Siamo alla frutta (o quasi)
Nonostante il periodo non proprio tranquillo sono riuscita ad andare per ben 3 volte alla Fiera Primavera. Direte perchè mai 3 volte? Che bisogno c’era? Bè la prima volta è stata un po’ il rinnovarsi di una consuetudine, chiamatela pure abitudine, non importa :-) Ci vado da quando ero bambina e mi spiacerebbe perdermi un’edizione. Essere una frequentatrice abituale mi consente una memoria delle varie edizioni con una relativa obiettività di opinione delle differenze tra un’edizione e l’altra. La Fiera Primavera ha vissuto il suo momento più nero qualche anno fa, la tendenza, da tre anni a questa parte, per fortuna è cambiata e un poco alla volta si è riusciti a ricucire la disaffezione nei confronti di questa manifestazione da parte dei genovesi. Disaffezione più che giustificata perchè ci sono state talune edizioni che peccavano tremendamente in qualità espositiva e in pratica si era convertita questa manifestazione che dovrebbe essere una Samarcanda di stili e costumi delle regioni italiane in un enorme mercato con stand cittadini.
Direi che dopo l’esordio della gestione da parte di questa “nuova” giunta comunale, quest’anno ha sancito la vera rinascita come vetrina commerciale nazionale e transalpina. Se negli ultimi due anni la presenza degli espositori francesi era sporadica e quasi incidentale, quest’anno di ha avuto la netta percezione di un sodalizio più che mai consolidato.
Tanto per dare un’idea superficiale, tre anni fa la provenienza degli espositori stranieri era perlopiù limitata alla Provenza, e non ce n’era uno che sapesse una parola d’italiano (mmm) invece quest’anno si sono ampliati notevolmente i confini, che vanno dai salumi dei Pirenei alle ostriche delle coste del nord, passando per gli aromi Provenzali ed almeno una-due persone per stand avevano una discreta padronanza della lingua. Oddio magari senza farci grandi discorsi, però non ho visto le buffe scene dello scorso anno. Credo che questo sia il frutto dell’enorme lavoro del team del Comune e dell’Ente Fiera che per undici mesi sono andati alla ricerca di espositori oltralpe (oltre ai nazionali, ovviamente) che potessero garantire l’etichetta d’eccellenza.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Tra gli stand nazionali hanno spiccato quelli provenienti dalla Sicilia, dalla Calabria e dalla Sardegna passando per le immancabili mozzarelle campane e i salumi toscani per i quali ho un amore goloso incontrollato.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
La fiera Primavera, come immaginerete, non è solo una vetrina ma anche un modo comodo e sicuro per comprare quei cibi di non facile reperibilità, vista la distanza, con una gestione artigianale. Perciò non alimentate la speranza di trovare questi stessi oggetti sui banchi del supermercato. La cosa singolare è che anziché pagare una maggiorazione, come accade ad esempio andando ad Eataly-Torino si risparmia notevolmente.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Tutti i salumi toscani a base di selvaggina sono andati a ruba ma giuro che io ne ho comprato solo una piccola parte, del resto chi resisterebbe al cinghiale aromatizzato al tartufo? :-)))
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Non solo esposizione dunque. Tra le varie iniziative c’è stata anche la diffusione di informazioni dei prodotti della terra, in puro stile terra madre, dalle risaie pavesi al latte crudo delle nostre valli, con relativa vendita del kit per fare il formaggio, oltre a carni locali super controllate e garantite .

Qua sopra potete vedere la sequenza per fare una focaccia al formaggio perfetta, guardate bene la quantità del formaggio per centimetro quadrato, gli chef erano due molto bene sincronizzati, quando uno dei due era quasi alla fine del lavoro, l’altro cominciava la sua focaccia, la parte superiore di sfoglia, a coprire l’altra col formaggio, si fa al momento
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Con sorpresa ho scoperto che anche “il Liberale” uno dei locali più antichi delle nostre alture aveva uno stand nel settore magnereccio, riproducendo in forma minimalista la sua bella Hostaria da fuori porta, quindi ecco spiegato perchè ho trovato tempo e modo di tornare più volte.
Non ho volutamente sfiorato gli espositori di una buona metà Fiera, dall’oggettistica, al settore vacanze per finire agli artigiani mobilieri, anche se ovviamente ho visto tutto, ma altrimenti ero a rischio di post-fiume. Chi non ci è ancora andato tenga solo presente che per girarla tutta ci vuole un po’. L’ampliamento degli spazi espositivi, grazie anche alla definitiva apertura del nuovo padiglione fronte mare, ha di fatto eliminato la sgradevole sensazione di calca, che poi è il motivo per cui in genere si evitano queste fiere.
Buon Fine settimana a tutti!
Related posts:
- Siamo alla frutta o all’ammazzacaffè? La cosa che mi fa rabbia, ma rabbia per davvero...
- Zuppa di fagioli (quasi) alla brasileira Il vento ha spazzato via i nuvoloni carichi di...
- La storia siamo noi,siamo noi queste onde nel mare,questo rumore che rompe il silenzio,questo silenzio così duro da masticare Io ho un buonissimo rapporto con la farina integrale,...
- e piove, piove, piove, siamo annaffiatoi. Dopo di noi il bello verrà finche terrà l’ombrello I motivi che, nonostante il nonostante tutto, mi inducono...
- Mi sono (quasi) persa a Genova Ho bisogno di post leggero, mi dicevo stamattina, mentre...




































