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lunedì 3 maggio

Ricetta Notte Folle a Manhattan: secondo piatto

Okkey, al secondo appuntamento come al mio solito ci arrivo con un ritardo canonico ed arrancando, no devo dirla tutta, in realtà avevo preparato un’altra ricetta per il mio menù folle di Notte folle a Manhattan, però poi mi sono fatta pigliare dagli scrupoli ed ho pensato che flan e tortini salati non fossero sto granchè erotici per una cenetta a lume di candela, specie col profumo della primavera nell’aria. Perciò ho dirottato il mio interesse al banco pescivendolo e, con mia grande felicità ho trovato esattamente quello che desideravo: la palamita!

Dubito che esista ancora qualcuno che non conosca la palamita ma nel caso parliamone un po’. Viene considerato, a torto, un pesce di seconda categoria,  essendo meno pregiato anche se appartiene alla stessa famiglia del tonno, e proprio in virtù di questo, viene venduto sempre freschissimo e a prezzo basso.

La palamita è una specie di piccolo tonno, difatti quelle di dimensioni un po’ più grosse vengono chiamate tonnetti,  visto che può raggiungere la lunghezza totale di 1 m e 12 Kg di peso, ma è più comune da 30 a 80 cm. La nostra palamita ha il corpo robusto e affusolato, ed è un grande nuotatore, con la coda assottigliata. La pelle è liscia, il dorso azzurro scuro (molto scuro) e presenta strisce nere irregolari ed alcune macchie brune tondeggianti. Se fosse presente sul banco del vostro pescivendolo non fatevela scappare, fate solo caso che la pelle sia elastica e l’odore gradevole, soprattutto il sangue dovrà essere ben rosso sotto le branchie. Questi sono gli indici indispensabili per determinare la freschezza del pesce prima di avventurarsi a preparare un carpaccio o un’insalata come ho fatto io per la mia cena romantica.

Siccome siamo un po’ tutti delle frane quando si prepara una cenetta speciale, e va a capire i motivi, dico io uno non potrebbe essere frana in tutte le altre occasioni? :-) io mi sono detta bè la mia cenetta romantica sarà a tempo zero o giù di lì, il tempo risparmiato lo conserverò per per preparare il dolce.

Per prima cosa per pulire la palamita si incide il ventre e si estraggono le interiora, poi si lava accuratamente sotto l’acqua corrente finaqquando è scomparsa ogni traccia di sangue. La carne è rossa esattamente come il tonno, anche se con un gusto leggermente più delicato. Ha poche spine ed una sola lisca centrale, quindi pulirlo è assai facile, anche per chi ha poca dimestichezza.

Si può scegliere se sfilettarlo per il carpaccio oppure farne piccoli tranci, in foto mi piaceva di più il trancio, perchè il carpaccio non è coreografico.

La cosa migliore è inventarsi di volta in volta la marinata in cui fare riposare il pesce qualche ora. Io ne ho fatta una fresca, con succo e buccia d’arancia, un po’ di olio extravergine, zenzero fresco grattugiato e pepe verde e sale affumicato.

Al momento di servire adagiare su di un piatto precedentemente spennellato con la marinata. Per accompagnare si opta per un’insalatina fresca, con del finocchio dolce tagliato julienne, sedano, songino, cetrioli, pomodorini e tutto quello che vi viene in mente. Qua ad esempio ho messo l’immancabile ananas, mio fedele compagno di ogni stagione .

Visto con questo piatto non vi stresserete per niente, che poi è la cosa più importante di ogni cenetta che si rispetti ;-)

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