una ricetta al centopercento
Questa ricetta mi sta diventando un tormentone, poi capirete il perchè, vi basti sapere che è la seconda volta che la faccio e non mi convince ancora. Alla prima avevo sostituito il latticello con normale latte e avevo pure intenzionalmente omesso di mettere la generosa spennellata di burro sulle fettine di banana, il che a fine cottura ha determinato la bruciacchiatura delle povere fettine, ma il gusto nell’insieme, togliendo la parte superiore, non era male, anzi, avrei potuto anche fermarmi li contenta e soddisfatta di aver salvato in saccoccia il 70-80% di cake buono. E invece no, quando uno è perverso e masochista, lo è fino in fondo. Quindi armata delle migliori intenzioni e con la certezza in tasca che la causa del 30% del precedente fallimento fosse solo e unicamente mia, ci ho riprovato, andando appositamente da naturasì a prendere il latticello e mettendo il burro in cima come prescritto.
I risultati li vedete, esteticamente abbastanza gradevoli, nonostante sia stata costretta a prolungare la cottura, ma mi sono tutelata a ridurre i rischi coprendo la superficie col cuki. Dicevo i risultati apparentemente parrebbero buoni, sicuramente migliori della prova 1, che voi non avete visto e quindi non avete elementi di raffronto, ma io si (quindi ciccia, vi tocca fidarvi). Invece no, ahimè, ahinoi, siamo daccapo. Le sorprese con questa seconda prova sono cominciate più o meno a mezz’ora di cottura, mancavano solo 5 minuti alla fine della cottura canonica e l’impasto era molto umido, troppo, per essere a fine cottura. Quindi ho coperto tutto per non far bruciare le banane e sono andata avanti aumentando i tempi 10 minuti alla volta, per ben tre volte. Una vera esagerazione visto la dimensione medio e micro degli stampi che avevo usato.Ho fatto raffreddare il tutto ed ho tagliato a metà il cake scoprendo che dentro aveva il classico alone da effetto impasto semicrudo. Il gusto era pessimo, la parte migliore era la superiore, che difatti ho mangiato, andando a prendere quel famoso 30% che non era venuto alla prima. Il tutto, intendiamoci, l’ho vissuto con estrema tranquillità tranne che per quei 5 secondi che mi hanno fatto cacciare via tutto, scordandomi di fotografare l’interno. Però, siccome ogni avventura ha sempre un lato positivo, potrei dire di avere raggiunto il mio obiettivo di avere un ricetta buona al centopercento. Obbè non vorremo mica fossilizzarci sui risultati in acconto e in saldo, suvvia :-))
Perciò la mia domanda è se qualcuno riconoscesse questa ricetta di Donna Hay e mi svelasse dov’è l’errore gliene sarei grata.
Trascrivo fedelmente la ricetta, fatemi sapere, vi prego fatelo ed impeditemi di riprovarci, sennò sta roba me la porto avanti per tutta l’estate ;-)
Panini alla banana e cannella
140 g. di burro
110 g. di zucchero semolato
1 uovo
200 g. di farina
¾ di cucchiaino di lievito
55 g. di farina di nocciole
80 ml di latticello
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 banana grande (o 2 piccole) tagliate a fettine
burro fuso per spennellare
zucchero demerara per spolverizzare
Scaldare il forno a 180°C. Lavorare il burro e lo zucchero nel robot da cucina finché il composto è leggero e cremoso. Unire l’uovo e sbattere bene. Aggiungete la farina, il lievito, la farina di nocciole, il latticello e la cannella, amalgamate finché il composto è omogeneo. Imburrate 6 stampi da 186 ml (io ne ho usato 3 un po’ più grossi). Versateci il composto e disponeteci sopra le fette di banana. Spennellate con il burro fuso, cospargete con lo zucchero demerara e cuocete per 35 minuti o finché i panini sono dorati, verificando la cottura con uno stecchino. Serviteli tiepidi o freddi.
piesse
sono tante ricette azzeccate di Donna Hay, una fallata ci può stare, non sto facendo caciara, un po’ infastidisce ma a conti fatti ci può stare, quello che secondo me è sospetto, è quel cacchio di latticello, che vedo benissimo con gli impasti a lunga lievitazione ma non avevo mai provato con il lievito chimico. Cosa ne pensate è una sciocchezza?
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