per quelli che hanno resistito

Buongiorno Milano! Buongiorno Napoli, ma pure Arezzo, Barletta, Benevento, Bologna, Cagliari, Carbonia, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Fermo, Grosseto, Iglesias, Latina, Milano, Napoli, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Torino, Trieste, Varese, Villacidro!

Prima di archiviare definitivamente quella che solo 9 mesi fa sembrava una mission impossible, bisogna davvero fermarsi 5 secondi per ringraziare tutti quelli che non si sono voluti arrendere, che hanno resistito, nonostante tutto, accogliendo quel vecchio accorato invito di colui che per primo portò alla luce il malaffare meneghino, con tangentopoli. É stata una bella soddisfazione e per una volta tanto a goderne sono (e devono essere) in primis tutti i cittadini che col loro volontariato hanno reso concreta la speranza, a quelli che hanno dedicato le loro frattaglie di tempo libero  all’impegno civile e a quella che sembrava l’utopia di liberare l’Italia dal maiale cominciando proprio dalla piazza più difficile, quella milanese, appunto. Grazie ragazzi, la prima è andata! Leggi tutto “per quelli che hanno resistito”

A parte che nel mare c’era gente insospettabile (persino gli idealisti ci nuotavano benissimo)

Indubbiamente Vecchioni è stato, per un certo verso, una specie di preveggente, perchè questa canzone sembra l’inno di slowfood ed azzeccatissima sopratutto per slow fish o il periodo topico, fate voi :-))

L’edizione di quest’anno mi è parsa, nonostante la pesante crisi, un’edizione tutt’altro che sottotono, con al centro la cultura della pesca. La manifestazione ha avuto come protagonista il pesce, con l’immancabile slogan: Buono, pulito e giusto, per usare le parole del fondatore Petrini. Ma, tra cuochi e pescatori, tra curiosi e professionisti, quella che, veramente, è spiccata in ogni angolo, è stata la riscossa del pesce povero (ed era pure l’ora dico io!). Non è trascorso molto tempo dacché, cucinieri e professionisti, guardavano con aria sospetta e snob, l’umile varietà ittica nostrana, puntando decisamente su prodotti esotici, o di livello elevato, anzi se ci ripenso di strada da quando si è cominciato a lanciare gli allarmi sulla inadeguatezza del pangasio d’Oriente, ne abbiamo fatta tanta, vero? Oggi, la tendenza (si) è completamente ribaltata, pesci che fino a ieri erano appannaggio di affezionati amanti pesciferi (come razze, sgombri, suelli, boghe e zerri) adesso riescono ad avere sempre più consensi, entrando di prepotenza in tantissime cucine e in sempre più pietanze. Questo per spiegare (anche) a cosa servono manifestazioni come slow fish, che apparentemente sembrerebbero solo simpatiche vetrine. Leggi tutto “A parte che nel mare c’era gente insospettabile (persino gli idealisti ci nuotavano benissimo)”

Alla ricerca del pesce perduto

 

tra poco comincia la tre giorni slow fish, come abbondantemente appuntato nella barra laterale. Ricordo a tutti che è comodissimo venire anche in treno, anzi tutto sommato è persino meglio, dalla stazione brignole alla fiera, dove appunto si tiene slow fish, stesso padiglione dello scorso anno, ci sono 3 fermate di autobus, si può fare tranquillamente anche con una bella camminata.
Quest’anno la manifestazione, ch’è arrivata alla sua quinta edizione, si arricchisce di ulteriori appuntamenti, saranno presenti anche grandi chef italiani e internazionali, un’occasione imperdibile per degustare grandi piatti a prezzi modici (ahem, questo sempre per quella quisquilia che sarei genovese :-)) All’evento sarà presente anche Carlo Bernàt, ceramista di Albisola che esporrà le sue opere. Un’occasione per conoscere le famosissime ceramiche del ponente ligure e per incontrare quest’artista poliedrico, ma sempre attento a rispettare le antiche tradizioni dell’arte ceramica albisolese, ovviamente, presenterà lavori in ceramica ispirati al tema del mare.

Trascrivo qua, per comodità, il programma esteso e completo, per chi fosse in giro e non avesse modo di leggere i pdf oppure, come capita spesso a me, qualche problemino di copertuta di rete  con inevitabili e frustranti bisticci con l’iphone, nel contempo vi ricordo che potete prendere i biglietti online, date un’occhiata alle varie convenzioni, ci stanno gli sconti ;-)) poi chissà può pure essere che mi senta ispirata e faccia un paio di scatti, chissà, comunque sia, ci vediamo lì. Leggi tutto “Alla ricerca del pesce perduto”

senza troppo cervello :-)

Orsù pigliamola con spirito, l’altra volta, quellolì, a quelli che votano a sinistra gli ha destinato pure di peggio no? Perciò prendiamolo come una carineria, sempre ammesso che il soggetto in questione sia in grado di elargirne. Del resto, pensiamoci, essere senza cervello qualche vantaggio deve per forza averlo, guardate un po’ che fine hanno fatto i furbetti con tanto cervello da farsi comprare persino il frullatore, a proposito, qualcuno ha capito di che marca? :-) Leggi tutto “senza troppo cervello :-)”

Figlio senza domani, con questo sguardo di animale in fuga e queste lacrime sul bagnasciuga che non ne vogliono sapere

da Roberta Pinotti:

“Il Governo si pronunci subito contro la chiusura dei siti”
Il governo deve intervenire nel suo complesso e immediatamente nella situazione di Fincantieri, scongiurando l’ipotesi irricevibile dello smantellamento degli impianti produttivi”. Lo dice la senatrice del Pd Roberta Pinotti, che ha già chiesto di intervenire nell’aula di Palazzo Madama su Fincantieri, dopo gli scontri nel capoluogo ligure.”Più volte – sottolinea Roberta Pinotti – abbiamo sollevato, sia nell’aula del Senato sia con atti di sindacato ispettivo, la questione dello stato della cantieristica navale, per evitare che la crisi economica comportasse il  rischio di perdere pezzi fondamentali dell’industria italiana e posti di lavoro. Ma il governo ha sempre sottovalutato la situazione, soprattutto se si pensa che è l’azionista di riferimento di Fincantieri e dunque è ancora più responsabile di un eventuale smantellamento degli stabilimenti produttivi. Leggi tutto “Figlio senza domani, con questo sguardo di animale in fuga e queste lacrime sul bagnasciuga che non ne vogliono sapere”