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    Avevo completamente scordato questo post tra le bozze, lo recupero al volo perchè ne vale davvero la pena. Parlerò di uno dei ristoranti più meritevoli di Genova, è leggermente spostato verso ponente rispetto a quelli del centro di cui ho parlato fino ad ora, ma potrebbe rivelarsi un post utile per tutti coloro che vanno e vengono dall’aeroporto, la zona è quella.

    Se la visita in questo ristorante è organizzata e preventivata vi suggerisco caldamente di prenotare la Zuppetta Imperiale, è tra i piatti di pesce migliori che ho mangiato fino ad oggi, ma lo chef la fa su ordinazione, quindi organizzatevi, ne vale la pena.

    Il post è frutto di una scappata estemporanea e non preventivata, tant’è che avevo pure una macchina di fortuna che porella ha fatto persino più di quello che avrebbe dovuto, perciò accontentiamoci. Ah una domanda, magari qualche chef o proprietario di ristoranti di passaggio potrebbe rispondermi, una cosa che non ho mai capito è perchè i ristoranti (TANTI ristoranti) insistono nel pittare le pareti di gialli-rosa-rosso qualcuno perfino blu. Davvero io rimango basita da cotanto estro, diciamo che si fa un po’ di fatica a far le foto, ma vabbè.

    Noi abbiamo avuto la fortuna di capitare in una serata di solo crudo di pesce, nulla di giapponese, se non marginalmente perché tutto è stato rielaborato dallo chef in maniera superba.

    Il menù comprendeva (in ordine sparso)

    Polpo in giardiniera
    Carpaccio al tartufo nero
    Capesanta, goiabada e cocco
    Crudi misti
    (Pirao)Polenta  brasiliana con crudità di frutti di mare
    Tartare sgombro,mango,cetriolo e il suo finto caviale
    Zuppa Fredda di Crostacei
    Variazione di Tonno (cotto e crudo)
    Fichi e bottarega
    Granita al caffe’

    Il tutto accompagnato da Magnum di Cellarius Rose’ :-)))

    Il locale è molto bello, situato nel cuore di un quartiere del ponente genovese, come ho detto, la peculiarità sta nel fatto che questo quartiere ha, a tutt’oggi, l’atteggiamento di un paesino dentro la città. Fa storia a se, per capirci.

    Questo è il quartiere di Luca Collami e quando poco più che diciottenne gli capitò l’occasione di rilevare il vecchio e antico ristorante Baldin, non se la lasciò scappare, rischiando parecchio di suo e mettendoci indubbiamente una buona dose d’incoscienza e genio giovanile.
    Come spesso accade in questi casi il genio paga, difatti la fama del ristorante Baldin ha oltrepassato, meritatamente, i confini regionali.

    Luca è uno che piace al primo sguardo, ha l’aria simpatica e alla mano, non gli si attribuirebbe, se non lo si conoscesse, tutto il coraggio e la determinazione che lo hanno portato dov’è, è uno che non ha paura di osare, rivisitare e arricchire la sua cucina, costantemente, incessantemente, variando ogni volta l’uso degli ingredienti, prevalentemente pesce, anche se il ristorante deve la sua fama anche per la cucina ligure.

    La fornitissima cantina è a vista e la postazione del nostro tavolo era praticamente di fronte all’ingresso della cucina, per cui la tentazione di farci una scappata era troppo forte. Una cosa piacevole che ho notato è l’attaccamento delle persone del territorio con questo chef, pensate che anche chi non si è fermato a cenare, si affacciava in cucina per salutarlo. Non ho mai visto uno chef più disponibile all’incontro e al dialogo di Luca, questo è certo. In genere siamo abituati a chef che si trincerano dietro ai fornelli e impediscono a chiunque di disturbarli, come se ci fosse il manifestone “non parlate al conducente”. Nel milanese ad esempio c’è uno chef che impedisce (o vieta) di fare foto nel suo locale e ha parecchi problemi di comunicazione coi clienti. Bè per fortuna Luca non è così, la sua cucina merita, e merita davvero, per la qualità sia degli ingredienti sia per l’elaborazione che ne fa.
    Sa affrontare con la stessa dedizione la vecchia cucina genovese ma non disdegna la spregiudicatezza di piatti nuovi, strade inesplorate.

    Oggi mi sento di premiare anche lo chef in quanto uomo, è un bell’esempio da tenere in mente.

    Baldin Ristorante
    Piazza Tazzoli 20R  16154 Genova Sestri
    Tel. 0106531400  Fax 0106504818
    E-mail: info@ristorantebaldin.com


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    Tag: ristoranti et affini
    Scritto da fiordisale giovedì, 4 febbraio, 2010
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    4 grani di sale to “da Baldin non solo pesto”


      Segnato!Che viaggio mi hai fatto fare con queste foto!!!bacione

      Foto bellissime nonchè allettanti!!Mai stato da Baldin, ma sulconto dello chef Collami sento dire cose belle da almeno 10 anni. P.S.a quando i risultati del contest sul panettone Loison? Un abbraccio

      Roberto su Loison risponderò in maniera cumulativa, abbi fede

      Saretta ecco qua una bella zuppetta imperiale ci può stare, che dici?

    Vuoi aggiungere un grano di sale?


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