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venerdì 15 gennaio

sciapitudini di un fiordisale

La stranezza di questa nuova crociata nuiorkese sta nel fatto che a promuoverla non è qualche associazione medica o di consumatori o magari di ex pazienti di qualche patologia circolatoria, ma addirittura il sindaco della città. In realtà Michael Bloomberg, appena rieletto per il terzo mandato, non è nuovo a simili crociate salutiste, ricorderete la campagna contro il fumo e quella contro l’obesità del passato, e al momento ignoro, in termini percentuali, se le precedenti crociate abbiano sortito gli effetti sperati, quantomeno in termini di benessere della persona. Una delle differenze di questa nuova crociata salutista per ridurre la quantità di sale nei prodotti alimentari, e nei piatti cucinati nei ristoranti, rispetto alle altre crociate, è che sarà su base volontaria.

A fare l’annuncio è stato Thomas Farley spiegando appunto che uno dei problemi che affliggono la società del terzo millennio sono le conseguenze delle malattie della circolazione, cosa peraltro verissima e stranota da decenni, basti pensare, anche in costi di assistenza medica, il peso che ha in una famiglia un ictus, le flebiti, gli infarti, eccetera.

E chi pensa che si stia alludendo a persone anziane si sbaglia di grosso perchè l’età media degli infarti si abbassata spaventosamente attorno ai 40 anni, coinvolgendo tra l’altro le donne, categoria che solo fino a ieri era una presenza marginale. Siccome la sfida questa volta non è fatta con supporti di leggi coercitive, come in precedenza, ad esempio col fumo, tutto si giocherà sulla comunicazione e la capacità di persuasione da parte dello staff del sindaco nei confronti della cittadinanza, dei ristoratori e molto probabilmente anche verso le aziende produttrici del settore.
Ora senza fare facile ironia sul leggerissimo conflitto di interessi che nel contesto mi dovrebbe vedere all’angolo come spettatrice se non addirittura dall’altra parte della barricata, visto il nome di ‘sto blog, vediamo tecnicamente come si potrebbe diminuire il sale in 4 semplici mosse, ah tra l’altro se sostituiste il sale col fiordisale sarebbe sicuramente la mossa perfetta e questa giuro che non è pubblicità ingannevole :-)).
Uno dei modi più facili ed apparentemente banali che io stessa ho adottato è di munirsi di enne vasettini stile ikea a enne cent. (l’uno) nella stessa ikea vedrete che c’è un macinino e putacaso il contenitore del macinino è più o meno uguale a quelli vuoti, solo che anziché il macinino hanno il coperchietto (cito quello dell’ikea perché è quello più a buon mercato).

Piccolo inciso portante attorno ai macinini (alludo a quelli per il sale che poi soino i più problematici) in commercio ne vedrete enne tipi, qualcuno a prezzi indecenti (fatti loro e di chi se l’accatta :-P bè non è il prezzo a stabilire la qualità ma solo 2 elementi: a) accertatevi che il corpo centrale (cioè la spiraletta che macina) sia di materiale ceramico e comunque sia e comunque vada non comprate mai quelli col corpo centrale in materiale plastico (et affini), li buttereste via entro il primo anno, b) i migliori macinini sul mercato sono quelli che hanno il vasettino che contiene il sale in basso col macinino sovrastante; ovvero sono quelli che per usarli bisogna capovolgerli. Questo perchè il sale è corrosivo e stando in basso (perciò lontano dal macinino) ne rallenta l’usura. Un macino fatto come descritto (anche quelli dell’ikea di 5 euro) possono durare più di dieci anni.
[si, come immaginerete ne ho una discreta raccolta (di varie marche) e putacaso gli unici che non sono sopravvissuti erano col macinino rivolto in basso, stile quelli del pepe, quindi grossomodo parlo per esperienza :-)]

Sarà sufficiente preparare una piccola miscela (diversa) per ciascun vasetto a seconda dei gusti e dell’uso che se ne farà (pesce, carne, verdure, selvaggina, etc) e dosare le quantità in maniera tale che il sale da unire alle spezie (o aromi) sia inferiore al 50%. A livello psicologico uno pensa di insaporire come di consueto il cibo in questione, perché comunque la consuetudine del gesto c’è e rimane, ma la quantità di sale aggiunta alla pietanza sarà molta meno. A livello sensoriale non aspettatevi un piatto sciapo, manco vi accorgerete della differenza, perché i sensi saranno troppo presi da captare i nuovi aromi. La strategia di cambiare ogni sera il gusto del sale in questo caso è vincente. Se poi quella piccola quantità di sale fosse fiordisale in grani, avrete dei vasetti perfetti per ogni piatto.
Un altro buon metodo per diminuire la quantità di sale è quella di usare  sali di qualità, ricordandosi che bisogna usarne poco perché altrimenti il cibo risulterebbe salato (insaporiscono molto di più del normale sale del supermercato). Ieri ho provato l’effetto di grigliare il pollo eliminando completamente il sale, lo avevo messo in tavola giusto per precauzione (ma anche per mettermi alla prova),  l’esperimento che volevo provare era quanto a livello papillare ne avrei avvertito l’assenza, così mi sono lanciata in questo prima prova, a cui ne seguiranno mille altre (tanto chemmifrega, male non fa), ho sostituito il sale solo con la crema di balsamico alle fragole durante la cottura, non alla fine. Devo ammettere che mi è piaciuto più di altre volte, ma devo approfondire e rifarlo, magari una volta capito che gusto ha (che ancora mica l’ho capito) aggiungerò altri aromi magari giostrando un po’ per giocare sui gusti perchè mi fa strano che mi sia piaciuto senza aggiungerci niente che non fosse il balsamico. Se ci fate caso ogni volta che si invita la gente a diminuire il sale si allude ad una dieta piena di insalate (e quindi aceti integrativi/sostitutivi) bè il mio obiettivo è dimostrar(mi)e che è molto più facile coi cibi cotti, ed ho scelto il pollo perchè tra le carni è la meno gustosa di suo.
Intendiamoci non è che il signor Bloomberg, mi abbia rivoluzionato la vita, come non ha raccontato niente di nuovo agli europei che da anni percorrono una strada a sale controllato, queste sono tutte cose che già facciamo da anni, chi più chi meno; però non avevo mai provato a sostituire damblé il sale, come non ho mai provato a far la pastasciutta senza sale. Esclusa una volta, ma non conta perché me lo sono scordato ed avevo pure ospiti, il risultato è stata una pasta scabrosa, sarà stato anche il condimento poco saporito va a sapere, ma la cosa non è stata eclatante, anzi… gli amici a distanza di anni ancora me lo rinfacciano, praticamente un incubo :-)))
Mi piacerebbe capire il contributo che saranno in grado di dare le aziende alimentari in tutto questo mio (ma anche nostro, dai) darci da fare per diminuire il sale dalla dieta, fino ad oggi l’impegno, loro e dei pubblicitari, è stato di riempirci le mani di popcorn e patatine al cinema, e di sbatterci i peggio cibi in bella vista sugli scaffali dei supermercati, come se la caveranno? Bloomberg sarà in grado di convincere le aziende produttrici di cibi pronti (tra le altre) a diminuire il sale senza rendere i loro cibi sciapi?
E voi che metodi usate? Stavolta ci riusciremmo a fare una raccolta golosa a chi mette meno sale? Che dite?

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Robe per il corpocontrollo del sale, crociata contro il sale, dieta iposodica, fiordisale, Michael Bloomberg, sale


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16 Commenti »

 
  • Giò scrive:
    venerdì 15 gennaio 2010 alle 08:36

    bellissimo post!
    i macinini/portaspezie dell’ikea sono fantastici, ne ho in lista un’altra vagonata perchè non si sa come ma tra spezie & co i vasetti aumentano!
    ho notato che con le carni puoi quasi eliminare del tutto il sale facendoli marinare con vino e succo di agrumi, oppure cuocendoli nel vino (tipo spezzatino)!
    …e concordo il fiordisale è una manna, adesso sono fissata con quello di Guerande!

    Replica
    • fiordisale scrive:
      venerdì 15 gennaio 2010 alle 15:05

      Giò io mi sono organizzata in questo modo: ho un macinino principale per tipologia (a=pepe; b=sale; c=aromi)
      sul primo escludi il peperoncino che fa famiglia a se, ma sugli altri ci si può giocare come si crede, perché in pratica basta avere enne vasettini e un solo macinino e all’occorrenza si svita e si usa, arricchendo ogni volta coi residui del precedente trito, insomma una figata. Poi siccome sono un po’ maniaca e un po’ scema ho collezionato una marea di vasettini e macinini.
      La marinatura la faccio anche io, in genere quando ho tempo, altrimenti cerco alternative!!!

      Replica
  • stelladisale scrive:
    venerdì 15 gennaio 2010 alle 09:04

    cosa fondamentale è usare sale marino integrale che contiene tantissimi minerali utili, non sale raffinato che contiene solo cloruro di sodio, e poi se si usano materie prime saporite si finisce col non sentire il bisogno di usarlo, il sale, che coprirerebbe il sapore, io lo uso sempre solo per l’acqua della pasta, nelle altre cose spesso non lo uso, è un peccato rovinare i sapori e rendere tutto indistintamente salato, meglio usare spezie e erbe ben dosate, che fanno anche bene… anche io ne ho diversi tipi, mi piace quello affumicato, per esempio, ma ne uso davvero poco, a dispetto del nome

    Replica
    • fiordisale scrive:
      venerdì 15 gennaio 2010 alle 15:14

      stella il grosso problema secondo me sta nel sale nascosto degli alimenti confezionati, non credo neanche che la gente mangi salato (nel senso proprio di salato-salato) l’obiettivo è ridurre il sale a chi già mangia “normale” con uno che mangia salato diventa un miracolo!!!
      Sui primi o similari sto verificando qualche strategia e sulla carne mi aveva un po’ stufato usare spezie e erbe, perchè a lungo andare si ha la sensazione che sia sempre lo stesso gusto. Invece sul sale ho adottato la strategia esposta (male) poco sopra, tranne che per taluni sali che sono buoni di loro (l’affumicato e il vulcanico) però bisogna variare sesso (per me ogni giorno) anche il tipo di sale, perchè come dice Elvira, quello che frega è l’abitudine.

      piesse
      hai provato ad usare il fiordisale? :-PPP

      Replica
  • Elvira scrive:
    venerdì 15 gennaio 2010 alle 10:23

    tocchi un tasto dolentissimo, ogni volta e’ una lotta impedire a mio marito di aggiungere sale a quello che cucino (a parer mio salato giusto): purtroppo trattasi, e lui non e’ un caso isolato, di anestesia delle papille, o per dirla semplice di ABITUDINE! Piu’ che abolirlo basterebbe diminuirlo, e abituare il palato ai sapori reali degli alimenti (pero’ penso che la carne e/o pollo senza sale nun ce la farei prorpio :P )…
    Grazie per le dritte sul macinino, sia quella della posizione del macinino, sia quella del prezzo, io non riesco a spendere 40-50 euro per un macinasale, pensavo di avere il braccino corto senza speranza :)

    Replica
    • fiordisale scrive:
      venerdì 15 gennaio 2010 alle 15:26

      Elvira allora devi proprio cominciare una strategia per scardinare quest’abitudine. Fossi in te (e a suo tempo ci sono stata, ma acqua in bocca ;-) io comincerei col togliere (e-li–mina-re) da casa tutte le salliere (non scherzo) e sostituirle col macinino salato (magari mezzo fiordisale e mezzo integrale) poi ogni settimana, diminuisci la quantità di fiordisale e aggiungi la stessa quantità di integrale. Dopo un mesetto di questo metodo comincia ad aggiungere aromi e spezie dapprima poco aggiunte al sale e ogni settimana togli un po di sale.
      Tu mi dirai, ma tutto sto sale che tolgo per sostituirlo con l’altro, chennefò? il primo te lo usi per la pasta e gli altri (mischiati variamente con aromi e spezie) te li infili in un barattolone (o tanti micro barattolini) per riusarli aggiungendoci magari altre spezie.

      Ti posso garantire che pure il più pessimissimo tra gli abitudinari, con questa strategia d’attacco dis-salato, prima o poi cede. La cosa fondamentale è buttare via tutte le saliere a getto (quelle coi buchetti). All’epoca aspettai un periodo particolarmente piovoso, esasperando ad arte un bel po’ di malumore per l’umidità nel sale, il tutto per giustificare il radicale cambiamento tra saliera e macinino.
      In bocca al lupo :-)

      Replica
  • giovanna scrive:
    venerdì 15 gennaio 2010 alle 10:30

    Al di là delle tue (giustissime) indicazioni, lasciami trovare sconcertante questa ennesima crociata ‘mericana, in un paese dove i supermercati rigurgitano di schifezze e le tavole pure.

    Replica
    • fiordisale scrive:
      venerdì 15 gennaio 2010 alle 15:37

      giovanna concordo, difatti la mia curiosità sta proprio nelle aziende! Però lo spunto di riflessione mi è venuto spontaneo perchè da noi (in Italia, in Europa non so) la comunicazione persuasiva è lasciata praticamente ai singoli medici (e talvolta ad associazioni mediche) ma nessuno (meno che mai dei governi locali o nazionali) ha pensato di aprire tavoli di discussione coi produttori.
      Se faccio mente locale al mio percorso col carrello nel supermercato, non faccio altro che inciampare in cibi ad altissimo contenuto di sodio (perlopiù nascosto), quindi ahi voja a convincere il vecchietto a mettere meno sale nel piatto se poi in pentola ci ha messo qualche roba che ne è piena, no?

      tornando in America, mi aspetto da un momento all’altro, una rivoluzione nei costumi pure dentro ai cinema e nei frighi della gente. Probabilmente né noi né loro siamo consapevoli della rivoluzione culturale e sociale che stanno tentando alla Presidenza o nelle amministrazioni, però se consideri il punto (stra-obeso) da cui partono, e le pessime abitudini incentivate dai precedenti governi, c’è da rimanerne ammirati per il coraggio. Non so se ce la faranno, intendiamoci, ma avere le palle, a costanza e la coerenza per provarci è già il giro di boa, secondo me.

      Replica
  • Saretta scrive:
    venerdì 15 gennaio 2010 alle 15:43

    Ciao Gì, io sono sciapa tendenzialmente e, fortunatamente anche il mio ragazzo non ama troppo sale.Quando mi scontro con mia sorella invece…marò!
    Sono anch’io dello stesso parere di Stella:il sale(io uso il fior di sale , quello delle hawai e l’affumicato per lo più, oltre al gomasio) deve al massico esaltare MAI coprire i sapori.
    buon uikkend!

    Replica
    • fiordisale scrive:
      venerdì 15 gennaio 2010 alle 17:01

      Saretta
      Hai detto proprio la cosa giusta! Avere buone abitudini salesche già da subito è la chiave per un futuro sano e col cuore in buona salute!
      un felicissimo we anche a te, per domani qua è previsto sole (domenica no, sgrunt!) quindi cercherò di rivoluzionare i miei giri per non perdermelo!

      Replica
  • Caffettiera scrive:
    venerdì 15 gennaio 2010 alle 17:51

    In UK ci sono campagne del governo per ridurre l’uso del sale, e molte grandi aziende fanno pubblicita’ sul fatto di aver ridotto il contenuto di sale da qualche prodotto (Marks and Spencer per primi, ma anche McDonalds, Kellog’s..)o prendono impegni per ridurlo. Che poi il sale raggiunga un livello accettabile, e’ un’altra storia. In Germania invece non ho visto campagne, ma qui mi sembrano molto meno salutisti, molti fumano e tutti mangiano tantissimi insaccati.

    Per altro come dicevi giustamente tu, gli alimenti confezionati contengono molto piu’ sale di quelli che prepariamo a casa, anche quando non sono ‘salati’ al palato. Spesso il sale fa sembrare piu’ buono un prodotto che di suo ha poco sapore. In UK ha destato scandalo la linea di salse di un ‘celebrity chef’, Jamie Oliver: lui e’ un paladino del mangiare sano accessibile per tutti, formalmente, ma i suoi sughi pronti hanno tantissimo sale. Un altro esempio che che ha avuto ampia risonanza e’ l’altissimo contenuto di sale di corn flakes o altri cereali per la colazione: fatti in casa, non se ne sente neanche la mancanza, letteralmente.

    Personalmente se mangio in casa non mi preoccupo troppo di ridurre il sale, anche perche’ essendo ‘drogata’ di sale di Maldon o altro fior di sale, ne basta davvero pochissimo. Pero’ ho notato che se cucini con il limone ti puoi praticamente dimenticare il sale senza grosso danno.

    Replica
    • fiordisale scrive:
      lunedì 18 gennaio 2010 alle 20:28

      Caffettiera (uh che nick carino!) grazissime per il bellissimo commento, l’ho trovato assai utile per avere un disegno d’assieme. Su jamie oliver io preferirei non dilungarmi, perchè se apro sto vaso di pandora è capace che mi busco altri rimbrotti (no, non pensavo a te) come quando lo accusai di essere molto poco cuoco e tanto marketing. Jamie è un prodotto e finora è riuscito a vendersi benissimo, basta guardare la schifezza ch’è diventato il suo sito e ste cose non le dico adesso, meglio precisare, ma dall’uscita del suo primo libro in Italia. Cosa peraltro che mi poneva abbondantemente fuori dal coretto di fans e mi ha fatto guadagnare non poche critiche.
      Tornando al sale credo che il segreto che alla gente non vuole entrare in testa è proprio quello che adotti tu, usando un buon sale di qualità ne basta meno di un terzo per insaporire e fa meno danni alle arterie

      Replica
  • giagina scrive:
    venerdì 15 gennaio 2010 alle 21:35

    mah, io ho risolto a causa di un problema. In campagna ho circa 18 piante di rosmarino, una ventina di salvia siepi intere di alloro e una intera aiuola di robe varie dalla ruta al timo e maggiorane varie.
    Siccome se no li poto straobordano mi ritrovavo sempre con montagne di aromi da buttare, invece adesso scelto in quantità variabile, il tutto, metto a seccare con fettine di limone, fettine di aglio, fettine di cipolla e sale (in piccole quantità) aggiungo, finocchio, ginepro etc e poi quando è tutto ben secco trito finemente il tutto distribuendo in vasetti a parenti amici, vicini di casa. Quindi ho diminuito il sale del 50% a varie persone. Fra l’altro ormai sta miscela la usano volentieri perchè il piu delle volte compravano gli aromi al super e li buttavano via perchè in frigo si ammuffiscono. Usata per tutto dal pesce agli hamburger, lo schiaffo pure nella ribollita e nel minestrone.
    A me ariosto mi fa un baffo

    Replica
    • fiordisale scrive:
      lunedì 18 gennaio 2010 alle 20:40

      giagina non è che se ti mando l’indirizzo mi includi nell’elenco dei fortunati? Ma ‘ndo stai che vengo a far incetta? Comunque sei un vero genio, complimenti

      Replica
  • Maurice scrive:
    sabato 16 gennaio 2010 alle 16:53

    Io salo tutto e più che posso. Mia suocera, che mi ha preceduto ai fornelli, salava e sala tuttora pochissimo perché… lei ha la pressione alta ed il colesterolo.
    Io che mi difendo con un 72 su 110 di pressione (alla mia veneranda età), non ho colestereolo né diabete né altre cose del genere, me ne frego di Bloomberg e tutti gli altri. Per il piacere dei miei clienti uso il sale di Guerande (Bretagna), quello nero o aromatizzato: costa quasi il triplo del nostrano, ma ne vale la pena.

    Replica
    • fiordisale scrive:
      lunedì 18 gennaio 2010 alle 20:48

      Maurice che dire? Primo che ti auguro lunghissima vita e poi che te la auguro pure in salute. Quasi tutte le persone della mia famiglia sono morte per problemi legati alla circolazione, problemi ch’erano sciocchezze se prese singolarmente ma dovutamente ignorati e abusando proprio in quegli atteggiamenti che ne creavano le condizioni di rischio. Detto questo quando ci capiterà di mangiare assieme verificheremo che la tua sapidità è assolutamente nella norma ;-P

      Replica
 

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