Un maiale (s)vestito a festa

La domenica è sacra, si sà, è così sacra che persino i miscredenti, gli atei e quant’altro ne tengono in dovuto conto, perciò non è usuale portarsi a tavola un porco. Sopratutto di domenica, appunto.
Però io, che ci volete fare, sono una temeraria e volevo sperimentare la totale abiezione mettendomelo nel piatto del dì di festa. Del resto su certe cose bisogna proprio sbatterci il grugno prima di crederci davvero fino in fondo. Anzi sono sicurissima che molte tra voi saranno diffidenti e incredule verso le notizie che rimbalzano da un TG all’altro, proprio sabato ad un aperitivo con un’amica, mi diceva che era convinta che la telefonata a Lerner, lunedì 24, l’abbia fatta un sosia, continuava a sostenere completamente sbigottita ch’era impossibile che un capo del governo con tutto quello che sta succedendo in Italia e ai Paesi limitrofi, facesse una telefonata del genere usando quei toni e quelle parole. Perciò io capirei la vostra diffidenza se vi dicessi che questo ragù è un porco e l’ho pure fatto nella maniera più maiala possibile (oltre non sono andata perchè, insomma, sono pur sempre una signora:-))
Anche questa ricetta farà parte della oramai famosa raccolta maiala, ricordate di inviare le ricette porche entro il 6 febbraio.
Per raggiungere gli scopi porci di questa ricetta bisogna dire che occorre essere parecchio motivati, ma non solo. Occorre pure avere un certo spirito d’iniziativa ed anche uscire dalle rigide regole dei partiti, perchè la migliore opposizione nasce e cresce nelle nostre case, a volta persino in forma individuale, lievita quando il sentimento di porca insoddisfazione e di maiala impotenza diventano un peso insostenibile per le nostre analisi dei trigliceridi.
Il maiale è un porco, e fin qui, oramai, ben pochi hanno dei dubbi, adesso si tratta di capire quanto si ha voglia di giustificare la sua maialaggine, e in settimana abbiamo avuto parecchi esempi imbarazzanti. Provate questo ragù, magari trovate qualche risposta. Per quello che riguarda il mio personale ragù porco ho pensato che per uno con le sue velleità, un po’ di fuoco alculo era quello che ci voleva del resto, duve c’è gustu, ‘un c’è perdenza (cioè dove c’è gusto, non c’è perdita ).
Fettuccine col ragù porco
per la pasta
si calcola un uovo ogni 100 g di farina.
Versare la farina a pioggia sulla spianatoia fare un buco nel mezzo per sgusciarvi le uova intere. Aggiungere il sale. Con una forchetta sbattere le uova e incominciare ad amalgamarle alla farina. Lavorare la pasta per una decina di minuti; se risulta troppo morbida e appiccicosa integrare un po’ di farina. Se, al contrario risultasse troppo dura, aggiungere un po’ di acqua tiepida. Formare una palla, infarinarla, coprirla con un tovagliolo e lasciarla riposare per una decina di minuti. Sulla spianatoia leggermente infarinata stendere la pasta con un lungo mattarello, partendo dal centro, fino a raggiungere lo spessore ideale (più la pasta è sottile, più è buona; lo spessore dovrebbe essere almeno 0,3 cm o anche meno). Arrotolare l’impasto dopo aver infarinato la sua superficie e il piano di lavoro, e con un coltello affilato tagliare tenendo conto di questa regoletta:
fettuccine: 0,3 cm
tagliatelle: 0,5 cm
pappardelle: 1 cm
La bibbia indicherebbe di far asciugare la pasta almeno 2-3 ore prima di cuocerla a me non sempre riesce e la cuocio prima :-)
Per il ragù maialo
200 g. di carne di maiale mista (prosciutto, lombo, pancetta)
300 g- di costine di maiale
100 g. di salsiccia fresca (senza finocchietto!)
1/2 kg. di pomodori pelati (o una bottiglia di passata rustica)
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di aromi tritati
prezzemolo
1 cucchiaino di ‘nduja (la quantità è variabile oppure potete anche non usarla è per menti molto forti e stomaci d’acciaio)
4-6 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
(evitare accuratamente il burro, per chi ne è affezionata consumatrice, col porco direi che non è proprio il caso)
Soffriggere, con un po’ d’olio, l’aglio con le erbe aromatiche tritate, appena comincerà a rosolare aggiungere le costine e un terzo dell’altra carne proseguendo a fuoco abbastanza vivace per una decina di minuti, unire la ‘nduja, Per chi non lo sapesse è un salume morbido al peperoncino di produzione calabra (è parecchio piccante quindi dosate con moderazione ed accertatevi che i commensali gradiscano). Nel frattempo fare scivolare la polpa della salsiccia fuori dal suo budello ed aggiungerla alla pentola (in coccio o ghisa) e nel mentre che rosola briciolarla col cucchiaio o la forchetta. Unire i 2/3 di carne rimasta tagliata col coltello a pezzi piccolissimi. Lasciare a fuoco medio, mescolando spesso, per circa 15 minuti, quindi aggiungere i pomodori passati al passaverdura o direttamente una bottiglia di passata casalinga (quella non troppo liquida per capirci) regolare di sale.
Cuocere per circa un’ora e mezza (o giù di lì). Accompagnare con rosso buono e corposo.
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:-)
Gì Fiordisale sei un mito di donna!!
…sai che avevo in mente pure io un ragù di porco x il contest (tutto diverso eh, parti di maiale diverse, bianco…poi vedrai)? dalle nostre parti il maiale è una specie di religione, non mi posso esimere. un
alla faccia di quel porco…tzè!
questo ragù porco è favoloso!
come peraltro la verve dei tuoi post, cara fiordisale!
[...] e con fettuccine col ragù porco [...]