perlomeno non quanto vorrei, e sarà proprio questo non conoscere abbastanza lo strumento che ho scelto come mio compagno, che in qualche modo e per qualche misterioso motivo rinnova quel lontano innamoramento iniziale. Insomma non lo sento completamente mio ed allora mi cattura! Ohi ohi, sento che ho fornito una vagonata di informazioni per quel tal Sigmund (fatemi spicciare prima che vengano a prendermi quelli col camice bianco :-P)

Comunque è proprio così ch’è nato fiordisale, con l’incoscienza e la caparbietà tipica degli innamorati. Certo capita che il desiderio e l’attrazione si appannino, specialmente quando il server crascha o va giù o le cose non funzionano come dovrebbero, o ancora le plugin, in mancanza d’altro, si mettono a bisticciare tra di loro. Che diamine, succede in ogni buona famiglia, e allora la rabbia, l’impotenza e sopratutto il sentirmi così cretina offuscano un po’ il normale senso di svagato piacere di stare qua, perchè nel concreto il poco tempo da dedicare allo svago diventa ostaggio delle continue emergenze (du’ palle, per dirla facile).

Poi così, per caso, capitano i periodi buoni, come quando il fidanzato finalmente pare capire che la lavastoviglie non è la lavatrice e smette di insistere a volerci infilare i calzini, ed allora si ha come la sensazione che valesse la pena stringere i denti e resistere, perché stare qua è ancora, e sempre, uno dei giochi più divertenti del mondo, non trovate?

Assì il risotto, l’avevo detto io che dovevo parlare solo del risotto, vero che l’avevo detto? Vabbè giusto 3 righe (più o meno) L’idea me l’ha data il librino miracoloso di Donna Hay, perché in effetti sto provando tutte le sue ricette per trovare l’errore nascosto. Il fatto è che ancora mi perplime che una straniera venga a spiegare a me, a noi, come si fa la pasta o un risotto. Anche perché, parliamoci chiaro, la questione andrebbe approfondita e imporrebbe quantomeno a domandarmi, un giorno si e l’altro pure, dov’è che abbiamo sbagliato noialtri :-)

Oddio ancora non sono riuscita a trovare niente a suo carico, ma prometto che appena (le) troverò anche solo una vaghississima sbavatura, sarà mia premura informarvi, eh accidenti, volete mica che gliele lasciamo passare? :-)))

La ricetta l’ho rivoluzionata pochissimo, cominciando proprio dal vino novello, che io adoro in ogni sua declinazione. L’ho detto, si, che a Parigi non ho bevuto praticamente altro? Assì no, esclusa l’acqua, intendo. Perciò, per questo risotto, se avete in casa una bottiglia di novello avanzato va benissimo, altrimenti  cercate di scegliere un vino profumato, vi assicuro che ne vale la pena persino un normale risotto coi funghi diventa un Signor Risotto, avete notato che colore supremo sti chicchi?

Risotto novellino

Ingredienti per 4

5 (o 10) g di funghi secchi
1 litro di brodo vegetale
125 ml di vino novello
1 cucchiaio di olio d’oliva
20 g di burro
1 porro
1 spicchio d’aglio
440 g di riso arborio
½ kg di funghi (li ho usati surgelati)
sale alle erbe
una grattugiata di zenzero
pepe

Mettere i porcini secchi a bagno nell’acqua calda (o tiepida), un quarto d’ora in genere è sufficiente per farli rinvenire, ma al limite verificate. Scolarli e tenere da parte l’acqua dopo averla filtrata. Unire l’acqua dell’ammollo al brodo e portare ad ebollizione.

In una casseruola fare sciogliere il burro unito all’olio, aggiungere il porro, e l’aglio e lasciare stufare a fuoco medio per 6 minuti, o finché il porro sarà ammorbidito. Unire il riso e tostarlo finché si sente sfrigolare. Sfumare con il vino, alzate la fiamma e attendete che l’alcol evapori, aggiungere anche i funghi fatti rinvenire nell’acqua e iniziate ad aggiungere il brodo, versandolo con un mestolo man mano che il riso lo assorbe. Continuare a mescolare e portate a cottura in circa 15-18 minuti. Nel frattempo tagliare i funghi più grandi a metà o a pezzi spessi, cuocerli, nel senso di soffriggerli brevemente, con l’olio rimasto in una padella su fuoco medio per 4-5 minuti o fintanto che saranno dorati, poi unirli al risotto, salare, pepare. Spegnere il fuoco e aggiungere un pizzico di zenzero grattugiato. Mescolate e lasciare mantecare coperto per qualche istante prima di servire

piesse

visto? l’ho sempre detto io che non devo promettere, non lo faccio apposta è che proprio non mi riesce di mantenere, mannaggia

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