molto forte ma incredibilmente meno vicino
Dico subito che la foto, presa al volo, forse fin troppo frettolosamente, non allude al panino malandrino protagonista della cronaca politica di questi giorni, anche se sarebbe un argomento assai ghiotto, lo ammetto. Sarebbe curioso leggere le risposte ad una specie di sondaggio del tipo “cosa vi siete persi, per non rinunciare di mangiare qualcosa?” una roba così. Ecco magari pensateci un po’ su (con un sorriso) . No, no, dicevo, l’argomento non è quello, anzi lo affronterò, tentando di non affrontarlo affatto.
Già ero ero rimasta impressionata dal post di Bonilli una ventina di giorni fa, ed ero tentata di non leggere affatto questo tomo,rimpiangendo assai il narratore, poi me lo hanno prestato e non ho saputo resistere (anche se avrò bisogno di una rilettura meno bulimica). Cosa non mi piace del discorso è persino facile da dire, visto che sono onnivora per scelta. Foer parte bene, con un ragionamento su un consumo ragionato, ma poi imbratta tutto con ideologie addirittura religiose. A quel punto non sono più stata capace di seguirlo. Avete letto questo libro? Cosa ne pensate? Può un’ideologia entrare anche in un settore come la cucina fino a modificare i costumi di un popolo?
Trovo la battaglia avviata da Foer contro i “carnivori” troppo ideologica e parecchio scontata. L’hanno intrapresa e persa in molti prima di lui. Ma una delle cose che proprio non mi è andata giù sta nella filosofia che si intravede già dal titolo “Se niente importa, allora non c’è più nulla da salvare”. Bè non è vero, io ho dei valori e credo siano tutt’altro che trascurabili ma questo non significa che debba rinunciare ai piaceri della carne per dar loro l’importanza che meritano. Questa criminalizzazione latente dei carnivori è veramente fastidiosa e qualunquista. A me (senza offesa) tutto questo ricorda la determinazione di taluni cristiani, quando volevano convincere i (presunti) selvaggi a convertirsi. Ma santapolenta, credi nella santificazione del granoturco? va bene. Ma non si capisce che bisogno c’è di demonizzare chi non ci crede.
E che fra tutti la piantassero di aver la verità assoluta in tasca, insomma!
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urca qui andiamo in un territorio minato…ti dirò solo come mi comporto io premesso che non ho letto il libro. io come te sono onnivora x scelta consapevole, conosco molte persone vegetariane, persone normali che non fanno della loro scelta etica una crociata e mi hanno spiegato i motivi del non mangiare carne, ma non condivido in pieno anzi, sono convinta che l’uomo sia un animale onnivoro e ciascuno è libero di alimentarsi come preferisce. quello che condivido è il discorso su come e in quali terribili condizioni vengano allevati gli animali (cioè in modo intensivo, disumano e nocivo per l’ambiente per l’uomo e per la qualità finale del prodotto). questo però vale per tutti i cibi non coltivati biologicamente, senza concimi chimici e senza sfruttamento dei terreni(è chiaro, gli allevamenti intensivi di animali incidono molto di + sull’ambiente)per quanto mi riguardo continuo a mangiare poca carne perchè preferisco altri alimenti e penso che sia un beneficio per la nostra salute. la scelta che ho fatto per motivi etici,ecologici e per la mia salute, è di alimentarmi quasi esclusivamente con prodotti provenienti da coltivazioni e allevamenti biologici. cerco di usare alimenti di stagione, ho trovato alcuni allevatori bio delle mie valli e ormai acquisto solo da loro. Lo so non è facile anche economicamente(per fortuna ci sono i mercatini km 0!!)però credo ne valga la pena. ecco qui….io non amo gli integralismi in nessun campo della vita!
… ho scritto un’altro romanzo…