Buona l’idea del tempestio tuona di già, stai buono
Siccome la notizia di oggi è che il sottosegretario Bertolaso si sente alluvionato (e me ne dolgo) tento di farlo stare a proprio agio titolandogli un post sulle note del diluvio di Battisti. Mi pare che ci stia tutto, no?
Leggendo mi ha fatto venire in mente quella barzelletta del tipo che va a lamentarsi della propria emicrania dall’amico morente. Se lui si sente alluvionato chissà come si sentirà chi dorme in un container da anni, e sopratutto chissà se quando è andato in Calabria ha avuto il fegato di andarsi a lamentare e della sua alluvione privata a chi in quel momento stava abbandonando alla rinfusa ogni suo bene.
Mi sono legata le mani fino ad ora per non fare questo post e, giusto per ritorsione, non ho pubblicato altro, la sapete no la questione della mosca in testa? Ecco più o meno funziona che prima o poi te ne devi liberare.
Quindi eccomi qua a condividere un paio di riflessioni, tanto prima o poi dovevo scriverle e quindi tanto vale toglierci il pensiero subito.
Non dirò assolutamente niente di nuovo e niente di più di quello che abbiamo letto sui giornali e abbiamo ascoltato in tv, anzi partiamo subito da Ballarò.Se notate ho avuto bisogno di un paio di giorni per digerirlo, io sono troppo sensibile per sta gentaglia, non ci sta niente da fare.
Avete presente, si, il passaggio in cui Bertolaso, gongolandosi, tronfiamente fa presente che nei sondaggi di popolarità, il suo nome sta subito dopo quello di Obama e Napolitano. Il che, oltre a spiegare la sua maleducazione ad Haiti, ci offre il quadro di una persona a cui è imploso l’ego (eccovi lo spezzone del video per chi se lo fosse perso).
Ci sarebbe da chiedersi dove e quando lo hanno fatto quel sondaggio e sarebbe curioso ripeterlo oggi, dopo le risate, magari proprio tra le popolazioni abruzzesi, chissà che i risultati non siano un po diversi?!
Bertolaso ha un paio di pecche a che me non vanno giù, confonde il ruolo di servitore dello stato con servitore del governo, probabilmente, nella sua infinita ingenuità, ritenendo siano la stessa cosa. che poi guarda caso è lo stesso identico errore di papi. Ma cosa ancora più bizzarra Bertolaso scorda che ha già pubblicamente perso la sua aureola di neutrale servitore statale nel momento stesso che sua figlia si candidò tra le fila del PDL.
Ho letto e riletto diverse volte lo sfogo attonito di Giustino Parisse sulla cronaca di quella notte terribile e del confronto con le recenti intercettazioni e mi si è accartocciato il cuore pensarlo immerso in quella squallida lettura. Non ha importanza se gli ipocriti interessi ecclesiastici la pensano diversamente, forse converrebbe che risparmiassero qualche assoluzione per i loro omologhi accusati di pedofilia in giro per il mondo.
Qualunque governo o ente governativo di fronte a cotanto lerciume avrebbe attivato tutti gli strumenti possibili per individuare i malfattori, invece il nostro governo ha ribadito che vuole riformare la giustizia e riproporre una legge che limiti le intercettazioni. Lo scrivo di nuovo così lo assimilo meglio: il governo dopo aver letto le ultime intercettazioni che fanno supporre atti di corruzione e malaffare, ha deciso di eliminare le intercettazioni, non i malfattori.
Che è un po’ come quando Letta ha urlato neanche un euro a quegli imprenditori, poi vai a guardare e tra gli appaltatori de L’Aquila ci sta uno di quei nomi.
Ma chi glieli scrive i copioni a quellolì?
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