alla ricerca della tellina perduta
In realtà avrei dovuto e potuto pubblicare un altro post, di una gitarella nei dintorni che magari vedrete a breve, però questo articolo mi ha completamente bloccato, rivoluzionandomi le intenzioni.
Insomma a quanto pare non potremo più gustare né telline e neanche le meravigliose fritture di pesce, la classica paranza per capirci, sottofondo estivo di ogni buongustaio. Lì per lì mi sono venute in mente tutte le estati della mia infanzia, quando coi miei fratelli, di prima mattina, andavamo sulla battigia a raccogliere le telline e non ci fermavamo finché il secchiello, il mio turchese con le conchigliette in rilievo, tra parentesi, non era pieno a trequarti. Quella sarebbe stata la nostra cena, per il sugo degli spaghetti, perché quello era l’impegno settimanale che ci era stato assegnato da mio papà .
In realtà mio fratello grande un po’ imbrogliava perchè usava una specie di retina intelaiata ad una sorta di pseudo struttura tipo racchetta da tennis, perciò gli bastava poco per contribuire con la sua parte, l’altro fratello invece faceva di tutto per fare il lazzarone, con la speranza che noialtri sopperissimo alla sua indisciplinata negligenza. Le più appassionate alla vicenda eravamo io e mia sorella, ci faceva strano avere nelle nostre mani la possibilità di realizzare la cena, ci divertivamo da morire.
All’epoca il mare era (ancora) trasparente e raccogliere le telline era un bel gioco che durava tutta l’estate, mi fa sorridere che la commissione europea pensi di frantumare abitudini alimentari che sono parte integrante della nostra cultura mediterranea. E a proposito di commissione europea mi farebbe piacere sapere di cosa si sta occupando il ministro competente, perché questa decisione, laddove entrasse davvero in vigore il 1° giugno (cioè domani) penalizzerebbe solo e unicamente i paesi che si affacciano sul mediterraneo. Non voglio fare la maliziosa ma non sarà mica la Germania ad averla imposta? Eppoi che gli diamo da mangiare ai tedeschi che vengono qua alla ricerca della tellina perduta? E la paranza? Non riesco davvero ad immaginare un’estate senza frittura, sarebbe la prima della mia vita. É una situazione paradossale.
Per sottolineare il mio disagio, non avevo telline sottomano, ma un sacchetto di vongole, ma dopo il 1° giugno cercherò di procurarmele, a costo di andare in giro di nuovo col secchiello turchese ed anche rischiare la galera, domani tra parentesi, mi farò l’ultima frittura legale.
Zuppetta di vongole primavera
Ingredienti per 4
2 kg di vongole
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
½ cucchiaino di curcuma
1 chiodo di garofano
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 peperoncino
2 spicchi d’aglio
4 cipollotti affettati finemente
150 ml di latte di cocco
il succo di 1 lime
una manciata di rametti di prezzemolo
Mettere le vongole in una ciotla con dell’acqua per farle spurgare della sabbia, ricordando di cambiare l’acqua ogni tanto. Scaldare l’olio in in una pentola grande (o uno wok) su fuoco medio, aggiungere il coriandolo, la curcuma, il chiodo di garofano, lo zenzero e il peperoncino tritato. Unire l’aglio e i cipollotti e cuocere per un minuto mescolando, unire un bicchiere d’acqua e portare ad ebollizione.
Unire le vongole, coprire la pentola col coperchio e cuocere per 2 minuti o finché tutte le vongole non saranno aperte. Togliere la pentola dal fuoco ed estrarre le vongole lasciando in pentola solo il brodo, per farlo aiutatevi con una schiumarola si fa prima. Mentre togliete le vongole approfittatene per scartare quelle che non si sono aperte. Rimettere la pentola col brodo su fuoco medio ed incorporare il latte di cocco e il lime. Lasciare sobbollire per qualche minuto. Mettere le vongole in ciotole monoporzione e versare in ogni ciotola il brodo al lime, distribuire i rametti di prezzemolo e servire.
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Che bella la foto, tanto nostalgica quanto il tuo racconto! Ma se per raccogliere telline, dovessi andare in galera, io verrò a protestare direttamente sotto la tua finestra… però vedi il lato positivo… almeno starai al fresco! ;-)
Baci cicciuzza bella
Stefania
Si dai Stefania già mi pare che una volta ho rischiato abbastanza mangiandomi i datteri (non sapevo ne avessero vietata la pesca), perciò oramai sono un’abitué di azioni estreme, per così dire.
Certo che fa ridere uno poi al figlio che gli racconta. “sai sono stato al gabbio perché mi hanno trovato in possesso di una modica quantità di pesce“. Questo chiama la neuro, capisci come siamo combinati?
sono allibita…il bello è che come sempre di queste nuove normative non si capisce mai il perchè e nessuno si sofferma a pensare alla realtà vera su cui si abbattono queste leggi…per protesta mi autoinvito con il mio secchiello a raccogliere le telline e afinire in galera, almeno ci facciamo compagnia!
la zuppetta mi attira un sacco con tutte quelle spezie, il latte di cocco invece non lo amo molto ma amagari insieme al tutto ha il suo perchè
Giò mah guarda secondo me ci sono un paio di paesi europei che ci terrebbero a farci sprofondare nella bratta (se povera è meglio). Però quasi quasi non sarebbe male finire in cella con te, ci pensi che sballo?
Gestire l’alimentazione della popolazione è sicuramente complesso e non voglio addentrarmi nella tematica. Una cosa è certa: continuiamo a perdere terreno proprio lì dove invece abbiamo i nostri punti di forza, come l’eccellenza gastronomica!
A breve mi sa che ci scappa un post a tema anche da me … :)
Michelangelo io capisco tutto e concordo coi periodi di fermo pesca o altri provvedimenti a seconda delle esigenze. É un mio interesse che il mare stia bene, e che il pesce cresca sano e in maniera abbondante. Quando uno di questi requisiti viene a mancare (vedi inquinamento) io non fermerei la pesca, perlomeno non in forma definitiva, ma farei degli interventi per eliminare il problema (arridaje con l’inquinamento).
Leggerò con interesse il tuo post, e chi ti molla più? :-)
guarda, anche io ho quasi pianto quando ho letto. la frittura di paranza, bah, ma le telline soffro proprio. Anche se sono un po’ di anni che c’è il fermo dalle mie parti, e se ti beccano a pescare vongole, telline e quant’altro sono multe salate…
non ti nascondo che molte volte ho corso il rischio, è cosi bello mangiare quello che si è pescato…o meglio, mangiare quello che hanno pescato i tuoi familiari, perchè io a dire il vero non metto tanto la testa sotto l’acqua, pero’ partecipo spiritualmente!e magno anche poi :-)
Benedetta, semmai facciamo una cena carbonara e sovversiva da me, con i soli pesci fuorilegge!!!
Il mio primo pesce appena pescato, praticamente appena uscito dal mare, è stato un riccio, condito dal pescatore con solo il limone, avevo meno di 10 anni. Quella fu una rivelazione, da allora per me mangiare pesce crudo è il massimo
Rimango sempre più allibita sugli interventi balzani della CE, anzichè occuparsi di cose serie.Il dubbio sull’origine crucchesca nasce anche a me però..Tu sei riuscita a creare una zupppa particolarissima, mi siederei volentieri a tavola con te, rischiando la galera ;)bacione
Saretta si passa con troppa facilità da un eccesso all’altro e questo mi infastidisce
uh…adoro le vongole, così speziate son da provare!
che bella ricettina che ci lasci!
grazie!
terry in realtà io sono pure abitudinaria in certe cose, piglia i croissant rigorsamente vuoti, ma a volte cambio radicalmente, giusto perchè altrimenti ogni piatto con le conchiglie è sempre la stessa zuppa :-)