solstizio d’estate (più o meno)
É estate da meno di 48 ore e già mi sono stufata, ma si può? Quando lavoravo all’altro ufficio, di fronte al mare, (lo ridico con calma, così risulterà più facile capirlo: d-i- -f-r-o-n-t-e- -a-l–m-a-r-e) avevamo un sistema di climatizzazione sui generis, funzionava perfettamente (si fa per dire), cioè rilasciava aria calda d’estate e fredda d’inverno, la sua coerenza fu presa ad esempio in più di una riunione e noi, so per certo, facemmo risparmiare fior fior di soldoni all’azienda, perchè tenevamo opportunamente spenti sti affari malefici, era un impianto così vecchio che ancora potevamo gestire queste piccole quisquilie. Poi cambiò tutto, ci trasferimmo in un posto che insomma.. vabbè preferisco non etichettarlo perchè il linguaggio trucido non risolve (ma voi sicuramente avrete capito, verooo?); la bella novità (e buona speranza) era che nel trasloco, dovendo rinunciare alla vista delle onde che s’infrangevano sui scogli, ci guadagnassimo un sofisticato, nuovo ed avanguardistico sistema di climatizzazione, insomma un gran bel passo avanti nel futuro, no?
É andata a finire che noi il mare non lo vediamo più (sic!), se non fuori orario di lavoro e crepiamo di freddo sia d’inverno che d’estate, anzi d’estate di più perchè non abbiamo manco la possibilità di allungare la mano e pigliare il parka appeso alle nostre spalle per ripararci la cervicale. Non sono una che augura brutte cose alla gente, perciò mi sono documentata su chi avesse progettato e scelto questo impianto ed ho scoperto ch’è uno completamente ricoperto da una folta pelliccia di peli (si presume per tutta la sua abbondante mole), in ostaggio del caldo per 12 mesi all’anno, indi per cui gli auguro di rimanere chiuso, magari in mutanda, in una cella frigorifera a zero gradi per un tempo minimo di 12 ore, o fino a quando ogni singolo pelo addosso alla sua non proprio esile corporatura, si sarà debitamente rizzato e surgelato, il tutto per il suo bene, s’intende.
Questo per giustificare che quando finalmente torno a casa , la mia piccola casa rovente, non mi dispiace quasi di accendere il forno, anzi a volte mi fa proprio piacere scongelarmi un po’, e poi dicono che l’alternanza gelo-caldo faccia bene, no? ;-))
L’altro giorno, sono andata a prendere qualcosa che lenisse il mio povero scheletro dagli abusi del climaxxx, e ammetto che persino la mia farmacista mi ha gettato in un groviglio di dubbi, lo shock termico fuori-dentro la farmacia era qualcosa di spaventoso, mi sono paralizzata all’istante, con sto affarone piazzato proprio davanti alla porta da cui, i disgraziati come me, entrano per farsi curare i danni provocati da altri affaroni identici. Gliel’ho anche detto e lei candida, indicando un punto impreciso e lontano del retrobottega, ha detto che laggiù ha caldo. E mettere quell’affare sputa gelo sotto la sua sedia da lavoro nel retrobottega, no, eh? Le ho detto che fino a fine estate sarei andata in altre farmacie, giusto perchè le medicine hanno un costo mica da ridere :-))
Mi piacerebbe tanto far la seria e chiedere se vi pare normale sentenziare proclami ecologisti e poi abusare in questo modo dell’energia, mah. Anziché incaponirsi su giacca e cravatta, e piazzare il termostato generale dai 10 ai 15 gradi (a prescindere), non sarebbe meglio una maglietta e spegnere tutto l’ambaradan? Questo pensiero mi si è incancrenito dentro quando, giorni fa, dopo dieci ore di condizionamento forzoso a 13 gradi, in ufficio, ho avuto la brillante idea di andare da Eataly per, come dire(?) scongelarmi un pezzo d’anima. Bè non ci crederete ma dentro gli ascensori (panoramici) di Eataly c’era il condizionamento a palla. A quel punto mi sono arresa e sono andata a trovare rifugio a casa. Presumo non sia facile adeguare il proprio stile di vita e le proprie scelte tenendo conto dei grandi ideali che si sono sposati e delle giuste cause che si sono abbracciate, per farlo ci vorrebbe quantomeno un cent. di coerenza e quella se non ce l’hai di natura o non te l’hanno insegnata, non te la puoi comprare un tot al chilo.
Tornata a casa delusa e amareggiata mi sono fatta questa specie di finta pizza, fatta con la sfoglia, quella un po’ più spessa, già pronta, non sono sicura della marca, l’ho presa alla coop. Per farla ci vogliono meno di dieci minuti e, ovviamente, nel mentre che il forno andava a temperatura, io ci ho incollato la mia povera schiena distrutta da tutti gli imbecilli fan dell’aria condizionata. Secondo me mi sono pure abbronzata, che dite avrò mica esagerato? ;-P
zola-crostata di pere e rucola
Ingredienti per 2
1 confezione di pasta sfoglia (pigliate quella un po’ più spessa, è perfetta)
1-2 pere mature, nettate, senza semi e torsolo, poi tagliate a fette (spremere sopra del succo di limone o lime, per impedire che le fette scuriscano)
1 uovo, leggermente sbattuto
100 g di gorgonzola (preferire quello piccante)
Pepe nero della giamaica (io ci ho aggiunto anche qualche grano sparso)
1 mazzo di foglie fresche di rucola
qualche granellino di sale nero (ma anche no!)
L’olio extra vergine di oliva
farina, un pugno per stendere la pasta sfoglia
Riscaldare il forno a 200-220°C., se avete la funzione pizza è il momento giusto per provarla, ma state attenti che si imposta in automatico oltre i 260°C. Spolverare il piano di lavoro con la farina e stendete la pasta fino allo spessore di 50 cent. Prendere un piatto di 20-22cm e usarlo per tagliare la pasta, cioè posizionarlo bene sulla pasta in maniera tale che ne vengano 2, perciò non in centro :-)) e, con un coltello affilato, tagliare tutto attorno al piatto. Sollevare il piatto e tirare via i ritagli di pasta, che si potranno usare per i dolcetti del dopocena, perciò non accartocciarli, non rovinarli e tenerli coperti fino all’uso. Posizionare il cerchio pasta sfoglia in una teglia imburrata e lasciarlo riposare in frigo per 20 minuti (o nel congelatore per 10).
Nel frattempo, preparare le pere, tagliarle a fettine sottili per il verso lungo, avendo cura che le fette non siano troppo spesse, togliere i cerchi di pasta sfoglia dal frigo – e preparare velocemente la copertura, perché deve essere ancora abbastanza fredda quando va nel forno, così la farina cuocerà prima che il burro si sciolga, al contrario, con una sfoglia ammorbidita dal caldo o dalla temperatura ambiente, si smonterà in forno in un pasticcio burroso.
Spennellare la pasta con l’uovo sbattuto, facendo attenzione di non andare lungo i bordi in modo da piegare il bordo esterno verso l’interno, per non far uscire il formaggio. Ridurre lo zola in pezzetti e posizionarli tutto sulla superficie della pasta sfoglia, lasciando un bordo di 1 centimetro tutto intorno al bordo, quindi fissare le fette di pera, quindi distribuire il resto del formaggio e condire con pepe, metà macinato fresco e qualche granello sparso e 2-3 granelli di sale nero, volendo potete anche omettere il sale perchè in effetti il formaggio di suo era già sufficientemente saporito. Cuocere sul ripiano centrale del forno per 5-10 minuti, finché la pasta è ben gonfia, e leggermente dorata. Mangiarla appena sfornata dopo averci distribuito sopra abbondante rucola e un filo d’olio extra-vergine di oliva. Vi assicuro che pur essendo semplicissima, riuscirà a sorprendervi piacevolmente.
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La ‘finta pizza’ è favolosa ma il tuo sfogo sugli impianti di condizionamento? Quello è magnifico! Mi hai ricordato di quando una decina di anni fa vivevo e lavoravo in Germania. Beh, li non c’era traccia di condizionatori, anzi in pieno inverno durante la pausa pranzo si spalancavano le finestre per cambiare l’aria (con temperature esterne sotto lo zero!) e in estate la gente arrivava in ufficio in bermuda. Dobbiamo stupirci di quanto siano all’avanguardia i tedeschi nella produzione di energie alternative e nel loro uso e non abuso ???
pensa un po’ quanto è piccolo il mondo, va a finire che ti scovo in mensa :-)
bella, veloce e golosa questa ricetta, me la segno grazie!
sta cosa dell’aria condizionata è da delirio, uno spreco enorme di soldi e di energia, lo trovo scandaloso, per non parlare della salute di chi lavora, io per fortuna ho l’aria vera quella che entra dalle finestre e sto benissimo, prima di fare piani energetici dovremmo pensare a eliminare tutti gli sprechi, scopriremmo che ce ne serve metà di quella che usiamo, di energia… il problema è che è un consumismo come un altro cioè più si spreca e più qualcuno ci guadagna, buona estate comunque
tesoro, che meraviglia di pizza!!! ora ne addenterei volentieri un pezzo! gnammmi!!!
buon inizio estate! che sia di sole! un bacione! :)
anche io vivo ibernata in ufficio per colpa di chi gestisce il termostato dell’aria condizionata, che guarda caso, è in evidente sovrappeso… quindi ti capisco benissimo! consoliamoci con qualcosa di buono da mettere prima in forno e poi in pancia… ahahaha
A.
Sfiziosamente veloce :-)
Buon week end!
devo dire che io odio il condizionatore anche perché da noi quando lo accendono è inverno! e io vecchio soffro di mal di schiena :)
ottima consolazione questa torta rustica alle pere mi piace!
Lo trovo sensazionale ed è bellissimo, lo vorrei a cena…mannaggia!!
quello che descrivi, e che purtroppo si riscontra dappertutto, è un chiarissimo segnale di quanto poco usiamo il cervello.
capisco che al lavoro è difficile far cambiare le regole ma intanto, per cominciare si potrebbero disertare negozi e altri luoghi pubblici dove l’abuso di questi congegni, anzichè migliorare la vita la complicano di brutto. motivando il cambio di preferenze, perchè DEVONO sapere, penso che si otterrebbero notevoli risultati.
spesso bastare chiedere…
ricetta veloce ma sempre ad alto tasso di salivazione!!
Niente aria cond.anche se la mia casa d’estate sembra un forno di panetteria: non ho sprechi e consumi sovrumani e la salute ne guadagna!!
Ciao,
ho appena aperto un blog, se ti va vieni a darci un occhiata :)))
http://ursswithlove.blogspot.com/