la scelta del cavolo
Ponte che va, ponte che viene: i romani sono in pieno ponte ed noi genovesi lo abbiamo appena finito. Sono reduce da un bellissimo e (finalmente) assolato ponte festaiolo, da noi, come per Torino c’era il patrono e già che c’eravamo ci abbiamo aggiunto un giorno, a dire la verità ci voleva proprio un attimo di tregua, ma tant’è prima o poi bisogna pur tornare ed allora eccomi qua, del resto c’erano un paio d’appuntamenti letteralmente imperdibili, non avrei proprio potuto fare altri giorni vacanzieri ;-))))
Cosa non i fa per non perdersi l’ultima festa del cavolo prima dell’estate, eh!? Per i pochi che ancora non lo sapessero c’è in programma una gran festa, del cavolo, appunto e, per poter partecipare occorre riprodurre, a piacere, una delle ricette dell’ormai celeberrimo (meritatamente, aggiungo) libro del cavolo, che sono arcisicura oramai farà bella mostra nella stragrande maggioranza delle cucine del popolo dei foodblogger (e non). Non starò a parlare del libro, chi non l’ha visto, neanche solo per curiosità, non potrebbe capire il piacere che provo ogni volta che lo sfoglio. Quando il cavoletto ci faceva ‘na capa tanta, un post si e l’altro pure, parlando della carta e della stampa, lì per lì mi pareva persino esagerata, imputavo sta cosa all’eccitazione, chessò alla questione che questo sarebbe rimasto agli annali il libro del cavolo numero uno, e alla prima si sa come si esageri sempre un po’. Solo dopo averlo sfogliato e riguardato mi sono resa conto di quanto le scelte, anche della carta, valorizzino questo libro, quindi diamo a Cesare eccetera :-)
Le ricette le ho fatte quasi tutte, mi pare, un po’ canoniche e un po’ strampalate al mio solito oppure, semplicemente adeguando le scelte alla disponibilità in dispensa o seguendo le voglie del momento.
La mia ricetta di oggi è un vero atto d’amore per il cavoletto, è bene sottolinearlo, perchè sono certa che questo post, se proprio non m’ha fatto conquistare il viaggio d’andata per il paradiso poco ci manca. Solo per Sigrid avrei potuto accendere il forno con ‘sto caldo, anzi per essere precisi era già un po’ che rinunciavo a cibarie cotte, ma questo è un altro (succulento) capitolo.
Tra tutte le ricette del libro che avrei potuto scegliere ho selezionato una vecchia gloria che da qualche stagione non manca mai a casa mia, difatti ne parlammo già giusto un paio d’anni fa. Per me è primavera solo dopo aver mangiato questo dolce. Per quante varianti si possano apportare, la struttura e la bontà non cambiano, il binomio mandorle e ciliegie rasenta praticamente la perfezione. La ricetta original cavolettosa la trovate a pagina 236 qua vi offro quella con qualche (minima) variante e il piccolo suggerimento di fare i tortini nei vasi, quelli da sottovuoto. Una volta che il dolce si sarà freddato, si possono riporre i vasi in frigo (la parte meno fredda). Questo piccolo escamotage vi consentirà di conservare per una decina di giorni i tortini freschi come appena fatti, perchè con ste botte di caldo i dolci con la frutta dentro si rovinano già dal giorno dopo, senza stare a scomodare muffe e quant’altro, e se una fiordisale qualunque avesse una botta di sano egoismo e decidesse, per una volta, di non devolvere ad amici-colleghi-parenti, il frutto del proprio (sudato, lo sottolineo) cucinamento, ma volesse gustarselo tutto, fino all’ultima briciola, questa potrebbe essere un buon escamotage (o no?)
Torta di ciliegie (da una ricetta di Annalisa Barbagli)
ciliegie snocciolate 500g
farina autolievitante 150g
zucchero 150g
farina di mandorle 150g
burro 120g
uova 3
mandarinetto 2 cucchiai
sale (un pizzico)
basilico (l’ho provato solo coi tortini) 1 foglia per ciascun tortino
per gli stampini o vasi che siano: spennellate con olio d’oliva (trucchetto risparmioso ;-)
Lavare e snocciolare le ciliegie, lavorare il burro morbido con lo zucchero finchè non diventa una crema chiara e spumosa, aggiungere la farina di mandorle, e poi le uova (che devono essere a temperatura ambiente), incorporandole una ad una. Aggiungere infine la farina, il pizzico di sale e il liquore.
Prima di versare il composto nei vasi mettere nel fondo di ognuno una foglia di basilico, quindi versare il composto in ciascun vaso (e/o stampino) unto con l’olio. Se non avete il pennello versare un po’ d’olio nella base e spanderlo col dito stando attenti a ungere ogni parete. Mi trovo decisamente meglio con questo sistema in alternativa al burro!
Per ultimo aggiungere le ciliegie e infornare il tutto a 180° per circa 35 minuti, ma il tempo varia molto dalla grandezza dei vasi/stampi che si usano, quindi fateci caso e al limite prelevate dal forno qualche minuto prima quelli più piccoli.
Come si può notare ho usato diverse misure di vasi (e tortini) indi per cui non mi è possibile stabilire un numero preciso, se li avessi usati di una misura piccola e tutti uguali, dovrebbero venirne 12.
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belli,belli e belli e pure pratici e attuali. Si il dolce lo conosco bene l’ho fatto anch’io l’anno scorso ed il libro del cavolo ancora non ce l’ho che dici devo provvedere?
Sono bellissimi, mia cara, come stai?
Deliziosi e particolari!!!! da veri intenditori, e poi le ciligie sono di stagione!!!! a presto
Mariluna se devo dirti la verità è uno dei libri più meritevoli usciti nel 2009. All’inizio ero persino perplessa sugli inserimenti delle ricette del blog ed invece, come dimostra l’uso (e strauso) di questa ricetta, è stata una scelta azzeccata, senza contare che finalmente mi sono liberata di un sacco di foglietti volanti.
Luciana essì ha proprio ragione e difatti bisogna spicciarsi a fare questa torta ed è assolutamente vietato lasciar passare la stagione senza averla mangiata (almeno una volta intendo!)
Benedetta sono sicura che ti sono fischiate le orecchie in questi giorni, sai ti ho pensato, per svariate ragioni, un sacco di volte? Mi sono persino detta -buffo, manco ci conosciamo!- Che poi non è manco vero fino in fondo. Ti ho pensato quando ho letto gli articoli su Di Pietro e Grillo e poi la memorabile dichiarazione di Brancher è stata l’ecatombe :-)))) e poi ancora quando mi sono resa conto che non sono capace a clonarti (altroché sindrome da particella di sodio!) Vorrei una blogsfera piena zeppa di donne come te, anche se non la pensiamo sempre uguale (anzi, sopratutto per quello)
che carini! le tortine con la frutta sono una colazione fantastica e nei vasetti sono proprio belli!
oooh, grazie (e 2 oggi) mi ci voleva questo commento per raddrizzare sta giornata che sta iniziando storta e non sono manco le 8… poi stasera appena ho un minutino (devo pure fare la ricetta del cavolo oggi, è l’ultimo giorno!)ti scrivo e ti racconto le mie ultime giornate..buona giornata cara
Benedetta sto facendo tutto di corsa per scappare alla manifestazione, se inventassero le mail vocali giuro che te ne manderei una di un paio d’ore al giorno, anch’io devo raccontarti un sacco di cose, e poi devo fare qualche post di quelli che agli altri stanno antipatici ahhahahahaahah
un bacio immenso, non credo che porterò la macchina, nelle manifestazioni mi scasso (anche se poi me ne pento sempre di non avere foto mie, uff)
Oibò che meraviglia!
So che con questa ricetta potrei portare il Gattaccio allo svenimento… purtoppo la guerra al colesterolo prosegue indefessa e non posso sgarrare.
Però me la segno e alla prima occasione la rifaccio!
Sei una grande bella mia…. una tosta e grande!
Non ti conosco, ma mi paicerebbe così tanto poterlo fare… e chissa….
nasinasi