Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, giuro che lo farò…
La notte bianca quest’anno è stata decisamente al di sopra di ogni più rosea promessa, essì che la signora sindaco ci aveva avvisati che sarebbe stata bella, anzi di più, ma io mica ci credevo o perlomeno non ci credevo fino in fondo.
É persino strano parlarne, forse perchè solo 2 giorni prima ero tra la gara di fuochi pirotecnici della festa di Recco (si quella della focaccia ;-)) forse perchè mi sono ritrovata mischiata a migliaia di persone di ogni età o sarà stata quella specie di sottile nostalgia che ha attraversato ogni strada, ogni piazza di questa folle notte bianca 2010. Si vabbè, me la sono pigliata pure comoda a parlarne, direte, ed avete ragione, ma non so che farci, mi è scattato qualcosa dentro che mi fa pigliare le cose con estrema calma, potrei persino definirlo distacco se non fosse una condizione assolutamente inconcepibile nel mio modo di essere, per come sono sempre coinvolta e coinvolgente. Non so, ci penserò un po’ su e semmai ne riparleremo, per ora pigliamoci così, per come viene spontaneo essere, che poi è sempre stata la condizione unica che mi sono posta dall’inizio di questo strano viaggio.
Tornando alla notte bianca credo che il momento più emozionante sia stato il miniconcerto dei due marinai Dalla-De Gregori. Non pensavo che mi sarei emozionata così tanto, oltretutto avevo visto in tv, tempo fa, un De Gregori invecchiato, ingrigito, diverso insomma dal Principe che ricordavo, e questa cosa mi aveva lasciata un po’ malinconica ed avevo timore di questa specie d’appuntamento. Invece ‘sti due sono stati davvero grandi: hanno fluttuato con leggerezza dal remoto all’oggi, avevano la piazza più grande della città stracolma, tutta per loro e penso si siano presentati nel modo migliore alle centinaia di ragazzini nati molto dopo i voli pindarici della donna cannone. Ecco lo sapevo, la loro presenza sta monopolizzando anche quest’articolo, mentre sarebbe giusto citare anche la De Sio e Fabi, o Patty Pravo presenti in punti diversi della città. Si perchè la caratteristica della serata è stata la dislocazione dei vari palchi, nel mezzo, lungo l’itinerario, c’era di tutto. Questa è una delle poche città che ancora resiste, volevo dire a chi si è perso la notte bianca genovese che si è perso qualcosa di veramente bello. Qua trovate la galleria di Repubblica, e del SecoloXIX (1-2), e qua, molto più modestamente qualche prova mia :-)
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