Genova-Roma-Genova senza neanche l’ombra di un panino, per dire
Bè oddio la stanchezza un po’ si sente e la dormitona domenicale, a telefoni staccati, non è che mi abbia fatto recuperare completamente, però la giornata è stata bella e lo sforzo meritava. Una bella bella ricarica di entusiasmo, dopo le ultime turbolente settimane, ci stava tutta. Una volta, tra le diverse definizioni con cui si indicavano questo tipo di manifestazioni ce n’erano due curiose: termometro della democrazia e flebo energizzante di autoentusiasmo. Bene, la manifestazione di sabato, secondo me, le può racchiudere entrambe. Al rientro ho fatto un giro di lettura dei giornali, mi sono scompisciata coi dati della questura e mi sono pure recuperata da youtube l’ennesimo editoriale dello scandaloso Minzolini, tutto questo per dire che a volte, no anzi, sempre più spesso, diventa difficile, se non impossibile, riuscire a leggere ed informarsi su tutto (e parlo per me, ovviamente).
Ci si prova eh, perché provare ci si prova sempre, ma più si va avanti e più noto quante cose devo tralasciare a tempi migliori, a volte me le scordo pure (e sappiate che non è per disinteresse!) sempre alla rincorsa del de-cretino di turno. Per fortuna voialtri siete più tolleranti e pazienti di me e non mi fate pesare neanche tanto la mia discontinuità, specie nei contatti. Ogni volta mi ripropongo di migliorare ma subito dopo aver formulato il pensiero già so ch’è una piccola bugia :-)
Bè veniamo a noi, bando alle ciance, il rientro a casa è stato a frigo quasi vuoto, avevo solo le verdure comprate al mercatino bio venerdì e poco altro. Siccome in questo periodo m’è pigliato il trip della pasta, ho fatto lo spaghetto aglio, olio e peperoncino, uno dei miei piatti preferiti (in tutte le sue eventuali varianti) e una mega insalatona. Però mi sono concessa la coccola di un dolce, giusto per smaltire un altro pezzetto di dispensa :-) Questa torta oramai l’avranno fatta tutti, immagino, del resto neanche per me è la prima volta. Che dire? il connubio tra cocco, arancio e mandorle è irresistibile, la ricetta p tratta da La cucina ebraica, ricette e racconti da tutto il mondo, un libro che non smette di piacere.
Qualche cartolina fatta col telefono e poi di corsa la ricetta che stavolta voglio proprio riuscire ad andare a letto presto :-P
Torta nordafricana con cocco e arancia
Ingredienti
125 g. di cocco disidratato
250 g. di burro
225 g. di farina
125 g. di farina di mandorle
¼ di cucchiaino di lievito per dolci
200 ml spremuta di arancia
scorza grattugiata di 1 arancia
cannella 2 cucchiaini
uova 4
zucchero 50g
mandorle a scaglie 25g
per lo sciroppo
225g di zucchero
200ml di spremuta di arancia
Unire il cocco con la spremuta e lasciar riposare per almeno 20 minuti. Nel frattempo sbattere il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e la buccia grattugiata dell’arancia fino a ottenere una crema omogenea e soffice. Incorporare un uovo per volta e infine la farina setacciata insieme al lievito, la cannella e la farina di mandorla. A questo punto aggiungere anche il cocco con la spremuta. Mescolare bene e versare il composto in uno stampo, io ho ne ho usato uno quadrato (circa 23 cm per lato), foderato con carta da forno. Infornare a 160° per circa 50 minuti o finché la torta è dorata.
Verso la fine della cottura della torta, preparare lo sciroppo, versando lo zucchero e la spremuta in un pentolino, portare a ebollizione e lasciar cuocere per 5-7 minuti finché il tutto si sarà ridotto di un terzo. Sfornare a torta e versare i tre quarti dello sciroppo sulla torta ancora calda. Completare con il resto dello sciroppo al momento di servire la torta.
piesse
assì, nella foto in effetti avrei dovuto scriverci tutta la pappardella del titolo della ricetta, ma sono pigra, che ci vogliamo fare?
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ALlora mi sento indietro…io quest atorta non l’ho mai ne vista ne fatta!!! uff!!! devo provvedere!:) anche perchè sembra deliziosa!!!
Ottima coccola!:)
tutto potrei avendo fiducia in te, ma il cocco no.
Spagna 1985, spiaggia di Marbella, banchetto che emanava odor di cocco meraviglioso, il tizio buttava a palettate un impasto di cocco rapè e chiara sbattuta su un piastra bollente traendone delle specie di frittelle a mezzastrada fra la meringa e la crepe, deliziose dolci assatanate.
Ne ho mangiate così tante e son stata così male che oggi non sopporto nemmeno l’olio solare all’odor di cocco. Su questa passo…
Ciao!
Partecipa anche tu al Contest di Marzo de LA CUCINA ITALIANA dedicato al TIRAMISU’!
Per info:
http://www.lacucinaitaliana.it/default.aspx?idPage=862&ID=337208&csuserid=2112&ar=
Scade il 10/04/10.
Buon lavoro!