Può la pizza più buona di Genova costare (solo) 5 euro? Da Paolo, in via Bari, si.
Qualche settimana fa sul blog del papero più famoso d’Italia si è scatenata un’interessantissima discussione attorno al valore del piacere, se non ricordo male. In verità non fu la mano del papero a scrivere il post, ma quella di Maurizio Cortese, e vi assicuro che Maurizio cortese lo è davvero, non solo di nome, anzi approfitto per complimentarmi e ringraziarlo per aver incassato con signorilità il mio commento tra il burlesco e l’ironico, confidando che raccolga questo post col giusto spirito. In quel post, che vi invito a leggere ove ve lo foste persi, si citava una margherita (da Siriani) a 24 euro (praticamente una manna) e a me s’è schiantato il respiro per un paio di secondi, e adesso non cominciamo a tirare fuori la barzelletta che sono genovese e che avrei il braccino corto che tanto non ci casco :-P
Se prima, solo fino a ieri, erano le aragoste, le ostriche e lo champagne a determinare le diversità di “censo” tra le tavole dei “benestanti” e quelle dei “poveri” (il tutto rigorosamente virgolettato e con beneficio della generalizzazione) adesso si vorrebbe spostare questa specie d’invisibile asticella verso la pizza Margherita, da sempre uno dei piatti alla portata di qualunque tasca. Ecco cosa mi ha fatto riflettere perchè questo forse non va bene. E (forse) qualcuno (ben più importante di me) avrebbe dovuto dirlo, magari mangiando la “paradisiaca” pizza di Siriani

Sono stati questi i pensieri che mi hanno attraversato la mente mentre leggevo l’articolo di Maurizio ed è questo che mi è parso, come dire, stonato rispetto al momento contingente del Paese, ecco. Se tentassimo di decontestualizzare (ch’è di moda, già sapete) il rapporto qualità/prezzo della pizza di Siriani, magari non mi parrebbe neanche tanto una bestemmia (l’ho detto, no, decontestualizziamo sù). Invece siamo in una condizione italiana (i-ta-lia-na lo ripeto) ch’è n’anticchia più complicata e preoccupante, e forse quel prezzo per quel prodotto mi è sembrato un filo inopportuno o forse a stonare è stato proprio l’entusiasmo tra le righe, non saprei. Per fortuna c’è stato il post riparatore il giorno dopo a chetare un po’ gli animi ;-))

Il fatto è che qui a Genova esiste la più buona pizza Margherita della città a soli 5 euro, la fanno nella Pizzeria da Paolo, mia pizzeria preferita. Già ne accennai qua. C
i vado da sempre, da quando Paolo manco era una pizzeria coi tavoli ma facevano
da asporto. Ci andavo da ragazzina, poi col fidanzato e successivamente col passeggino del pupo. Piuttosto che rinunciare a quella pizza, ce la mangiavamo nel cartone, per strada o sul bancone. Perché una cosa giusta è stata detta in quel post, la qualità non ha prezzo. Ma forse cambia la definizione che si vuole attribuire alla parola. Ad esempio io non alludo alla monetizzazione, se lo facessi saremmo fregati e questa stessa pizza costerebbe decisamente di più.
Nonostante i gestori siano consapevoli della qualità del loro prodotto, a suo tempo fecero una scelta di vita, difatti, benchè ne avessero avuto l’opportunità, scelsero di non trasferirsi in zone, come dire, più vip, più belle, più in vista e magari con un pubblico , come dire, più selezionato. Scelsero di non diventare una pizzeria trendy. Scelsero di non aumentare in maniera esponenziale i prezzi della lista fornendo in cambio tovaglie, una migliore location o un servizio (più) cool. Hanno semplicemente scelto di rimanere se stessi e di fare quello che sapevano fare meglio: la più buona pizza della città.
Probabilmente, anzi, sicuramente, li avrei seguiti a prescindere dalle loro preferenze ma quella che hanno fatto è stata una scelta di cuore e non so bene quali parole siano più appropriate di fronte ad una scelta del genere, fatto sta che se prima ci andavo solo perchè è davvero la pizza più buona di Genova, in seguito ci sono andata anche perchè loro sono i migliori pizzaioli della città, non so se si capisce la finezza :-)
La famiglia come dicevo è di Salerno ed è lì che torna ogni tanto ed è da lì che arrivano quasi tutte le materie prime, olio, salumi, friarielli e bufala inclusi. Ma non basta, tanto per farci capire di che pasta sono fatti, i dessert arrivano direttamente dal laboratorio di Salvatore De Riso, cioè praticamente dalla costiera amalfitana.

Credo che la Pizzeria da Paolo a Genova, sia tra le pizzerie più rinomate, e sicuramente al vertice in assoluto nel rapporto qualità/prezzo, sono penalizzati solo dal fatto di operare in un luogo un po’ fuorimano e che la pizzeria stessa sia stata ricavata dall’appartamento sovrastante il vecchio forno che sfornava le pizze da asporto di una vita fa. Ci sono delle sere, quelle in cui ci stanno le tavolate coi ragazzini, che c’è parecchio baccano per non parlare della lotta per trovare un posteggio in una zona in cui proprio non ne esistono.
Eppure, sommando tutti questi handicap il piatto della bilancia pende ancora verso di loro, perchè le negatività non influiscono sulla voglia di una pizza da Paolo, non scalfiscono minimamente il desiderio di andarci, non fanno rimpiangere il tempo impiegato per cercare il posteggio, anzi, sarebbe un rimpianto rinunciarci. Se proprio volessi fare la fiscale potrei dire che (anzi) l’assenza di optional “positivi” è una garanzia per noi consumatori consumati di pizze buone, perchè Paolo per farci dimenticare il rumore, la lotta col posteggio, il panorama inesistente, l’assenza di tovaglie di stoffa (eccetera) non ha altro da offrire che la migliore pizza della città, e vi assicuro che ci riesce eccome ed è un piacere sapere che la possono mangiare anche i cassintegrati. Una pizza da Paolo non ha prezzo ci sono pizze che non si possono comprare, per tutte le altre c’è mastercard :-)
DA PAOLO
VIA BARI,
(16127) Genova (GE)
Tel.010 2424599
Visualizza Mappa
Chiuso il Lunedì.
piesse
in genere vado da Paolo senza macchina, ma per l’occasione mi sono arrangiata
Related posts:
- Genova-Roma-Genova senza neanche l’ombra di un panino, per dire Bè oddio la stanchezza un po’ si sente e...
- Notte Bianca @ Genova 2007 dal sito dei rolli Notte Bianca 2007 a Genova...
- Prossima fermata Genova Da oggi fino al 22 luglio, Genova ospiterà la...
- Mi sono (quasi) persa a Genova Ho bisogno di post leggero, mi dicevo stamattina, mentre...
- da Baldin non solo pesto Avevo completamente scordato questo post tra le bozze, lo...
altri post simili:
Stampa questo articolo
































Gì, ti adoro, post come questi mi fanno sentire normale, perchè io la penso esattamente come te, ma proprio ogni singola frase! non ho letto il post a cui fai riferimento e ora rimedierò ma la margherita a 24 euro no, mi rifiuto. quando abitavo a Cremona la pizza migliore che abbia mai mangiato era in un posticino che non gli daresti un uno e con 24 euro ci prendevi 2 pizze farcite, 2 birre e ti avanzavano pure 5 euro!
grande Gì, così si parla!
Giò anfatti, non è il contorno, “la location” a determinare la qualità di una pizza (o di una portata). Anzi molti ristoratori furbetti pensano di giocare questa carta per farsi la clientela facile e alzare i prezzi, come se noi non si sapesse che non è difficile chiedere una consulenza di marketing e/o design per attirare la gente e rendersi accattivanti. Ma questo è solamente fumo negli occhi, perchè a fare buona una pizza è la pizza stessa, non il designo, l’arredamento, il marketing o la calca.
Ragazze mi accodo a quello che avete già detto:qui a Milano abbiamo un posticino dove la margherita costa €6 e le altre hanno prezzi decenti.Tempo fa una collega mi parlava di una buonissima pizzeria…sì vabbè €12 per una marinara, sto cavolo!Rapina a mano armata a mio parere!Fortuna esistono ancora posti come questi, dove il piacere si prolunga anche dopo il conto…baci
Porta la tua collega da Paolo, una marinara costa 4 euro haahhahaha Ma perchè in Lombardia si associa “buona qualità=maggior prezzo”? tu lo hai capito (che poi magari non è neanche una questione lombarda per carità, è che putacaso mi capita di sentire ste cose da quelle parti lì)
Ciao Fiordisale! Ho appena letto l’articolo cui ti riferisci nel post e quando hai detto 24 euro per una Margherita da questo Sirani mi aspettavo almeno che la pizza fosse cotta in un forno a legna, non certo elettrico. Sgomento per il prezzo, sgomento per la cottura. Che poi le materie prime possono anche essere di eccelsa qualità, ma neanche questo giustifica quel prezzo lì. Secondo me. Del resto però, se il locale è sempre pieno come ho letto, se c’è chi è disposto a pagarli quei 24 euro ed è felice, il proprietario non ha motivo di cambiare politica. Sono scelte. Io magari scelgo un altro posto :P
barbara sai io a sta cosa del locale sempre pieno ci ho pensato un po’ su e francamente è un discorso da contestualizzare, ad esempio qua quello stesso locale (con la medesima paradisiaca pizza) andrebbe deserto (o quasi).
Però mentre scrivevo mi è venuto in mente una volta in cui Paolo era chiuso e sono andata da Regina Margherita una pizzeria parecchio trendy, nuova, gestita (credo) da un crocchio di giocatori (ed anche questo fa) e (cosa fondamentale per me) i pizzaroli sono napoletani ed è la seconda pizzeria di Genova ad avere i dolci di De Riso (ometto il fatto ch’è in centro-centro- ch’è mooolto cooool, parecchio ben frequentata, che lì si che i miei vestitini carucci ci farebbero la loro porca figura eccetera.
Poi andiamo a guardare obiettivamente come stanno le cose, i tavoli sono così appiccicati l’uno all’altro che se uno all’altro tavolo parla, bisogna riparare la propria pizza dagli sputi (!), che la pasta della pizza (seppur buona, direi anzi molto buona) non è all’altezza di quella di Paolo, che il locale è sempre così pieno che in genere si riesce a sentire i discorsi di tutti, che stanno a 30cm, tranne di quello con cui sei entrata, che i prezzi sono esageratamente gonfiati (30-40 %) rispetto a Paolo.
Però codesta pizzeria è citata da tutti i gourmet o similari, perchè (appunto) è trendy.
Forse è questa la tristezza, che la massa è caprona e i gourmet non sono immuni, non saprei, appena Paolo è tornato dalle ferie io sono tornata di corsa da lui :-)
5 euro! Mi viene da piangere quando vedo questi prezzi…
Qui a parigi una margherita (molto media) no l paghi meno di 12 euro…
HHAHAHAHA maddai Lucia la margherita fattela da te, che sei la mejo, li a Parigi mangia tutto il resto.
Complimenti per il tuo libro, lo adoro, adesso stanno qua e me li trascino dietro, il tuo e quello di Sigrid e missà che li mollerò solo dopo averli consumati. Brava, davvero. Oltretutto io non sapevo che pure quelle rotonde si chiamavano Madeleines! Di che marca è quello stampo tipo fiorellini?
Uff… io abito un paio di portoni dopo la pizzeria “Da Paolo”… e non sai lo sforzo…
Vorrei aggiungere un “plus” ai già numerosi vantaggi: l’asporto nei paraggi non lo fanno nemmeno pagare. Senza parole….
CIao!!!!
allora prossima volta che ci vado, passo a prenderti ;-)