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venerdì 12 febbraio

chiaroscuri

Siccome, come accennavo al post precedente, sono tempi un po’ convulsi, pieni di Chiaroscuri, tanto che quasi non si riesce a stare dietro alle cronache che riportano dei mandati di cattura, di risate sguaiate nelle ore terremotate, degli abusi e di tutte quelle piccole e grandi cose che, se ignorate, rischiano di soffocarci. Perciò, giusto per distrarmi un po’ ho deciso di raccogliere un po’ di libri perennemente sparpagliati per casa e riordinare la libreria. Volete un consiglio? non fate mai una cosa del genere perché, specie se avete una leggere tendenza alla distrazione e siete un po’ dispersive come me, siete fritte. Davvero eh, rischiate che a sistemare una ventina di libri ci passiate il pomeriggio. Però ogni libro è un’ulteriore occasione per sfogliarlo, magari anche solo aprendolo a caso, un po’ come se si temesse che di quancuno ci è sfuggito qualcosa oppure solo per il timore di non riprenderli in mano per un po’ e il desiderio di non staccarsene.

Ed è stato esattamente così che ho reinciampato nell’ennesina ricetta del cake bicolore e non ho saputo resistere, per l’ennesima volta. Grazie all’autrice ho scoperto che è di origini finlandesi e che la ricetta varia di casa  in casa,e questo non fatico a crederlo, visto che pur non essendo finlandese, ne faccio un sacco pure io. Il libro che mi ha distolto dalle mie (temporanee) manie di ordine è Ricordi in cucina di Tessa Kiros, un libro molto bello, con le ricette della sua famiglia.Lei lo ha chiamato cake tigrato e così lo chiamerò pure io e cercherò di farmelo durare per il fine settimana perchè c’è bisogno di qualche pausa di tenerezza (con sto freddo poi!!!) Una piccola postilla, non è un cake dietetico, ma io non è che che li veda benissimo i dolci dietetici (nel senso di pseudo-dimagranti).

cake tigrato


250 g di burro ammorbidito
280 g di zucchero
4 uova
280 di farina
1 cucchiaino e ½ di lievito
150 ml di panna
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
2 cucchiai di cacao amaro
stampo per cake da 24 cm

Lavorare il burro con lo zucchero finché non si sarà ottenuta una crema chiara.
Aggiungere le uova, una alla volta, sbattendo bene dopo ogni aggiunta per far assorbire le uova dall’impasto. setacciare la farina e il lievito in polvere nel composto e continuare a sbattere bene, incorporare anche la panna per ottenere un composto bello spumoso.
Dividerlo in due ciotole, mettendone un po’ di più in una delle due.
Aggiungere la vaniglia in una delle due ciotole e mescolarla bene, aggiungere anche il cacao setacciato al resto del composto amalgamandolo bene.
Versare metà dell’impasto al cacao in uno stampo da cake imburrato (o foderato con carta forno) versare tutto il composto alla vaniglia e, in ultimo, finire con l’impasto al cacao rimanente. A questo punto si può scegliere se mescolare (con un solo movimento) con un coltello l’impasto, per fargli fare il disegno, o lasciare le cose come vengono.
Infornare a 180 °C per 50 minuti o finché il centro non risulterà cotto. L’autrice indicava addirittura un’ora e se dovessi rifarlo abbasserei di altri 5 minuti.

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