Elogio dell’Ozio

Quest’anno l’ozio ha avuto la meglio, e forse avrei continuato a starmene quieta quieta nel mio angolino se qualcuno non mi avesse fatto notare che esiste il reato di abbandono di (blog) minore e che avrei potuto passare il resto dei miei giorni nella cella attigua a qualche politico. E noi non lo vogliamo, veroooo !?!? A quel punto la paura che questa eventualità si concretizzasse ha avuto la meglio e mi sono data una svegliata dal mio profondo torpore. A dire il vero in effetti avevo davvero bisogno di staccare la spina, di riappropriarmi della sensazione di libertà, svincolata da qualsiasi impegno, diciamo che disabituarmi al ritmo del blog mi ha restituito il piacere di tornare, con piacere e non solo.

Una delle molle che mi ha spronato al rientro alla base è stata la necessità di fare questo post, sono quasi fuori tempo a dire il vero, mancano solo una manciata di minuti all’entrata in vigore la legge sulla nuova disciplina del prezzo dei libri” (proposta di legge C1257) in pratica sarà sostanzialmente vietato alle librerie di attuare autonomamente campagna promozionali senza l’input degli editori. Inoltre, questa, imporrà un tetto massimo agli sconti sul prezzo di copertina del 15% (art.1, comma 2).
Colgo l’occasione di ringraziare l’On. Levi per tutti i soldi, che d’ora in poi, non ci farà risparmiare (tenete a mente questo nome, doveste ritrovarlo in qualche scheda elettorale, nel futuro ;-))
Perciò vi suggerisco di darci dentro vi ricordo che più o meno tutte le librerie online partecipano a sconti eccezionali (bol.it, libreriauniversitaria, feltrinelli, amazon). Se riuscite organizzatevi una fetta dei prossimi regali per Natale, al 40% di sconto ne vale la pena, vi riassumo i miei ultimi arrivi in ordine sparso, magari riesco a suggerire qualche idea. Leggi tutto “Elogio dell’Ozio”

domande da porci ;-)

Sono anni che da svariate parti si è cercato di demonizzare il web, ci hanno provato un po’ tutti, anche se l’oggetto del contendere non era la pornochat ma un semplicissimo forum o newsgroup. Bisogna rendere merito al settore dei quotidiani e settimanali che forse per primi si sono resi conto delle risorse, praticamente inesauribili, della rete, diventando di fatto un vero e proprio soggetto che si andava ad affiancare ai professionisti e smanettoni che fino a quel momento avevano vissuto di una dorato isolamento. Questo ha coinciso più o meno con la vera svolta qualitativa ma anche con una volontà sempre maggiore, da parte dei governanti, di ammutolire la rete. Secondo me neanche immaginavano la vera forza sommersa, ma da subito la combatterono temendone le potenzialità, e non sto parlando di preistoria, capiamoci. Oggi abbiamo la dimostrazione lampante di quanto avessero ragione ad aver paura e quanto avessimo ragione noi a voler resistere ad ogni costo, al di la di qualunque tentativo di censura. Avevano ragione Enzo di Frenna, Alessandro Gilioli, Guido Scorza e gli altri, quando dai  loro blog ci illustravano a quali rischi di censura andavamo incontro, ho come il sospetto che se avessimo perso quella battaglia, questo video non sarebbe mai apparso.

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la resurrezione del cinghiale

É vero non siamo ancora a Pasqua, ma a quanto pare in Rai pensano che sia meglio fare dei cambiamenti, chessò ad esempio provare la Pasqua destrutturata. Come tutti sappiamo gli ingredienti della Pasqua sono la passione di Cristo, del suo martirio appeso ad una croce, la sua triste fine terrena ed infine la resurrezione, dopo tre giorni. Ecco qua si è partiti direttamente dalla resurrezione, ma non del Cristo (magari!) no, a costo di apparire blasfemi, stavolta l’operazione l’ha compiuta quel tal Ferrara, che, appunto, al terzo giorno del suo programma su rai1, tra la fine del TG di Minzolinetti e l’inizio dei pacchi, tenta di incastrarsi e raccontare la sua verità (da notare che parola incastrarsi non è casuale). Non voglio nascondere che l’operazione non gli riesce proprio, tant’è che un milione di persone, tra la fine del TG e l’inizio dei pacchi, cambia canale pur di non vederlo, il che è tutto un dire, lo ritengono peggiore di Minzò, vi rendete conto, si? E devo la fortuna di una sosta riscaldante in casa di un’amica la possibilità di essermelo goduto in prima fila. Leggi tutto “la resurrezione del cinghiale”

Seconde Chance

Alla fine mi sono arresa,  a casa, cioè ho smesso di fare la stoica che tanto chimmelofafà?! Più che altro a preoccuparmi sono stati il completo senso di spossatezza e la difficoltà a concentrarmi, come si suol dire il corpo manda i suoi segnali, buon senso vorrebbe che (almeno di tanto in tanto)  lo si ascoltasse, e difatti così ho fatto. Qualche giorno di stop credo che aiuteranno i miei anticorpi a fare pulizia senza neanche l’aiuto del solito antibiotico. Ma veniamo al titolo del post chissà quanti tra voi avranno sobbalzato :-)) Si lo ammetto, anche io sono una scatenata (e affezionata fan) della serie televisiva che va in onda più o meno alle 20 di ogni giorno feriale. Siccome so i miei difetti e le mie irregolarità d’orario, a scanso di perdite incidentali mi sono pure programmata la registrazione coatta. Buffo che divaghi su una serie francese che mi ha stupito per la rilassante briosità già dal suo esordio, circa un anno fa, però questa serie, cucita addosso alla protagonista Alice Lerois (interpretata da Caroline Veyt), ma ancor di più alla filosofia di avere tutti una seconda chance. Non sto a farvi il sunto perchè è un tale saliscendi di situazioni e colpi di scena ch’è abbastanza difficile non perdere il filo, e forse è questo il punto o la novità: un programma televisivo che cattura l’attenzione senza rendere ansiosi (che di sti tempi, diciamo…).E voi che programma usate per rilassarvi? Ma sono l’unica ad essere stata catturata da Seconde Chance? Leggi tutto “Seconde Chance”

dacci oggi il nostro dolce quotidiano

Ci sono modi e modi di stemperare l’entusiasmo per un libro, quest’oggi cercherò di trasmettervelo nella maniera più dolce con una ricetta velocissima. Sono in netto anticipo sul solito ciarlare libresco o, se volete in netto ritardo sull’impegno che mi ero presa di parlarvi dei “miei” ultimi arrivi (che tanto ultimi tra un po’ non saranno più), però questo libro sta fuori dal coro, non voglio mischiarlo agli altri per il semplice fatto ch’è un caso a parte e dopo tanto girarci attorno me lo sono comprata e ne sono, a dir poco, entusiasta, come ho detto.
Andiamo con ordine, l’altro giorno sono passata in libreria come al solito ed ho notato le pile altissime con le varie (e improponibili) Parodi1 e Parodi2, nonché l’Antoneeellina nazionale (con tanto di mega cartelloni promozionali) vabbè, già ho disquisito abbastanza delle signore in questione e osservando il pubblico a cui si rivolgono (e che trotterellando corre alla cassa) mi sono fatta un’idea precisa del fenomeno, queste eccezioni editoriali sono solo moda, non posso pensare che la gente legga come si cucina il bastoncino di pesce findus :-)
Tra gli scaffali in mezzo alle cento e più copertine c’era una vera sorpresa:  “La cucina del Mercato” di Paul Bocuse.
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