un po’ di me

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la gì

Tutti mi chiamano “gì” e gì mi chiamo anche io, quando mi devo fare coraggio. Di questa foto ho già parlato in un’altra parte del blog, è la mia preferita di quando ero una piccola sagittaria e il compleanno era solo uno stuzzicante preludio alle feste natalizie.
Anche se non ho un cattivo rapporto con il mio passato, raccontarmi è sempre difficile.
Il presente ed il futuro hanno la precedenza o forse rifiuto l’idea che tutto per me sia già definito e che mi posso ormai solo raccontare.
La mia rete è cambiata in questi dieci anni di frequentazione, non credo sia per paura di essere travolta dalle parole come un tempo, certi eccessi erano anche portatori di emozioni, forti, importanti, tali da spingermi al di là dei limiti noti e volare oltre il mare da me conosciuto.
C’è stato un momento nella mia vita in cui ho cercato di individuare il giorno esatto in cui ho capito di essermi “fratturata”, guardandomi indietro non rimprovero nulla a me e a nessuno, dopotutto credo che la rete mi abbia dato più di quello che mi ha tolto, anche se mi ha tolto davvero molto, più di quanto fosse giusto.
Prima di scrivere questa pagina, ho cercato di rispondere al quesito di quand’è che ho deciso di fermare i miei pensieri in questo che vorrebbe essere un piccolo breviario gastronomico di una cuoca sentimentale.
In realtà non lo so quando l’ho deciso, forse era un’esigenza sopita, che covava sotto la cenere in attesa del pretesto giusto per emergere, perché a guardare indietro mi pare che molte delle scelte che ho fatto, sopratutto negli ultimi tempi, erano tarate per risultare perfette all’interno di un blog o propedeutiche ad esso o alla sua creazione. Lo dimostra l’applicazione costante nella ricerca storica nello studio nelle varie pietanze regionali, nella fattispecie la cucina ligure, e l’adesione a slow food, anni fa, ha ulteriormente facilitato un approccio diverso e più cosciente al cibo, non fosse bastata la lunga frequentazione a club di cucina naturale e macrobiotica del passato remoto. Non mi sono mai resa “visibile” a tutto schermo, in questo intervallo di tempo, mimetizzata alla bell’e meglio nella rete, come fosse una nicchia sicura, perchè mi sentivo un po’ intimorita dalla bravura altrui.
Poi non so bene cos’è successo, forse soltanto l’incidentale incontro con la piattaforma per blog di wordpress, che ha stimolato in me un bagaglio di remote conoscenze oramai assopito, la programmazione, un vecchio amore mai dimenticato.
Ed è stato così che di colpo ho abbandonato i vari tentativi di blog nascosti per la blogsfera, dedicandomi ed affezionandomi a questo, che oramai sento come fosse l’estensione ideale della mia cucina.
Col tempo questo blog è risultato uno stimolo straordinario, ha risvegliato la mia antica passione, abbandonata, per la fotografia, e se non bastasse, mi ha restituito, (mi sta restituendo), l‘uso della lingua italiana e della scrittura immediata, che purtroppo avevo abbondantemente compromesso nelle lunghissime frequentazioni verso altri lidi internettiani.
Un altro, forse il principale, merito di questo blog, è stato spazzare via la nota dolente che ha la maggioranza dei single dovendo cucinare spesso “solo” per se stessi, a volte con eccessi di minimalismo spartano. É risaputo che il single medio dedica attenzione alla buona tavola, è vero, però in genere è la tavola altrui, perchè si entra in un meccanismo per cui il tempo investito per preparare pietanze per se stessi è giudicato “perso” se supera i dieci minuti, bene, mi sono ripromessa di scardinare questo modo di pensare e mi sono ripresa i miei tempi, sopratutto in cucina, sconfiggendo definitivamente la depressione da forchetta solinga. Perciò non rimaneva altro da fare che rendermi pienamente visibile per condividere le mie esperienze con gli altri, prendendo il coraggio tra le mani per confrontarmi senza rete. E ho fatto bene, è stato meno traumatico di quanto pensassi.

La Musica

Mi piace la musica, ivi inclusa il jazz, la classica e la musica da camera a strumento unico (chitarra, violino, sax o pianoforte)
Vivo di musica perché la musica… la mia musica non ha un ordine; spesso non ha nome si insinua come un’onda improvvisa nei miei organi e li accarezza li percuote e li usa come strumenti o come appoggio. Non ascolto col cervello che si aziona solo in casi specifici ma con lo stomaco e quanto gli sta sopra. Scopro a tratti senza filo logico alcuni autori interpreti e artisti. Spesso sono gli altri che mi danno il là poi fagocito e digerisco a mio modo. Non ho una buona cultura musicale ma uso la passionalità per approfondire l’argomento. Amo Jarrett perché mi squarciano i suoi pezzi e mi trascinano lontano. Perché fa l’amore col suo piano e continua a cantare una melodia sua mentre suona. Perché mi fa impazzire la sua voce che vibra stridula sulle note. Che mutano. Non so come sia ma ogni volta che il suo cd inizia a girare lui entra col piano nelle casse e cambia alcune tracce: sono nuovi giuro non li avevo notati prima!

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1 Commento »

 
  • Simona scrive:

    ciao Fior di Sale,
    sono sempre la genovese migrata in Laguna veneziana, mi farebbe piacere conoscerti una volta che vengo a Genova. Visto che ti leggo tutti i giorni, mi farebbe piacere darti un volto.
    ciao ciao
    Simona