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venerdì 28 maggio

una ricetta al centopercento

Questa ricetta mi sta diventando un tormentone, poi capirete il perchè, vi basti sapere che è la seconda volta che la faccio e non mi convince ancora. Alla prima avevo sostituito il latticello con normale latte e avevo pure  intenzionalmente omesso di mettere la generosa spennellata di burro sulle fettine di banana, il che a fine cottura ha determinato la bruciacchiatura delle povere fettine, ma il gusto nell’insieme, togliendo la parte superiore, non era male, anzi, avrei potuto anche fermarmi li contenta e soddisfatta di aver salvato in saccoccia il 70-80% di cake buono. E invece no, quando uno è perverso e masochista, lo è fino in fondo. Quindi armata delle migliori intenzioni e con la certezza in tasca che la causa del 30% del precedente fallimento fosse solo e unicamente mia, ci ho riprovato, andando appositamente da naturasì a prendere il latticello e mettendo il burro in cima come prescritto.

I risultati li vedete, esteticamente abbastanza gradevoli, nonostante sia stata costretta a prolungare la cottura, ma mi sono tutelata a ridurre i rischi coprendo la superficie col cuki. Dicevo i risultati apparentemente parrebbero buoni, sicuramente migliori della prova 1, che voi non avete visto e quindi non avete elementi di raffronto, ma io si (quindi ciccia, vi tocca fidarvi). Invece no, ahimè, ahinoi, siamo daccapo. Le sorprese con questa seconda prova sono cominciate più o meno a mezz’ora di cottura, mancavano solo 5 minuti alla fine della cottura canonica e l’impasto era molto umido, troppo, per essere a fine cottura. Quindi ho coperto tutto per non far bruciare le banane e sono andata avanti aumentando i tempi 10 minuti alla volta, per ben tre volte. Una vera esagerazione visto la dimensione medio e micro degli stampi che avevo usato.Ho fatto raffreddare il tutto ed ho tagliato a metà il cake scoprendo che dentro aveva il classico alone da effetto impasto semicrudo. Il gusto era pessimo, la parte migliore era la superiore, che difatti ho mangiato, andando a prendere quel famoso 30% che non era venuto alla prima. Il tutto, intendiamoci, l’ho vissuto con estrema tranquillità tranne che per quei 5 secondi che mi hanno fatto cacciare via tutto, scordandomi di fotografare l’interno. Però, siccome ogni avventura ha sempre un lato positivo,  potrei dire di avere raggiunto il mio obiettivo di avere un ricetta buona al centopercento. Obbè non vorremo mica fossilizzarci sui risultati in acconto e in saldo, suvvia :-))

Perciò la mia domanda è se qualcuno riconoscesse questa ricetta di Donna Hay e mi svelasse dov’è l’errore gliene sarei grata.

Trascrivo fedelmente la ricetta, fatemi sapere, vi prego fatelo ed impeditemi di riprovarci, sennò sta roba me la porto avanti per tutta l’estate ;-)

Panini alla banana e cannella

140 g. di burro
110 g. di zucchero semolato
1 uovo
200 g. di farina
¾ di cucchiaino di lievito
55 g. di farina di nocciole
80 ml di latticello
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 banana grande (o 2 piccole) tagliate a fettine
burro fuso per spennellare
zucchero demerara per spolverizzare

Scaldare il forno a 180°C. Lavorare il burro e lo zucchero nel robot da cucina finché il composto è leggero e cremoso. Unire l’uovo e sbattere bene. Aggiungete la farina, il lievito, la farina di nocciole, il latticello e la cannella, amalgamate finché il composto è omogeneo. Imburrate 6 stampi da 186 ml (io ne ho usato 3 un po’ più grossi). Versateci il composto e disponeteci sopra le fette di banana. Spennellate con il burro fuso, cospargete con lo zucchero demerara e cuocete per 35 minuti o finché i panini sono dorati, verificando la cottura con uno stecchino. Serviteli tiepidi o freddi.

piesse
sono tante ricette azzeccate di Donna Hay, una fallata ci può stare, non sto facendo caciara, un po’ infastidisce ma a conti fatti ci può stare, quello che secondo me è sospetto, è quel cacchio di latticello, che vedo benissimo con gli impasti a lunga lievitazione ma non avevo mai provato con il lievito chimico. Cosa ne pensate è una sciocchezza?

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7 Commenti »

 
  • mariluna scrive:
    venerdì 28 maggio 2010 alle 06:52

    oddio Gi’ non saprei proprio dirti, dovrei tentare di rifarlo il problema é che i miei figli non amano le banane cotte nei dolci, forse sostituendole con un’altro frutto, non so’ …forse il problema sono le dosi, ma mi sembrano, ad occhio eque, forse troppo burro?…insomma é da provare, ma mi sorge pure a me un dubbio, perché si chiamano panini?…sarà che appunto ci vuole un’impasto a lievitazione lunga e dunque livito di birra anzich” lievito chimico?, avranno sbagliato la stampa?…;)

    facci sapere tu! io pero’ lo vedo gustosissimo!

    baci***

    Replica
  • pinodeluca scrive:
    venerdì 28 maggio 2010 alle 07:36

    A naso direi che la farina dovrebbe essere ridotta. Credo che debbano essere 150 grammi di farina e 50 grammi di farina di nocciole. Inoltre il latticello (o il latte di soia che secondo me funziona meglio) va aggiunto piano e l’impasto finale deve essere “consistente” Misuro la consistenza con il teorema della palla: se l’impasto tiene almeno per un po’ la forma tonda allora va bene.
    Ciao

    Replica
  • Reb So Long scrive:
    venerdì 28 maggio 2010 alle 07:38

    Mumble mumble, forse il problema è proprio nelle grandezze: visto che si riferisce a panini, sarebbe stato forse più semplice se cotto in piccole palline e non in una massa unica da stampo plum?

    Replica
  • terry scrive:
    venerdì 28 maggio 2010 alle 11:03

    Io provo a farla così come e vediamo!!!
    Mi incuriosce molto, poichè spesso è capitato anche a me con ricette che sembran collaudate!!!
    questa mi incuriosirebbe!

    Replica
  • Saretta scrive:
    venerdì 28 maggio 2010 alle 15:53

    Ammiro immensamente la tua costanza…è un po’come la mia ricerca x le ciambelline al vino!

    Replica
  • giagina scrive:
    venerdì 28 maggio 2010 alle 19:36

    ma un pòi cambià dolce?

    Replica
  • fiordisale scrive:
    sabato 29 maggio 2010 alle 14:19

    bè si Giagina potrei cambiare, difatti per un po’ non ci riproverò, ma tant’è la curiosità che ci entrasse qualcosa il latticello, ‘mbo mistero.

    Saretta più che altro mi vengono i nervi!

    terry fammi sapere, temo che rimarrò con la voglia di cake alla banana!

    Reb so Long mmm mi è pure venuto in mente, però tieni presente che gli stampi che ho usato non erano grandi in stile cake, ma proprio da minicake (erano indicati quelli micro).

    pino interessante la teoria della palla. E come fai con impasti che all’origine sono cremosi (con albumi a neve eccetera)? Questa si che è davvero una novità, davvero mai sentito!

    Mariluna tu sei sempre consolatoria e troppo buona. Secondo me li hanno chiamati così perchè hanno usato gli stampini piccini da pluncakini però non so

    Replica
 

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