la Crème de la Crème

La mia conoscenza col cavolo romano (o cavolo broccolo, ancora non ho capito bene come si chiama) è abbastanza recente, non so per quale motivo ma la stragrande maggioranza delle volte optavo per il cavolo bianco, forse perchè l’ho visto più spesso nella cucina di mia mamma ma una cosa è certa, una volta scoperto non sono riuscita più a farne a meno. É buono sempre, è buono a prescindere dal cibo con cui lo si accompagna, è buono persino sbollentato o semplicemente cotto al vapore e condito con un filo d’olio gentile. In questi giorni ho fatto qualche prova, non per altro ma ho usato le varie rimanenze di frigo non essendo il caso andare in giro con la febbre. A proposito ma qualcuno ha mica notizia di dove si sia cacciata la primavera? Qua c’è un freddo spaventoso, menomale che ci si consola con la Crème de la Crème :-))

upgrade, leggo solo ora il bel invito di Brii, sempre generosa e presemnte e sono molto felice che abbia reputato la ricetta all’altezza del whb-273

il WHB # 273
dal 28feb – 6 marzo
è ospitato da Brii
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non un parapiglia senza sbocchi, niente di tutto questo

Si duplica e stavolta la zuppa me la sono cercata con tanto di passeggiata dal mio verduraio di fiducia che ha le robe degli agricoltori delle nostre colline. Ah approposito, fatemi il favore, NON COMPRATE per nessun motivo arance e pomodori con provenienza Spagna. Nessuno potrà dirvi il motivo (perchè le denunce sono più veloci delle soluzioni), ma voi fidatevi e non comprateli. Che poi sarebbe pure da fessi andare a comprare robe poco controllate e con gusto incerto quando tutto il Mondo ci invidia le arance siciliane, vi pare? Oltretutto dai (!) i pomodori in questa stagione non ne sanno di un accidenti, molto meglio usare i pelati in scatola a quel punto. Persino le carote hanno più gusto, perciò perchè insistere ad usare prodotti nella stagione sbagliata (volendo ignorare che forse sono pure dannosi)? Leggi tutto “non un parapiglia senza sbocchi, niente di tutto questo”

Quando il gioco si fa duro

Ieri pomeriggio avevo fretta di tornare a casa per sentire (e vedere) gli aggiornamenti dalla Libia, avevo appena appreso di altri bombardamenti sui civili inermi ed ero un po’ frastornata, non so come spiegare quella specie di nodo allo stomaco perfino difficile da giustificare con gli altri, che come minimo rispondono “vabbè, ma a te chetti frega?”. L’unico problema del mio rintronamento è che mi sono completamente scordata di passare a comprare qualcosa per cena, capita! Quando me ne sono resa conto oramai ero lì lì per fare una doccia riscaldante e non avevo proprio voglia di rivestirmi e scendere alla bottega, perciò dovevo riuscire ad inventarmi qualcosa con quasi niente in frigo ed visto che ero stata tutto il giorno al freddo, avevo proprio bisogno di un piatto caldo e coccoloso. Ho fatto un veloce censimento di quello che c’era in freezer e in dispensa e magicamente hanno cominciato a spuntare fuori un po’ di ingredienti e la ricetta mi si è composta davanti agli occhi ancor prima di farla, come fosse un puzzle, me la ricordavo bene perchè era una di quelle su cui ho messo la spunta nel libro, a proposito, lo fate pure voi? Ce li mettete i segnetti, orecchie, stuzzicadenti e qualunque roba atta a far da segnaricetta nei vari libri? Questa per esempio è una mia pecca, se così vogliamo definirla:-)   Leggi tutto “Quando il gioco si fa duro”

la zuppa della zona (rossa)

Quasi quasi in attesa di capire chi si approprierà del nostro futuro prossimo, potrei raccontarvi una semistoria di questa zuppa, a mezzavia tra l’integerrimo miso e il minestrone nostrano. Insomma, come ho sempre sostenuto, i nostri stati d’animo si ripercuotono anche in cucina, finendo nei piatti, è un’equazione persino banale, perchè è ovvio che se uno è inquieto, oppure se ha (del tutto casualmente) appena sbirciato qua, qua o qua, non è che gli viene a mente il brodino vegetale di malaticcia memoria :-), anzi per dirla tutta, fossi io, da calma (o normale insomma) diventerei isterica. Perchè? Ma perché si accidenti. A me il capo del bunga-bunga-clan non mi ha mai deluso perchè sono sempre stata convinta che tutto quello di cui è accusato (o imputato) risponda a verità, perciò da uno così cosa ti puoi aspettare? Niente di buono, appunto. Leggi tutto “la zuppa della zona (rossa)”

Un finocchio per amico

Come largamente annunciato in questo intelligente post, questa è la giornata dei finocchi, perlomeno a tavola.  Ripensando al discorso che avrei potuto o (forse) dovuto fare mi è parso così triste andare a ribadire concetti di civile convivenza da depressione istantanea. Non ho mai sentito il bisogno di indagare nelle vite altrui per stabilire se una persona meritasse o meno la mia stima in base alle sue preferenze sessuali, a me chemmifrega se il mio dentista ha un fidanzato o una moglie? Chemmimporta delle frequentazioni sessuali di chi mi attornia? Se ci fate caso, per un lunghissimo periodo di tempo si è associato il termine pedofilia a all’omosessualità, sopratutto da parte di taluni membri della chiesa, poi sono emerse le verità sommerse sugli abusi che preti e vescovi hanno usato contro i ragazzini e tutti hanno potuto vedere come stavano realmente le cose. Mica l’ho ancora capito l’outing di Tiziano Ferro, insomma suvvia è un cantante, anche bravo, lo si giudica per i gorgheggi mica per chi si porta a letto, no? Perché uno deve essere costretto ad una violazione di se stesso esponendo i suoi fatti privati? Non mi pare che gli eterosessuali siano costretti alla stessa pratica, altrimenti sai che ridere a leggere le memorie di Mister B. col suo vizietto per le ragazzine? A me i finocchi piacciono. Tenete presente che hanno si e no un cento calorie, quindi fanno pure bene alla salute :-)) Leggi tutto “Un finocchio per amico”