Moriremo tutti democristiani

chissà quanti tra noi hanno sentito questa frase pronunciata da parenti e conoscenti. Pare una frase senza un senso compiuto e lontana dal contesto attuale, in cui la Democrazia Cristiana neanche appare nelle schede elettorali, eppure…c’è.

É come se fosse un’ingombrante marea inquinata dalle migliaia di inchieste insabbiate, c’è in ogni partito, in ogni singola (e sparuta) associazione politica, c’è persino dove mai avresti immaginato di trovarla. C’è stato un momento, durante uno dei tanti processi di tangentopoli, che ne avevo un rigetto così assoluto da non riuscire nemmeno a tollerare i famosi cattocomunisti, un ossimoro che assomiglia tanto al “si, ma anche no”. 

Questo mio profondo pregiudizio, radicato fin dall’adolescenza, che farà sorridere tanti, spero, e che forse offenderà qualcun altro, , in questi lunghi anni mi ha sempre impedito di provare a fare le Madeleines. Lo so, state calmi, adesso mi rivolgerete contro chissà quanti improperi, ma io, nel mio ottuso desiderio di un mondo migliore, lontano da schieramenti sterilmente inutili, non potevo proprio concepire di produrre io stessa nella mia medesima casa, rigorosamente comunista, utilizzando il mio forno candidamente gramsciano, un biscotto gobbuto, che richiama immancabilmente alla memoria un altro ambiguo  gobbuto, che tanto è costato e costa ai segreti di questo stato, lui è l’essenza stessa dell’essere democristiano, quindi come avrei potuto fare un biscotto del genere?

Poi mi è capitato tra le mani il libro di Lucia e finalmente ho smesso di essere a disagio con questo gobbuto garbatamente subdolo. É un libro bello e interessante perchè oltre alle gobbe c’è di più, come ad esempio tutte le Madeleines salate fatte in stampini rotondi, senza più quella malefica gobba. Ero così felice della scoperta che l’ho provato subito e, immediatamente dopo,  sono andata nel blog di Lucia per ringraziarla, le sue spiegazioni sono semplici e chiare, nessuna incertezza su ingredienti poco reperibili. Dopo aver fatto quelle salate e insomma tutte le altre forme senza gobba, dovevo prendermi di coraggio e fare la mia scelta, esorcizzando il male assoluto che quella gobba ci ha procurato, perciò conscia dei pericoli che le mie azioni avrebbero potuto comportare, ho deciso un faccia a faccia con la gobba, e queste, le prime, sono dedicate proprio a Lucia, la prima che mi ha fatto entrare un gobbuto in casa ed esserne persino felice.

Quello ch’è certo e che dimostro con questo post è il detto che moriremo tutti con un gobbo in casa, è proprio vero, ma non è detto che ogni gobbuto sia democristiano  :-)))

Madeleines al cappuccino

Ingredienti per circa 16 Madeleines (dipende dallo stampo)

3 uova
150 g di burro salato fuso
150 g di farina
150 g. di zucchero
1 cucchiaino raso di lievito
1 cucchiaio d’acqua calda
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di caffè solubile

Sciogliere il caffè solubile nel latte mischiato all’acqua. Setacciare la farina col lievito. Sbattere con lo sbattitore (o con la frusta) le uova con lo zucchero fino a quando non saranno spumose e chiare, incorporare la farina e il lievito setacciati, il bicchiere col caffè sciolto nel latte e per ultimo il burro.. Mescolare finché si sarà ottenuto un composto omogeneo.
Lasciare riposare l’impasto coperto con la pellicola in frigorifero per almeno un’ora (cioè si può preparare anche la sera prima, molto comodo ;-))

(*)

Scaldare il forno a 250 °C per 4 minuti poi abbassare la temperatura a 210°C e cuocere per altri 4-6 minuti. State li davanti, questo non è il momento buono per distrarsi. Sfornare e (se ci riuscite) aspettate che si freddino prima di toglierle dallo stampo.

Fatele perchè sono una vera bontà, più buone di un biscotto e meno impegnative (leggasi ingrassanti) di un dolcetto.

(*) Un paio di osservazioni, la foto è voluta, nel senso che l’ho rifatte cambiando un po’ la temperatura per dare al biscotto una gobba dalla curva più dolce e lineare e cioè 220 per 13 minuti. La temperatura del forno di Lucia (ma che forni vendono a Parigi?) nel mio forno non era riproducile (arriva a 250, contro i 270 previsti dalla ricetta originale), ho dovuto catapultarmi sui biscotti qualche istante prima che si carbonizzassero (quel famoso attimo di distrazione) e quindi la mia cottura è stata più breve di un paio di minuti. Con l’altra temperatura sono rimasti più chiari, magari uno di questi giorni li rifaccio e mostro le differenze.

15 pensieri riguardo “Moriremo tutti democristiani”

  1. Che strano, mai e poi mai e poi mai ho pensato alla madeleine come al gobbuto. Mio padre era comunista, e militante, ed ex bimbo partigiano, ed eterno proletario, quando veniva a trovarci al paese (lui viveva a Milano, la sezione doveva essere meglio li’, e poi li’ c’era il lavoro) ci portava sempre e ripeto sempre e solo, un sacchettone di questi biscotti, che pero’ lui chiamava barchette. Non ricordo il nome del forno di Milano dove li prendeva, e neppure se si chiamavano veramente barchette… solo che io e mio fratello a volte speravamo in un po’ di cioccolata e invece…

    Solo quando sono andata a Londra le ho ritrovate, ma si chiamavano madeleines, sofisticati biscottini francesi amati dagli scrittori (non solo uno a quanto pare…) ed intellettuali.

    Ho visto gli stampini tante volte, qui in Nuova Zelanda ‘sono andate di moda’ (come accade in questo paese) per un paio di anni. Ma non le ho mai fatte. Adesso qui vanno di moda i macaroons, tutti belli e colorati. Mio padre direbbe che sono uno sfizio borghese
    :-)

    1. Alessandra, guarda è starno e buffo nel contempo, la mente umana ha dei percorsi inimmaginabili. Ogni volta che vedo qualcosa di gobbo io penso a LUI e la maggior parte delle volte cerco di scacciare il pensiero. Le mode in cucina meriterebbe un capitolo a se, molto spesso ne ho il rifiuto, a volte (per mia disgrazia) le anticipo ed ecco che parto all’arrembaggio per cercare gli aggeggi, al momento introvabili (fossero anche dei semplici stampini) altre volte vedo i negozi omologati solo verso determinati prodotti (o tendenze) che d’istinto, mi vien voglia di fare dell’altro. Non ho idea se questo significhi essere snob, anche se non credo, penso piuttosto che sia una maniera per soddisfare le mie voglie (e non quelle altrui). Ebbene si, sono una menefreghista :-)

  2. Idem come Milena…certo che nemmeno a me fanno venire in mente il gobbo volpone!;)
    Coi libri che sto leggendo sono sempre più schifata di fronte al numero di democristiani che ha nascosto nefandezze d’ogni genere dietro a quel nome.Vabbè nn sono gli unici eh, però…

    1. Saretta sai invece io mi sono data uno stop? Non riuscivo più a leggere di questa gentaglia che ci sta rubando soldi e pezzi di vita, come dicevo ad Alessandra, io non gestisco tutti i meandri della mia mente, lei ha i suoi percorsi, i suoi collegamenti e si fa le sue associazioni, va a capire! Però basta ogni tanto mettersi alla prova, come ho fatto con questi biscotti, ed ho fatto bene perchè sono buonissimi

  3. a quel gobbo non avrei mai pensato, anche perché per me i gobbi sono gli juventini… :)
    però mi pare che tu abbia fatto bene a superare il “pregiudizio”, anche perché mi pare che le madeleines siano molto più buone di quel gobbo!
    quel libro ce l’ho anch’io e allo stesso modo mi domandavo dove si trovassero forni con quella temperatura, spero che vengano bene e gobbute anche col mio (seguirò i tuoi consigli)

    1. lise.charmel mi fa sorridere che solo alla mia mente perversa poteva venir in mente un’associazione così azzardata, associazione, tra l’altro, che non mi viene in presenza di dossi o cose simili (ma guarda ch’è buffo forte eh).
      Sul fatto che le madeleines non abbiano nulla a che fare col personaggio innominato, è fuor di dubbio (cioè perlomeno io me lo sono tolto) perché loro sono buonissime quellolà mica tanto. Tornando al libro, prossima volta che vado a Parigi do un’occhiata ai forni, perchè questa storia mica l’ho capita. Con l’altra temperatura vengono perfette con una gobba meno pronunciata e più dolce, ma quello che mi premeva sottolineare è della felice scoperta (anzi multiscoperta) con questo libro, le gobbe buone e le madeleines salate :-)))

  4. ehehehehe… Fiordisale, per mio padre il 90% delle cose erano sfizi borghesi, quindi tranquilla, e’ una frase a cui ho fatto il callo, e sono cresciuta nella miseria con (a quanto pare) mille sfizi borghesi!

    A volte sono anch’io all’avanguardia, ma mi e’ andata sempre male, nel senso che mi faccio ridere dietro, e dopo un po’ di anni tutti a fare la stessa cosa. Adesso qui c’e’ la moda dell’ecologia (spero che duri e che non sia solo una moda), all’improvviso tutti, destra e sinistra sono diventati ecologisti. Ma mi sembra anche in Italia, da quello che ho potuto vedere.
    Ma quando ero io a dire di conservare risorse, mangiare meno e leggere le etichette tutti a darmi della rompipalle. Quando per la prima volta ho votato verde a 18 anni c’ero solo io e altri 5 nel mio paese. Chissa’ chi erano gli altri! Mai visti, mi sa che si vergognavano perche’ io dicevo a tutti per chi votavo :-), l’unica senza pelliccia, l’unica vegetariana, l’unica atea e in piu’ che voleva conoscere le religioni orientali, l’unica che un paese di montagna 3000 anime ha provato a mangiare le alghe e letto libri di macrobiotica. Ma questo era due decadi fa.

    All’avanguardia va bene solo se lo sei due anni prima, non due decadi!

    Sono fuggita.

    Adesso sono una rompipalle qui perche’ continuo a dire che ci sono troppe mucche e che la terra non puo’ sostenerle, la gente mi guarda come se venissi da un’altro pianeta. Cielo, spero di essere all’avanguardia di solo due anni adesso, me la faccio sotto a pensare come saranno i nostri fiumi e laghi fra 20 anni se non smettono di riempirli con cacche di mucca!

    OK, sto divagando, ancora :-)

    Comunque, mi piace trovare un’avanguardista ed un blog dove scrivere piu’ di due righe di commento.

    E mi dispiace da matti per l’Italia, ci sono stata 7 mesi quest’anno, erano 23 anni che non ci passavo cosi’ tanto tempo, e mi sono incazzata ogni giorno di piu’. Dura per un’avanguardista ritornare dritta dritta nel medioevo!

    1. L’ecologia come moda… ah ah ah buona questa. Ci stanno interi plotoni di scansafatiche che ci hanno costruito su le loro (indegne) carriere politiche, pensa te. Ai tempi in cui piaceva a me per fortuna non era ancora di moda, e lavoravo all’epoca in un settore di ricerca per il risparmio energetico.Lo vedi? Se solo fossi stata più furba adesso sarebbe di gran moda e magari sarei sottosegretario (o giù di lì). Certo che pure tu, tornare (per 7 mesi) dopo 23 anni… secondo me hai sbagliato il periodo, anche perché coi filibustieri che ci troviamo in parlamento può essere che nell’eccitazione delle epurazioni di stranieri, gli venga lo sghiribizzo di mandar via pure gli italiani.
      Riesci a vedere la tv italiana stasera non scordarti di fazio e saviano, la più bella trasmissione dell’anno!

    1. Pensa che sono 4 anni che non riesco a farmi la pagina coi link! sono una disgraziata, ma io non demordo e non mi arrendo, prima o poi ce la farò!
      grazie ancora Alessandra, è stato un immenso piacere poterti leggere

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