L’unità d’Italia nel piatto
Ieri è arrivato Napolitano. Da ieri piove quasi ininterrottamente. Secondo voi come devo relazionare i due eventi? :-) comunque sia da ieri la città è praticamente blindata e bloccata dal traffico, ma quello posso garantire, ci sarebbe anche senza onorabili presenze, perchè questa città ha rapporto tutto suo con la pioggia. Intanto bisogna precisare che non piove quasi mai in maniera normale, lo testimoniano le continue alluvioni, e poi perchè la gente, tutta insieme piglia la macchina proprio in queste occasioni, anzi per la precisione a pigliare la macchina sono proprio i più incapaci con una certa propensione al masochismo, che andando a sbattere a destra e a manca provocano appunto ste code chilometriche. Adesso sapete perchè chi nasce qua ha una leggerissima tendenza alla meteoantipatia :-P
Ma veniamo al motivo della presenza presidenziale in questi lidi, come sapete oggi 5 Maggio c’è la commemorazione della partenza dei Mille da Quarto. piccolo inciso per gli esteri: Quarto è uno dei tanti quartieri di Genova, si lo so, magari non vi sembrerà un nome tanto sensato, ma se vi può in qualche modo tranquillizzare, posso dirvi che geograficamente si trova poco prima di Quinto. A questo punto vi girerà la testa pensando già di dovervi munire di pallottoliere per venire qua :-) E se aggiungessi che Quarto e Quinto sono prima di Nervi? Adesso avete un quadro toponomastico un po’ più chiaro, e perciò sapete che Quarto è un quartiere di levante, affacciato sul mare ed ecco spiegato, mooolto semplicisticamente, perchè il buon Garibaldi scelse di partire da Quarto anziché da Pontedecimo. Tutta questa lunga premessa vuole essere un aiutino per i leghisti, perché io l’ho capito, poracci, perchè non vogliono partecipare alle celebrazioni per i 150 anni de L’Unità d’Italia: non sanno la (nostra) storia. Da queste parti ci fu un bellissimo preludio un tre anni fa con la celebrazione del Bicentenario della nascita di Garibaldi, ed anche allora l’attuale Ministro Calderoli si lascio sfuggire l’occasione di tacere, delle volte basta un attimo, uno si distrae e gli scappa di bocca qualche parola di troppo. Come non scusarlo? :-))
Ma Garibaldi è stato un eroe dei due mondi, un rivoluzionario intramontabile o figura superata e ormai dimenticata? Insomma è un simbolo dell’Italia e dell’identità nazionale, ove esistesse, ovviamente, o un’icona storica cristallizzata nella sua epoca? Pare quasi strano che Garibaldi, sempre e solo lui, ad ogni ricorrenza che lo coinvolge, susciti sentimenti così diversi e contrastanti, non credete?
Di Giuseppe Garibaldi si è detto molto, tra realtà e mitizzazioni, tra interpretazioni e fatti storici, ma credo che i più siano coscienti che innanzitutto fosse un uomo in qualche modo precursore dei tempi, lo dimostra il fatto che vedeva, già allora, più lontano di una bella fetta di nostri politici attuali.Tra il popolo invece ha sempre goduto di un amore quasi anomalo, trattandosi comunque di una figura storica, ma in fondo ci si affeziona ai miti presuntuosetti che vincono le loro scommesse, specie quelle azzardate, no? Leggete cosa ne pensa un ex diplomando de L’unità d’Italia, (è spassosissimo :))
Si diceva appunto nel titolo che il primissimo passo verso l’unità, l’Italia, lo compì nel piatto, per l’esattezza dentro il piatto del nostro eroe. anni fa ho letto un libro carinissimo di uno scrittore inglese, buongustaio ed irriverente, che nel suo libro ripercorre idealmente lo stesso viaggio ma dal punto di vista gastronomico, facendosi affascinare dalla farinata ed abbagliare dai pistacchi di Bronte. Oddio non aspettatevi la precisione assoluta nelle ricette, però va bene così, nessuno scandalo, per carità. L’idea in se era e rimane carina, e quindi ripropongo una ricetta già vista da queste parti, e che pare fosse tra i piatti preferiti di Garibaldi, assieme alla Bouillabaisse, il minestrone alla genovese con il pesto, e la Pissaladiere, specialità nizzarda. E in attesa di fare la specialità francese in onore del mito, vi ripropongo la ricetta dello stoccafisso, leggermente semplificato, giusto per non ripubblicare la stessa minestra (oppps ;-))
Lo stoccafisso di Garibaldi
Per questo piatto è molto importante la preparazione dello stoccafisso. Non andrebbe mai comprato già ammollato come si usa fare ora per risparmiare tempo. Lo stoccafisso secco va innanzi tutto battuto a lungo con un grosso bastone di legno. Evitare assolutamente il martello che sbriciolerebbe le fibre del pesce. Dopo averlo battuto si mette a bagno cambiando l’acqua spesso per circa due giorni (si lo so, ad averceli :-)) Dopodiché va pulito, liberato dalla pelle e la polpa dalle lische. Quando sarà ben pulito e ridotto a pezzi si potrà procedere alla cottura.
Ingredienti per 2 Kg. di stoccafisso ammollato, che poi è la quantità minima per una tavolata.Ah un’ultima cosa, questo è piatto sostanzioso ed io lo uso come piatto unico, nel senso che evito accuratamente di farlo precedere da antipasti o primi sostanziosi, al limite mi sbizzarrisco coi dolci.
1 grossa cipolla
50 g. di acciughe salate, disilliscate e benlavate
abbondante prezzemolo e aglio tritati
olive in salamoia,
patate 3-4 patate
olio, sale
Preparare un battuto con cipolla in pentola piral (o rame) e farlo soffriggere a fuoco medio per qualche minuto, non appena la cipolla sarà imbiondita aggiungere lo stoccafisso e le patate pulite e tagliate in grossi pezzi. Copedrchiare la pentola e lasciar cuocere a fuoco lento. A metà cottura aggiungere un trito di prezzemolo aglio e acciughe e continuare la cottura per un complessivo 3 ore. Mezz’ora prima di spegnere unire anche le olive.
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