ma cosa è stato di quel tempo che sfidava il vento che faceva fremere gridare contro il cielo non lasciarmi solo no…

non si può dire che sia stata la vittoria di Pirro, questo no però a sentire l’intervista di Guido Scorza ieri mattina (mi pare) non c’era neanche da far salti di gioia. Anzi facciamo che ci diciamo come stanno le cose fino in fondo e facciamo prima. Già questo è il punto: come stanno le cose realmente? Tocca dar notizie poco confortanti a tutti quelli che pensavano di aver scampato il pericolo perchè leggendo il chiarissimo articolo di Guido Scorza si capisce che non va per niente bene, un po’ come fossimo tra l’incudine e il martello e l’ipotetico arbitro, tifasse per gli avversari. Ecco non c’è proprio da sorridere non ci chiudono i blog ma avremo comunque un censore fortemente motivato dalla Siae, ovvero la rete, come ha ben detto Metilparaben, rischia di diventare un enorme televisione.

Potete trovare ulteriori approfondimenti  nel blog di Scorza, tra l’altro vi suggerisco di mettere nei preferiti all’istante,

Delibera AgCom: ecco la verità Leggi tutto “ma cosa è stato di quel tempo che sfidava il vento che faceva fremere gridare contro il cielo non lasciarmi solo no…”

d’accordo, diamoci una mossa

Come dicevo nel post precedente, questo silenzio (un po’ imposto e un po’ no) mi ha dato modo di osservare e leggere tanto, affacciarmi su diversi scenari e anche approfondire le mille informazioni riversate in rete. Così quando ho letto il post di Civati ho aspettato pazientemente che il mondo  (della sinistra?) desse segni di vitalità.

Bene, a quanto pare il mio scetticismo è stato smentito alla grande, perchè di risposte ce ne sono state e pure tante e qualificate, una delle ultime, in ordine di tempo, credo sia la dichiarazione di Bersani. Me ne sto un po’ più sul mi’ uscio,  guardo passare ed ascolto gli altri e da questo inusuale distacco mi sono resa conto che l’Agcom di Calabrò è riuscita a compattare in un solo coro di proteste tutte le opposizioni, ovvero ha fatto il miracolo dell’anno. Bisognerebbe dargli un premio, se non ci fosse di mezzo la monnezza di Stato e per una volta non si allude a Napoli ma all’ignobile delibera dell’Agcom. Leggi tutto “d’accordo, diamoci una mossa”

schiamazzi silenziosi

non mi ero quasi resa conto di questo lungo intervallo, bè oddio lungo per i miei canoni, magari. Il mistero è presto detto, come avevo accennato tempo fa, ho la casa completamente avvolta in uno scomodo ed ingombrante abbraccio di tubi e lunghe liste di legno, ordinatamente allineate, che costituiscono il mio panorama futuro per i prossimi mesi. Mi dicono che si chiama impalcatura ma non ho capito bene cosa impalca, visto che ogni mio punto d’aria è stato debitamente ostruito (e blindato). Questo ha coinciso, più o meno,  con la ricerca di lidi meno ingombrosi e rumorosi – a proposito, aperta parentesi, lo sapevate che i lavoratori dell’edilizia cominciano a lavorare prima delle 7, sabato compreso e che sono in prevalenza sudamericani? Io l’ho scoperto in questa occasione, ed è appunto sabato scorso che ho preso la decisione di cercare asilo, dopo essermi svegliata di soprassalto col frastuono alla finestra, nel frattempo mi sono occupata di un paio di milioni di piccole quisquilie, evabbé -) Comunque tutto questo ambaradan ha consigliato al mio sistema nervoso già lungamente provato dal governo spazzatura, di pigliare il largo e spostarmi temporaneamente in case amiche, in pieno stile nomade. Il che, intendiamoci, ha dei gran vantaggi, per cominciare cucino poco o niente, si fa la spola con amici e conoscenti tra osterie e fooderie di varia natura, facendo baldoria tutte le sere come fossimo un manipolo di studentelli in perenne fuori corso, il che, diciamocelo, non è male! Leggi tutto “schiamazzi silenziosi”

solstizio d’estate (più o meno)

É estate da meno di 48 ore e già mi sono stufata, ma si può? Quando lavoravo all’altro ufficio, di fronte al mare, (lo ridico con calma, così risulterà più facile capirlo: d-i- -f-r-o-n-t-e- -a-l–m-a-r-e) avevamo un sistema di climatizzazione sui generis, funzionava perfettamente (si fa per dire), cioè rilasciava aria calda d’estate e fredda d’inverno, la sua coerenza fu presa ad esempio in più di una riunione e noi, so per certo, facemmo risparmiare fior fior di soldoni all’azienda, perchè tenevamo opportunamente spenti sti affari malefici, era un impianto così vecchio che ancora potevamo gestire queste piccole quisquilie. Poi cambiò tutto, ci trasferimmo in un posto che insomma.. vabbè  preferisco non etichettarlo perchè il linguaggio trucido non risolve (ma voi sicuramente avrete capito, verooo?); la bella novità (e buona speranza) era che nel trasloco, dovendo rinunciare alla vista delle onde che s’infrangevano sui scogli, ci guadagnassimo un sofisticato, nuovo ed avanguardistico sistema di climatizzazione, insomma un gran bel passo avanti nel futuro, no? Leggi tutto “solstizio d’estate (più o meno)”