sciapitudini di un fiordisale
La stranezza di questa nuova crociata nuiorkese sta nel fatto che a promuoverla non è qualche associazione medica o di consumatori o magari di ex pazienti di qualche patologia circolatoria, ma addirittura il sindaco della città. In realtà Michael Bloomberg, appena rieletto per il terzo mandato, non è nuovo a simili crociate salutiste, ricorderete la campagna contro il fumo e quella contro l’obesità del passato, e al momento ignoro, in termini percentuali, se le precedenti crociate abbiano sortito gli effetti sperati, quantomeno in termini di benessere della persona. Una delle differenze di questa nuova crociata salutista per ridurre la quantità di sale nei prodotti alimentari, e nei piatti cucinati nei ristoranti, rispetto alle altre crociate, è che sarà su base volontaria.
A fare l’annuncio è stato Thomas Farley spiegando appunto che uno dei problemi che affliggono la società del terzo millennio sono le conseguenze delle malattie della circolazione, cosa peraltro verissima e stranota da decenni, basti pensare, anche in costi di assistenza medica, il peso che ha in una famiglia un ictus, le flebiti, gli infarti, eccetera.
E chi pensa che si stia alludendo a persone anziane si sbaglia di grosso perchè l’età media degli infarti si abbassata spaventosamente attorno ai 40 anni, coinvolgendo tra l’altro le donne, categoria che solo fino a ieri era una presenza marginale. Siccome la sfida questa volta non è fatta con supporti di leggi coercitive, come in precedenza, ad esempio col fumo, tutto si giocherà sulla comunicazione e la capacità di persuasione da parte dello staff del sindaco nei confronti della cittadinanza, dei ristoratori e molto probabilmente anche verso le aziende produttrici del settore.
Ora senza fare facile ironia sul leggerissimo conflitto di interessi che nel contesto mi dovrebbe vedere all’angolo come spettatrice se non addirittura dall’altra parte della barricata, visto il nome di ‘sto blog, vediamo tecnicamente come si potrebbe diminuire il sale in 4 semplici mosse, ah tra l’altro se sostituiste il sale col fiordisale sarebbe sicuramente la mossa perfetta e questa giuro che non è pubblicità ingannevole :-)).
Uno dei modi più facili ed apparentemente banali che io stessa ho adottato è di munirsi di enne vasettini stile ikea a enne cent. (l’uno) nella stessa ikea vedrete che c’è un macinino e putacaso il contenitore del macinino è più o meno uguale a quelli vuoti, solo che anziché il macinino hanno il coperchietto (cito quello dell’ikea perché è quello più a buon mercato).
Piccolo inciso portante attorno ai macinini (alludo a quelli per il sale che poi soino i più problematici) in commercio ne vedrete enne tipi, qualcuno a prezzi indecenti (fatti loro e di chi se l’accatta :-P bè non è il prezzo a stabilire la qualità ma solo 2 elementi: a) accertatevi che il corpo centrale (cioè la spiraletta che macina) sia di materiale ceramico e comunque sia e comunque vada non comprate mai quelli col corpo centrale in materiale plastico (et affini), li buttereste via entro il primo anno, b) i migliori macinini sul mercato sono quelli che hanno il vasettino che contiene il sale in basso col macinino sovrastante; ovvero sono quelli che per usarli bisogna capovolgerli. Questo perchè il sale è corrosivo e stando in basso (perciò lontano dal macinino) ne rallenta l’usura. Un macino fatto come descritto (anche quelli dell’ikea di 5 euro) possono durare più di dieci anni.
[si, come immaginerete ne ho una discreta raccolta (di varie marche) e putacaso gli unici che non sono sopravvissuti erano col macinino rivolto in basso, stile quelli del pepe, quindi grossomodo parlo per esperienza :-)]
Sarà sufficiente preparare una piccola miscela (diversa) per ciascun vasetto a seconda dei gusti e dell’uso che se ne farà (pesce, carne, verdure, selvaggina, etc) e dosare le quantità in maniera tale che il sale da unire alle spezie (o aromi) sia inferiore al 50%. A livello psicologico uno pensa di insaporire come di consueto il cibo in questione, perché comunque la consuetudine del gesto c’è e rimane, ma la quantità di sale aggiunta alla pietanza sarà molta meno. A livello sensoriale non aspettatevi un piatto sciapo, manco vi accorgerete della differenza, perché i sensi saranno troppo presi da captare i nuovi aromi. La strategia di cambiare ogni sera il gusto del sale in questo caso è vincente. Se poi quella piccola quantità di sale fosse fiordisale in grani, avrete dei vasetti perfetti per ogni piatto.
Un altro buon metodo per diminuire la quantità di sale è quella di usare sali di qualità, ricordandosi che bisogna usarne poco perché altrimenti il cibo risulterebbe salato (insaporiscono molto di più del normale sale del supermercato). Ieri ho provato l’effetto di grigliare il pollo eliminando completamente il sale, lo avevo messo in tavola giusto per precauzione (ma anche per mettermi alla prova), l’esperimento che volevo provare era quanto a livello papillare ne avrei avvertito l’assenza, così mi sono lanciata in questo prima prova, a cui ne seguiranno mille altre (tanto chemmifrega, male non fa), ho sostituito il sale solo con la crema di balsamico alle fragole durante la cottura, non alla fine. Devo ammettere che mi è piaciuto più di altre volte, ma devo approfondire e rifarlo, magari una volta capito che gusto ha (che ancora mica l’ho capito) aggiungerò altri aromi magari giostrando un po’ per giocare sui gusti perchè mi fa strano che mi sia piaciuto senza aggiungerci niente che non fosse il balsamico. Se ci fate caso ogni volta che si invita la gente a diminuire il sale si allude ad una dieta piena di insalate (e quindi aceti integrativi/sostitutivi) bè il mio obiettivo è dimostrar(mi)e che è molto più facile coi cibi cotti, ed ho scelto il pollo perchè tra le carni è la meno gustosa di suo.
Intendiamoci non è che il signor Bloomberg, mi abbia rivoluzionato la vita, come non ha raccontato niente di nuovo agli europei che da anni percorrono una strada a sale controllato, queste sono tutte cose che già facciamo da anni, chi più chi meno; però non avevo mai provato a sostituire damblé il sale, come non ho mai provato a far la pastasciutta senza sale. Esclusa una volta, ma non conta perché me lo sono scordato ed avevo pure ospiti, il risultato è stata una pasta scabrosa, sarà stato anche il condimento poco saporito va a sapere, ma la cosa non è stata eclatante, anzi… gli amici a distanza di anni ancora me lo rinfacciano, praticamente un incubo :-)))
Mi piacerebbe capire il contributo che saranno in grado di dare le aziende alimentari in tutto questo mio (ma anche nostro, dai) darci da fare per diminuire il sale dalla dieta, fino ad oggi l’impegno, loro e dei pubblicitari, è stato di riempirci le mani di popcorn e patatine al cinema, e di sbatterci i peggio cibi in bella vista sugli scaffali dei supermercati, come se la caveranno? Bloomberg sarà in grado di convincere le aziende produttrici di cibi pronti (tra le altre) a diminuire il sale senza rendere i loro cibi sciapi?
E voi che metodi usate? Stavolta ci riusciremmo a fare una raccolta golosa a chi mette meno sale? Che dite?
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