Feed RSS
  • Home
  • Appendice
  • Grandi Eventi
  • scatti di gioia
  • Segnalazioni @abuse
 
martedì 6 luglio

«Une vue imprenable sur l’ampleur du désastre»

Ricordate quando ho raccontato di quella famosa panchina-da-lettura a Camogli? eccola qua, nella sua luce migliore :-) Bè certo che a stare lì persino l’elenco del telefono risulterebbe interessante, è vero, lo ammetto. Però il libro di cui tenterò di parlare meriterebbe a prescindere dai fattori esterni, vi assicuro. Anzi se proprio volessi dirla tutta, l’ho letto quasi interamente tra autobus e metrò, il che, ho scoperto in seguito, era persino in tema coi contenuti. Salto direttamente lodi e convenevoli all’indirizzo dell’autrice  Delphine de Vigan,  di cui già parlai in occasione dell’uscita dello stupendo “Gli effetti secondari dei sogni” e chi, come me, ha amato quel libro ritroverà intatto lo stile e la sensibilità dell’autrice. Ogni volta con la De Vigan viene difficile limitarsi a parlare del libro, perchè i temi che solleva sono così importanti che si rimane come storditi dalla sua precisione espositiva, insomma i motivi per innamorarsene sono stati fin troppi (o forse troppo intensi).

Anche questo romanzo, come il precedente, è un libro sull’universo sotterraneo della solitudine, ma non solo. Quello che offre Delphine de Vigan è uno sguardo sull’entità del danno, come accenno nel titolo del post. La frase è ripresa da uno dei due protagonisti, Thibault, ma avrebbe potuto tranquillamente pronunciarla Mathilde, l’altra protagonista, tanto sono simili le loro vite. É come se fossero due binari paralleli, della stessa metropolitana, tanto per rimanere in tema, che pur vivendo situazioni differenti sono arrivati entrambi ad una sorta di capolinea emotivo che ne sta determinando il tracollo. Qualcuno lo ha definito un libro triste, bè no, a me non è sembrato triste, nell’accezione più comune del termine, forse apodittico, forse crudo e disarmante, come sono certe verità sommerse, ma triste direi di no. É sicuramente un libro reale, di quella fetta di realtà che tutti noi, nelle ore sotterranee, tentiamo di sfuggire o semplicemente d’ignorare, magari osservando distrattamente i compagni di viaggio sull’autobus o in metrò.

Thibault e Mathilde attraversano, senza vederlo, il cuore della città tentacolare, il primo attanagliato dal traffico cittadino, esercitando la sua professione di medico, l’altra per arrivare al suo ufficio, attraverso il suo quotidiano tragitto con le linee metropolitane e la RER, ovvero il cuore pulsante e sotterraneo di Parigi, città dell’autrice. Entrambi i protagonisti hanno alle spalle incidenti che hanno devastato il loro vissuto, trasformando e modificando ad entrambi il presente e forse pregiudicando il futuro, anche se in modo diverso. Nel loro remoto stavano affondando in una resa incondizionata al fato, eppure hanno trovato sufficienti risorse interiori per andare avanti, per ripartire con quello che era rimasto delle loro vite, hanno lottato e proprio quando parevano vicini alla vittoria, si è palesata in tutta la sua drammaticità la loro sconfitta.

La scrittura di Delphine de Vigan è precisa e raffinata, disegna i suoi personaggi con la stessa cura di un pittore ma non si limita alla crosta rarefatta, scava con rigore nelle loro vite analizzandone ogni singolo gesto, ogni pensiero. L’altro e non meno importante motivo per cui questo libro mi ha colpito è la stupefacente descrizione della società e del mondo del lavoro.

Sono rimasta stupita per la precisione e il realismo della raffigurazione del mobbing subito da Mathilde, tra parentesi lei rappresenta in pieno la comune classe media: alta scolarizzazione e un lavoro di tutto rispetto, questo perlomeno fino ad otto mesi prima, poi lenta la caduta, fino ad arrivare ed oltrepassare gli inferi della depressione. La distruzione meticolosa e implacabile della fiducia che lei riponeva nel suo superiore e nei suoi collaboratori, la sua autostima rasa al suolo, il persistente isolamento, l’indifferenza dei colleghi che solo fino a poche settimane prima erano compagni di caffè, tutti i campanelli d’allarme lasciati inascoltati, l’ingenuo desiderio di voler sminuire i fatti per non essere obbligata a darsi la pena di risposte scomode, l’assurda illusione di poter gestire la situazione, la sua determinata volontà di resistere ben oltre quanto le sue forze le avrebbero consentito, ed infine l’immagine dell’invisibilità delle molestie, perlomeno a occhio nudo, specie ai disattenti, la negazione assoluta del molestatore, l’incapacità di camminare attraverso il quotidiano perché tutto il suo panorama umano è cambiato. La descrizione dell’intimo e nascosto sentimento di “vergogna” provato da Mathilde, è un piccolo capolavoro. Impossibile non notare il realismo con quanto sta accadendo nel mondo del lavoro oggi, ed è questa l’invidiabile forza di questa autrice: saper trasformare le ombre nascoste della nostra società in storie bellissime.
Mathilde ha stretto i pugni ed è andata avanti senza mai cedere un millimetro di terreno, soprattutto senza dimettersi. Ha usato tutta la sua forza per resistere ai colpi, sempre più insistenti, sempre più violenti e precisi che il suo superiore, ingiustificatamente, le razionava nel quotidiano. Ha resistito Mathilde, fino a quando è stata incapace di combattere, fino a quando non le è rimasto nemmeno più un grammo di energia per tornare a casa barcollante e sconfitta.
Bisognerebbe obbligare alla lettura di questo libro tutte le persone che si occupano, a vari livelli, di risorse umane. Bisognerebbe che qualcuno lo facesse leggere ai signori di France Telecom, o dei Renault Techno, per non parlare di Marchionne (anche se ad altri livelli), tutti impegnati a triturare impunemente la vita dei loro dipendenti con distratta disarmonia.

Le ore sotterranee è anche un dipinto della città e le sue viscere, la marea umana che scorre mattina e sera negli ingarbugliati tentacoli della metropolitana. Chissà forse è la più autentica coreografia della nostra solitudine opprimente, uomini e donne che si incrociano, a volte, senza incontrarsi mai.

Tweet
Share|

Post simili

  • Gli effetti secondari dei sogni (2)
  • Puro Amore (14)
  • Polvere dai miei pensieri e quanti misteri coi pochi poteri che la mia condizione mi dà (17)
  • Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa (11)
  • La mezz’ora che ti cambia la vita (10)
  • La civiltà della forchetta (13)

altri post simili:

  • <b>Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa</b>Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa
    Stavolta devo proprio fare un mea culpa in piena regola, e non ho problemi ad ammetterlo. Non è solo una questione di ritardo contingente, è che io proprio ho sempre cercato di evitare di parlare bene di questo o quel libro, tranne in rare occa...
  • <b>La civiltà della forchetta</b>La civiltà della forchetta
    Il titolo non vuole essere fuorviante,  ma un vero omaggio ad uno storico, nella fattispecie uno storico gastronomico,  (e non solo di quella ligure), che ci ha lasciato da poco. Noi genovesi dobbiamo molto al Professor Rebora, perché, oltre a...
  • <b>Puro Amore</b>Puro Amore
    La canzone non c'entra niente, ma anche no :-), descrive semplicemente il mio stato d'animo di felicità liquida. La verità sincera è che sono qua da 2 ore, inchiodata, l e t t e r a l m e n t e inchiodata, sulle mie new entry libresche di f...
  • <b>Elogio dell'Ozio</b>Elogio dell'Ozio
    Quest'anno l'ozio ha avuto la meglio, e forse avrei continuato a starmene quieta quieta nel mio angolino se qualcuno non mi avesse fatto notare che esiste il reato di abbandono di (blog) minore e che avrei potuto passare il resto dei miei giorni ...
 
 
libriDelphine De Vigan, le ore sotterranee, libri


Stampa questo articolo Stampa questo articolo

1 Commento »

 
  • Saretta scrive:
    mercoledì 7 luglio 2010 alle 11:09

    Sei bravissima anche nelle recensioni Gì!Questo libro mi sgolosa ora :)
    Bacione

    Replica
 

Lascia un Commento

Fare clic per cancellare la replica.

XHTML: È possibile utilizzare questi marcatori: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

« nel blu dipinto di blu
a malincuore »


    vi interessa la pubblicita' su questo blog?
  • luglio: 2010
    L M M G V S D
    « giu   ago »
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  












  • Archivio completo

    • gennaio 2012
    • dicembre 2011
    • novembre 2011
    • ottobre 2011
    • agosto 2011
    • luglio 2011
    • giugno 2011
    • maggio 2011
    • aprile 2011
    • marzo 2011
    • febbraio 2011
    • gennaio 2011
    • dicembre 2010
    • novembre 2010
    • ottobre 2010
    • settembre 2010
    • agosto 2010
    • luglio 2010
    • giugno 2010
    • maggio 2010
    • aprile 2010
    • marzo 2010
    • febbraio 2010
    • gennaio 2010
    • dicembre 2009
    • novembre 2009
    • ottobre 2009
    • settembre 2009
    • agosto 2009
    • luglio 2009
    • giugno 2009
    • maggio 2009
    • aprile 2009
    • marzo 2009
    • febbraio 2009
    • gennaio 2009
    • dicembre 2008
    • novembre 2008
    • ottobre 2008
    • settembre 2008
    • agosto 2008
    • luglio 2008
    • giugno 2008
    • maggio 2008
    • aprile 2008
    • marzo 2008
    • febbraio 2008
    • gennaio 2008
    • dicembre 2007
    • novembre 2007
    • ottobre 2007
    • settembre 2007
    • agosto 2007
    • luglio 2007
    • giugno 2007
    • febbraio 2007
    • dicembre 2006
    • settembre 2006
    • maggio 2006
    • settembre 2005
    • giugno 2005
    • maggio 2005
  • Recent Comments:

    • Aiuolik:Oggi è ufficialmente finito l’abbecedario culinario (http://muvara.blogspot.com...
  • Tatiana:Salve, E’ da poco che frequento il suo blog, e devo dire che questi biscotti mi fanno rimpiangere non aver...
  • Lo:allora buona nuova casa…e ti devo confessare che io sono una vecchia gallina…non ce la faccio a rinunciare...
  • sara:Gììììììììììììììà ¬Ã¬!!!!Non sai da quanto tempo tento di lascairti un messaggio, mi rigettava sempre...
  • sara:Riuscirò a mandare un messaggio?
  • Giò:bentornata!!! mi mancavano i tuoi post, chissà mai che prima o poi torno pure io. la sola idea di ristrutturare casa...
  • Sabina:Bellissima ricetta e bello il tuo racconto. Devo confessarti che non adoro Gordon ma tu me l’hai fatto...
  • enzo:Davvero ottimo piatto
  • christian:Ciao, ti capisco bene ne so qualcosa….. sia dello stare fermo col blog ….che di salmone in crosta ;)...
  • Gio:beh un bel po’ di cambiamenti :) ottima la ricetta do Gordon, mi piace molto e lo seguo spesso le modifiche che...
  • fiordisale:accendere la mente, ecco. Del resto non vi sarà sicuramnte sfuggito che ho attinto alla sua verve anche qua ...
  • Federico:Buonasera, complimenti per la cura e la passione con cui aggiornate il blog. Mi sembra un contenitore originale e...
  • Giulia:Io la roveja la adoro e sono anche io alla disperata ricerca di nuove ricette. le migliori che ho trovato fino ad...
  • enrica:Vedere quelle immagini drammatiche alla televisione è stato lacerante per il Cuore. Continuiamo a ripetere che...
  • risomandorlino:Un abbraccio a tutta Genova, a tutta la Liguria, so che è pochissimo, che non ci fate niente…ma...
  • Lo:ci sono
  • Twostella:L’alluvione e’ una ferita profonda nell’animo e nel paesaggio. Io ho perso una persona cara...
  • silvia.moglie:#renzi per favore non incensarti troppo, che basta una consonante e insensarti è un attimo. #leopolda ecco...
  • laFrancese:ah non piace a molti sia chiaro il suo lavoro di sindaco non è altro che la continuazione e conclusione di...
  • donatella:finalmente qualcuno che non lo venera.. a me s’to tipetto non mi piace e non mi è mai piaciuto. non...
  • enrica:Ciao! Che meraviglia il tuo blog. Amo la tua città…ed ora per assaporarla fino in fondo…grazie per...
  • Mauro Gaggiotti:Ciao, anche se il post è un po’ vecchio, compare nella top ten di google cercando a cimma di faber....
  • donatella:Ciao. La rabbia provata alla nostizia di quel crollo è stata troppo grande, troppo forte da poter essere...
  • brii:Mi sento male :( E’ un’ingiustizia difficile da digerire. I miei sono immigrati, sono arrivati in Svezia...
  • chiarina-ina:Grazie per questo post, hai espresso dei concetti che condivido e che non riuscivo a tradurre in parole.
  • dauly:che spettacolo! pensa che raramente mangio formaggi ma sono allo stesso tempo il cibo che mi ingolosisce di più! il...
  • brii:Gìììììì. tutto ok? ti penso. baciusss brii
  • Fabiola:“Ecco per te il 2° numero di OPEN KITCHEN MAGAZINE! Per sfogliarlo gratis clicca qui:...
  • Norma:è un po’ che non riesco a oziare del tutto, e nemmeno a leggere i libri che vorrei… mi so ritrovata a...
  • symposion:io ho passato tutto il week end a oziare! interessanti i tuoi consigli :) grazie
    • Recent Trackbacks:

      • fiordisale: survivor (eh già, io sono ancora qua :-))
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • I FRITTULI: e ascoltando più volte la canzone di De...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
    • Posts Recenti


        • Il Paradiso puo attendere (il blog no!)

        • survivor (eh già, io sono ancora qua :-))

        • Un fiocco nero per Genova

        • cavallo di troia (con rispetto per le troie)

        • Anticipi di stagione, ovvero otto marzo è sempre

        • il talento di Mr. Jobs

        • La patonza gira ma neanche la vacca rossa sta troppo ferma

        • Elogio dell’Ozio

    • Meta

      • Collegati
      • Valid XHTML
      • XFN
      • WordPress
    • e tu con chi stai?



















    Facebook

    A G� Fiordisale piace

    A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'ItaliaA.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
    Crea il tuo badge "Mi piace"




    • archivi

      • gennaio 2012
      • dicembre 2011
      • novembre 2011
      • ottobre 2011
      • agosto 2011
      • luglio 2011
      • giugno 2011
      • maggio 2011
      • aprile 2011
      • marzo 2011
      • febbraio 2011
      • gennaio 2011
      • dicembre 2010
      • novembre 2010
      • ottobre 2010
      • settembre 2010
      • agosto 2010
      • luglio 2010
      • giugno 2010
      • maggio 2010
      • aprile 2010
      • marzo 2010
      • febbraio 2010
      • gennaio 2010
      • dicembre 2009
      • novembre 2009
      • ottobre 2009
      • settembre 2009
      • agosto 2009
      • luglio 2009
      • giugno 2009
      • maggio 2009
      • aprile 2009
      • marzo 2009
      • febbraio 2009
      • gennaio 2009
      • dicembre 2008
      • novembre 2008
      • ottobre 2008
      • settembre 2008
      • agosto 2008
      • luglio 2008
      • giugno 2008
      • maggio 2008
      • aprile 2008
      • marzo 2008
      • febbraio 2008
      • gennaio 2008
      • dicembre 2007
      • novembre 2007
      • ottobre 2007
      • settembre 2007
      • agosto 2007
      • luglio 2007
      • giugno 2007
      • febbraio 2007
      • dicembre 2006
      • settembre 2006
      • maggio 2006
      • settembre 2005
      • giugno 2005
      • maggio 2005
    • RSS l’Unità

    • Tag

      berlusconi biscotti cake dolci carne CGIL cioccolato colazione cucina genovese d'alema dessert Diritti umani Dolci donne Ernst Knam eventi film Finger food Genova e robe limitrofe gilioli giornalismo gite golose libri meme merende golose nessuna ricetta pasta pasta fresca PD pdl pesce politica primi piatti riso ristoranti roba dolce Robe genovesi Santoro schiamazzi grafomani sciopero blog tempi duri torte tortini verdure vita da blogger zuppe
    • catalogo















      Dona on line con carta di credito







      Gì Fiordisale



      antiplagio_banner








      il cannocchiale Follow my blog with Bloglovin
    Powered by WordPress . Purpletime (1.0 beta) è basato su TwentyTen; un po di design è di fiordisale ;-). Valid XHTML 1.1 and CSS 3. special thanks to danielVai a inizio pagina