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lunedì 28 giugno

la scelta del cavolo

Ponte che va, ponte che viene: i romani sono in pieno ponte ed noi genovesi lo abbiamo appena finito. Sono reduce da un bellissimo e (finalmente) assolato ponte festaiolo, da noi, come per Torino c’era il patrono e già che c’eravamo ci abbiamo aggiunto un giorno, a dire la verità ci voleva proprio un attimo di tregua, ma tant’è prima o poi bisogna pur tornare ed allora eccomi qua, del resto c’erano un paio d’appuntamenti letteralmente imperdibili, non avrei proprio potuto fare altri giorni vacanzieri ;-))))

Cosa non i fa per non perdersi l’ultima festa del cavolo prima dell’estate, eh!? Per i pochi che ancora non lo sapessero c’è in programma una gran festa, del cavolo, appunto  e, per poter partecipare occorre riprodurre, a piacere, una delle ricette dell’ormai celeberrimo (meritatamente, aggiungo) libro del cavolo, che sono arcisicura oramai farà bella mostra nella stragrande maggioranza delle cucine del popolo dei foodblogger (e non). Non starò a parlare del libro, chi non l’ha visto, neanche solo per curiosità, non potrebbe capire il piacere che provo ogni volta che lo sfoglio. Quando il cavoletto ci faceva ‘na capa tanta, un post si e l’altro pure, parlando della carta e della stampa, lì per lì mi pareva persino esagerata, imputavo sta cosa all’eccitazione, chessò alla questione che questo sarebbe rimasto agli annali il libro del cavolo numero uno, e alla prima si sa come si esageri sempre un po’.  Solo dopo averlo sfogliato e riguardato mi sono resa conto di quanto le scelte, anche della carta, valorizzino questo libro, quindi diamo a Cesare eccetera :-) 

Le ricette le ho fatte quasi tutte, mi pare, un po’ canoniche e un po’ strampalate al mio solito oppure, semplicemente adeguando le scelte alla disponibilità in dispensa o seguendo le voglie del momento.

La mia ricetta di oggi è un vero atto d’amore per il cavoletto, è bene sottolinearlo, perchè sono certa che questo post, se proprio non m’ha fatto conquistare il viaggio d’andata per il paradiso poco ci manca. Solo per Sigrid avrei potuto accendere il forno con ‘sto caldo, anzi per essere precisi era già un po’ che rinunciavo a cibarie cotte, ma questo è un altro (succulento) capitolo.

Tra tutte le ricette del libro che avrei potuto scegliere ho selezionato una vecchia gloria che da qualche stagione non manca mai a casa mia, difatti ne parlammo già giusto un paio d’anni fa. Per me è primavera solo dopo aver mangiato questo dolce. Per quante varianti si possano apportare, la struttura e la bontà non cambiano, il binomio mandorle e ciliegie rasenta praticamente la perfezione.  La ricetta original cavolettosa la trovate a pagina 236 qua vi offro quella con qualche (minima) variante e il piccolo suggerimento di fare i tortini nei vasi, quelli da sottovuoto. Una volta che il dolce si sarà freddato, si possono riporre i vasi in frigo (la parte meno fredda). Questo piccolo escamotage vi consentirà di conservare per una decina di giorni i tortini freschi come appena fatti, perchè con ste botte di caldo i dolci con la frutta dentro si rovinano già dal giorno dopo, senza stare a scomodare muffe e quant’altro, e se una fiordisale qualunque avesse una botta di sano egoismo e decidesse, per una volta, di non devolvere ad amici-colleghi-parenti, il frutto del proprio (sudato, lo sottolineo) cucinamento, ma volesse gustarselo tutto, fino all’ultima briciola, questa potrebbe essere un buon escamotage (o no?)

Torta di ciliegie (da una ricetta di Annalisa Barbagli)

ciliegie snocciolate 500g
farina autolievitante 150g
zucchero 150g
farina di mandorle 150g
burro 120g
uova 3
mandarinetto 2 cucchiai
sale (un pizzico)
basilico (l’ho provato solo coi tortini) 1 foglia per ciascun tortino
per gli stampini o vasi che siano: spennellate con olio d’oliva (trucchetto risparmioso ;-)

Lavare e snocciolare le ciliegie, lavorare il burro morbido con lo zucchero finchè non diventa una crema chiara e spumosa, aggiungere la farina di mandorle, e poi le uova (che devono essere a temperatura ambiente), incorporandole una ad una. Aggiungere infine la farina, il pizzico di sale e il liquore.

Prima di versare il composto nei vasi mettere nel fondo di ognuno una foglia di basilico, quindi versare il composto in ciascun vaso (e/o stampino) unto con l’olio. Se non avete il pennello versare un po’ d’olio nella base e spanderlo col dito stando attenti a ungere ogni parete. Mi trovo decisamente meglio con questo sistema in alternativa al burro!

Per ultimo aggiungere le ciliegie e infornare il tutto a 180° per circa 35 minuti, ma il tempo varia molto dalla grandezza dei vasi/stampi che si usano, quindi fateci caso e al limite prelevate dal forno qualche minuto prima quelli più piccoli.

Come si può notare ho usato diverse misure di vasi (e tortini) indi per cui non mi è possibile stabilire un numero preciso, se li avessi usati di una misura piccola e tutti uguali, dovrebbero venirne 12.

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